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livello elementare
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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XIX – XX SECOLO
AREA: SARDEGNA
parole chiave: Cagliari, Regia marina sarda, Regia marina italiana
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A seguito del Regio Decreto del 17 novembre 1860, che riorganizzò le circoscrizioni territoriali della Marina, i tre vecchi dipartimenti furono soppressi e la Sardegna passò alle dipendenze di quello di Genova a cui presto subentrò La Spezia e più tardi Napoli, ma ormai la Marina Militare era praticamente scomparsa da Cagliari e nel 1876 risulta possedere soltanto due fabbricati a un piano dove venivano ospitati la Capitaneria, un magazzino e una caserma per 60 marinai, oltre a un deposito di carbone per le navi militari in transito. Esisteva infine un piccolo fabbricato separato con un solo ambiente, in origine destinato a sala di disciplina per i marinai. Erano considerati in mediocre stato di conservazione e si progettava solo di ampliare il deposito di carbone rifacendone il recinto.


L’istituzione delle navi asilo risale al 1911 ed era sotto la vigilanza del Ministero della Marina. Solo per un certo periodo, successivo al 1887, vi ebbe sede una stazione secondaria di torpediniere che non richiedevano speciali impianti ed era dipendente dalla Maddalena.

Certamente a chi di dovere non sarà sfuggita la posizione strategica di quel porto lungo le rotte mediterranee e soprattutto quella fra la Francia e la Tunisia e nel periodo degli attriti con tale nazione nacque probabilmente una prima idea di crearvi una struttura importante, ma tale progetto avrebbe preso corpo solo moltissimo tempo dopo, anticipato da una Guida della Sardegna del Touring Club Italiano di inizio ‘900 in cui era scritto che a Cagliari si prevedeva una “darsena militare”; il nuovo scenario internazionale maturato dopo il 1920 portò alla nascita e al rapido potenziamento di una base navale e già nel 1933 esisteva il Comando Marina di Cagliari comandato dal Capitano di Fregata Ugo Fucci.
La base fu costruita dal nulla su un tratto di costa che, partendo dal molo della Capitaneria, si stendeva e si stende tuttora lungo il litorale di Bonaria che fu debitamente bonificato perché era malsano a causa del ristagno delle acque e della putrefazione della vegetazione marina. In precedenza su quell’area si trovavano poche strutture industriali e commerciali e perfino i resti di un antichissimo orto botanico dell’università. Vennero realizzati tutti gli edifici necessari per la vita del comprensorio, una stazione di ricarica delle batterie per i sommergibili e un’officina per la manutenzione delle navi d’uso locale. Nei dintorni della città furono costruiti i due depositi di combustibili a Montixeddu e a Monte Urpinu della capacità complessiva di 77.000 tonnellate, stazioni radio e depositi. Fra tutti gli edifici spicca il palazzo dell’ammiragliato, costruito fra il 1937 e il 1939 in stile razionalista su progetto dell’architetto Roberto Marino ispirato al palazzo del Ministero dell’Aeronautica che era stato progettato qualche anno prima dallo stesso professionista.

Dopo le strutture arrivarono le navi e, in particolare, fu assegnato a Cagliari il 7° gruppo sommergibili. Mancando un’area specifica dove ormeggiare le unità, queste furono ricoverate soprattutto all’interno dei moli di levante e di ponente.

Guglielmo Evangelista
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Bibliografia
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Goffredo Casalis: “Dizionario statistico-storico commerciale degli stati di S.M. il re di Sardegna” Vol 2. G. Maspero, Torino 1833
Anna Maria Colavitti: “Cagliari forma e urbanistica” Erma di Btretschneider, Roma, 2003
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N.N. “Calendario Generale pe’ Regi Stati”. Pomba, Torino, anni vari
N.N: “Il Palmaverde-Almanacco Piemontese” S. Carlo, Fontana e altri, Torino, anni vari
Giuseppe Luigi Nonnis: “Cagliari, passeggiate semiserie. Marina”. La Riflessione, Cagliari, 2007
Giovanni Spano: “Guida della città e dei dintorni di Cagliari” A-Timon. Cagliari, 1861
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