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La giusta attrezzatura

tempo di lettura: 5 minuti

livello elementare
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ARGOMENTO: SUBACQUEA
PERIODO: NA
AREA: NA
parole chiave: subacquea

Del grande campione del ciclismo Fausto Coppi si diceva che avrebbe vinto anche in sella ad una bicicletta da passeggio, per significare che l’esperienza e le capacità personali sono ben più importanti di qualsiasi attrezzatura. Bisogna però ammettere che avere il giusto strumento per il lavoro aiuta considerevolmente.

L’ambiente subacqueo è sostanzialmente un ambiente ostile; una volta immersi non possiamo respirare, perdiamo calore rapidamente, ci dobbiamo muovere in un fluido denso ed i nostri sensi sono offuscati. Per sopravvivere è necessario utilizzare una serie di strumenti tecnologici che suppliscano alle nostre carenze fisiologiche. Alcune di queste attrezzature si possono ritenere dei veri e propri supporti vitali, altre invece sono degli accessori che, seppur utili, non sono strettamente necessari. È importante perciò capire quali componenti sono essenziali e quali non lo sono per una configurazione che sia completa ma non ingombrante.

Per prima cosa in immersione bisogna assicurarsi di poter respirare; per questo motivo gli erogatori e le bombole sono componenti essenziali. Sul mercato esistono decine di ottimi erogatori che offrono prestazioni sostanzialmente equivalenti. La scelta perciò è spesso basata sulle preferenze personali. Ad esempio alcuni erogatori hanno una forma che ne consente l’uso sia da destra che da sinistra.

Questa caratteristica può essere vantaggiosa quando si usano bombole laterali (side-mount) consentendo una configurazione più lineare della bombola posta a sinistra; è anche un vantaggio per l’erogatore secondario (octopus) perché non richiede una specifica posizione relativa tra sub donatore ed accettore dell’erogatore in caso si debba condividere. Alcuni modelli di erogatori devono essere pressurizzati prima di essere immersi per evitare che l’acqua possa allagarli. Questo richiede attenzione in fase di risciacquo per evitare involontario ingresso d’acqua.

Per immersioni in acque fredde (sotto i 15 gradi Celsius) gli erogatori dovrebbero avere specifiche proprietà che prevengano il congelamento sia del primo che del secondo stadio. In generale un primo stadio sigillato ed un secondo stadio in metallo sono meno esposti alla formazione di cristalli di ghiaccio. Un primo stadio sigillato inoltre minimizza le parti esposte all’acqua marina riducendo problemi di corrosione interna. Se ci si immerge spesso in acque con alto contenuto di sedimenti, come ad esempio lungo fondali sabbiosi, è probabile che questi sedimenti riescano a penetrare il secondo stadio. In questo caso la facilità con la quale si può accedere alle parti interne per un controllo ed eventuale pulizia diviene una caratteristica molto importante.

Per quanto riguarda le bombole il criterio principale di scelta è quello del volume di gas che si prevede di usare. Per attività specifiche, come l’immersione in grotta, si devono usare almeno due bombole separate ognuna con il suo erogatore. Le bombole in alluminio, molto comuni negli USA, hanno il vantaggio di essere meno esposte a fenomeni di corrosione interna ed in acqua sono tendenzialmente neutre quando piene; con il progressivo svuotarsi però tendono a divenire positive e questo causa un cambio di assetto per il subacqueo che ne deve tenere conto in termini di zavorra da utilizzare.

Un altro punto essenziale è di avere un’adeguata protezione termica. Anche in calde acque tropicali un subacqueo tende a raffreddarsi col proseguire dell’immersione. Le mute umide in neoprene hanno il vantaggio di un costo relativamente moderato, ridotta manutenzione e facilità di utilizzo. Tra gli svantaggi vi sono la progressiva riduzione delle capacità di isolamento termico in profondità dovuta allo schiacciamento del neoprene ed il tempo necessario per asciugarsi al termine dell’immersione. Le mute stagne offrono una migliore protezione dal freddo, consentendo l’uso di sottomuta termici sia passivi che attivi (riscaldati elettricamente), ma sono più costose, richiedono maggiore manutenzione e necessitano di specifica esperienza per essere utilizzate in sicurezza.

Un altro elemento ormai quasi indispensabile è il computer subacqueo. Una conoscenza dei principi della teoria decompressiva aiuta nel capire meglio le informazioni fornite dallo strumento e, soprattutto, riduce il rischio di grossolani errori. Ad esempio alcuni computer consentono la personalizzazione dei parametri dell’algoritmo decompressivo; tali modifiche andrebbero fatte solo a seguito di un’analisi ragionata del sistema. È inoltre importante capire bene come i dati vengono presentati per evitare errori di interpretazione. In fine, soprattutto se si noleggia un computer all’estero, assicurarsi sempre delle unità di misura impostate; un metro è molto diverso da un piede.

La scelta della configurazione dovrebbe essere legata al tipo di immersione pianificata ed alle caratteristiche ambientali. Ad esempio un’immersione in basso fondale in acque tropicali ed una ad alta profondità in acque fredde necessitano di attrezzature e configurazioni dalle caratteristiche ben distinte. Quale che sia la propria attrezzatura è molto importante avere un’ottima conoscenza delle sue caratteristiche e limiti di utilizzo. Lo stesso vale per l’attrezzatura del compagno di immersione; la conoscenza della reciproca configurazione è un punto essenziale per la sicurezza perché permette interventi rapidi e riduce il rischio di equivoci durante le concitate fasi di una possibile emergenza.

Riassumendo le caratteristiche più importanti per l’attrezzatura subacquea sono:
• Semplicità di utilizzo.
• Costruzione robusta con materiali di qualità.
• Affidabilità in termini di prestazioni e resistenza.
• Ridondanza unita ad una configurazione “pulita”.
• Adeguatezza allo scopo dell’immersione ed all’ambiente operativo.
• Maturata esperienza nell’uso dell’attrezzatura.

Giorgio Caramanna
Geologo oceanografo – Geoaqua Consulting
Il dottor Caramanna è un geologo italiano specializzato in idrogeologia e geochimica, con oltre quindici anni di esperienza come subacqueo scientifico in una varietà di ambienti e attività di ricerca. Svolge anche il ruolo di delegato nel Comitato europeo di immersioni subacquee. Ha lavorato come ricercatore presso molte istituzioni internazionali e ha esperienza multidisciplinare in diverse università. Ha fondato nel 2015 GeoAqua Consulting con il desiderio di condividere la sua esperienza di ricercatore e subacqueo scientifico con il desiderio di sensibilizzare l’opinione pubblica sui principali problemi ambientali. È autore di oltre cinquanta articoli ed è revisore per riviste internazionali. Giorgio Caramanna, dal 2015, è anche collaboratore ed inviato dagli Stati Uniti di Ocean4future. Nel 2018 ha ricevuto il Tridente d’oro dell’Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee. 

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