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livello elementare
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ARGOMENTO: SUBACQUEA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: addestramento
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Una volta che si è imparato ad andare in bicicletta saremo in grado per sempre di inforcarne una anche a distanza di molti anni. Purtroppo questo non è vero per molte altre attività per le quali la mancanza di ripetizione comporta un deterioramento delle capacità di esecuzione compromettendo sia le prestazioni mentali che quelle fisiche che richiedono un livello di “memoria muscolare”. Ad esempio chi guida un’automobile con cambio automatico per molto tempo prova una certa difficoltà iniziale nel riacquistare fluidità d’azione nell’uso del cambio manuale e viceversa.

L’attività subacquea richiede presenza sia mentale che fisica per gestire correttamente tutte le varie fasi dell’immersione e, soprattutto, per essere in grado di reagire prontamente ed efficacemente in caso di emergenza. Queste capacità acquisite con l’esperienza tendono a deteriorarsi nel tempo se non sono praticate con costanza.
Una componente essenziale della preparazione dei subacquei è pertanto quella di mantenersi in costante allenamento in modo da conservare attiva la memoria muscolare per tutte quelle azioni che sono richieste durante l’immersione. Dopo un periodo di inattività è consigliabile riprendere le immersioni in modo graduale consentendo un progressivo ritorno di tutti quegli automatismi che si sono imparati nel tempo.

Il tempo necessario per rientrare completamente in forma ovviamente dipende dal grado di complessità delle immersioni; riprendere dimestichezza nell’uso di una semplice configurazione ricreativa richiede senz’altro molto meno tempo che riacquistare completa padronanza nella gestione di un rebreather o nell’eseguire un’immersione tecnica con uso di miscele multiple.
Anche se ci si immerge con continuità tuttavia si può essere esposti ad una perdita di capacità nell’esecuzione di quelle manovre che, normalmente, non sono richieste come ad esempio le procedure d’emergenza che possono includere una risalita in coppia con fonte d’aria alternativa, il rilascio di un pallone di segnalazione (DSMB), o l’isolamento di un erogatore mal funzionante.

Una strategia che può essere utile nel mantenersi sempre attivi è quella di eseguire almeno una procedura “inusuale” durante ogni immersione. Ad esempio in un’immersione alla fine della sosta di sicurezza (o di decompressione nel caso sia necessaria) si potrebbe rilasciare il DSMB. In un’altra immersione si potrebbe effettuare la chiusura della rubinetteria per isolare un erogatore e così via. Se praticate con continuità, queste azioni permettono di mantenere attiva la necessaria memoria muscolare in modo da essere pronti nel caso si debbano eseguire le procedure in una situazione reale.
Per rafforzare l’automatismo delle azioni un approccio utile è quello definito “over-learning” ossia continuare ad esercitarsi in una procedura già imparata finché la sua esecuzione diviene una risposta automatica, quasi istintiva. Il vantaggio di tale sistema è che se l’azione deve essere compiuta sotto stress il deterioramento della prestazione è molto più limitato di quello che sarebbe nel caso di una procedura della quale non si abbia ancora totale padronanza.

Un altro punto importante è di distribuire le nostre immersioni nel tempo. Infatti a parità di numeri totali un subacqueo che si immerge solo alcuni mesi all’anno avrà una padronanza delle operazioni inferiore a quella di un altro subacqueo che, pur facendo lo stesso numero di immersioni, rimane attivo con continuità. Questo è dovuto non solo al deterioramento delle prestazioni che si verifica a seguito di un periodo di inattività ma anche al fatto che un subacqueo attivo tutto l’anno avrà esperienza in un più ampio numero di situazioni ambientali. Lo stesso sito d’immersione infatti può presentare aspetti molto diversi in estate ed in inverno richiedendo procedure diverse.
Altrettanto importante è variare gli ambienti di immersione in modo da acquisire esperienza in più situazioni. Anche in questo caso è utile rimanere attivi nelle diverse tipologie ambientali per non perdere la confidenza acquisita nelle diverse condizioni di immersione. Nell’ambito addestrativo sarebbe inoltre vantaggioso periodicamente dedicare delle immersioni al ripasso di scenari di emergenza più complessi come ad esempio il recupero simulato di un subacqueo dal fondo ed il trasporto in superficie verso il punto di uscita praticando al contempo la respirazione artificiale. Molto spesso questo scenario viene praticato solo una volta nella carriera del subacqueo durante il corso di formazione iniziale mentre invece la padronanza delle tecniche di soccorso dovrebbe essere al centro dell’attenzione essendo fondamentale per la sicurezza del team.

Nel caso si debba partecipare ad operazioni impegnative che coinvolgono un elevato numero di subacquei sarebbe bene prevedere un adeguato numero di immersioni finalizzate a guadagnare reciproca confidenza e rafforzare le dinamiche del team. In questo modo sarà possibile identificare punti di forza ed aree di debolezza sulle quali concentrarsi per eliminarle. Una volta stabilite le procedure operative è consigliabile effettuare una serie di immersioni come “prova generale” prima di eseguire le azioni nella situazione reale. Queste immersioni dovrebbero anche includere procedure alternative in caso si debba modificare il programma d’immersione a seguito di eventi ambientali imprevisti.
L’attività subacquea pone anche un elevato livello di stress fisiologico soprattutto sul sistema cardio-vascolare e respiratorio. Come elemento importante dell’addestramento bisognerebbe quindi includere il rimanere in buone condizioni fisiche praticando con continuità esercizi aerobici finalizzati alla stimolazione ed al rafforzamento del sistema respiratorio e circolatorio.
In conclusione, per rimanere dei subacquei efficienti, la cosa migliore è mantenere un buon regime di addestramento continuo che consenta di rivedere periodicamente le procedure più importanti, migliorandone l’esecuzione.
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Giorgio Caramanna
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