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Breve storia dell’erogatore subacqueo – parte II

Reading Time: 6 minutes

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livello elementare
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ARGOMENTO: STORIA DELLA SUBACQUEA
PERIODO: XX – XXI SECOLO
AREA: EUROPA
parole chiave: erogatore

Verso il circuito aperto
Abbiamo chiuso la prima parte con lo sviluppo dei sistemi a circuito chiuso che, come vedremo, trovarono un importante impiego nel settore militare in quanto avevano un grande vantaggio: non emettevano bolle verso l’esterno e quindi consentivano all’operatore di avvicinarsi occultamente ai propri bersagli.

gc-42Nel 1937 e poi nel 1942, un inventore francese, Georges Commeinhes brevettò un apparato per immersioni (denominato GC 42)  con maschera gran facciale, un erogatore a membrana  (un adattamento del meccanismo Rouquayoul-Denayrouze) e due bombole da 4 o 5 litri di aria. Era anche dotato di un manometro per la misura della pressione. Fu testato a Marseille il 30 luglio 1943 alla profondità di ben 53 metri  ma non ebbe molta fortuna. Commeinhes morì poco dopo, nel 1944 durante la liberazione di Strasburgo, e la sua invenzione fu presto dimenticata.

cg-45

il primo Regulateur Cousteau-Gagnan

Nel dicembre 1942,  un  giovane e brillante ufficiale della Marina francese, Jacques-Yves Cousteau, ed un geniale ingegnere con la passione della meccanica, Émile Gagnan, si incontrarono per la prima volta a Parigi aprendo una stretta collaborazione che scrisse pagine indelebili nella storia della subacquea. Gagnan era impiegato presso l’Air Liquide, la società del suocero di Cousteau, ed aveva miniaturizzato e adattato un regolatore Rouquayrol-Denayrouze per essere utilizzato per i generatori di gas. Jacques-Yves Cousteau si interessò subito a quella valvola, tutto sommato, molto compatta e gli suggerì di adattarla per impiegarla  nelle apparecchiature per le immersioni.

cousteau-nella-marne

Cousteau si immerge nella Marne

Due mesi dopo nacque il primo prototipo; dotato di un unico tubo corrugato fu testato da Cousteau nella Marne. Era il primo sistema a circuito aperto. Non era perfetto: non consentiva di respirare a testa in giù ed il sommozzatore  doveva restare orizzontale per poter respirare correttamente. Ma era un passo avanti enorme ed apriva un nuovo futuro per l’esplorazione delle profondità dei mari, in cui Cousteau divenne un precursore.

cousteau-gagnan

Cousteau e Gagnan osservano un monostadio Spirotechnique

Cousteau e Gagnan brevettarono la loro invenzione nel 1945 sotto il nome “Cousteau Scuba-Gagnan 1945 o CG45” per il mercato francese  e “AQUALUNG” per l’esportazione.  Il marketing in realtà inizio l’anno successivo, il 26 maggio 1946, con la creazione della LLC “La Spirotechnique”, una filiale di Air Liquide per la commercializzazione della CG 45 che divenne SA “Spirotechnique” nel 1951. In particolare, il GC 45 sarà commercializzato nella sua versione erogatore 1946-1954 e in quella narghilè fino al 1955. Per i collezionisti di materiali subacquei, ci sono tre tipi di piatti che permettono di risalire al modello del CG 45 dalla loro data di commercializzazione:

– targhetta grande con SAR

– targhetta piccola SARL

– targhetta piccola SA

cg-45

il mitico CG 45

Nei primi anno ’50, un nuovo erogatore, a tubo singolo con valvola a domanda, fu inventato dall’australiano Ted Eldred in risposta alle restrizioni di impiego del brevetto dell’apparato Cousteau-Gagnan poste in Australia. Ted Eldred è di fatto riconosciuto come il primo inventore dell’erogatore bistadio. Lo sviluppo di questa nuova tecnologia ebbe inizio nel 1949. La società di Ted Eldred, Appliances Pty Ltd, si trovava a Melbourne, dove i primi regolatori furono prodotti con il marchio PORPOISE (una specie di delfino).

porpoise-protoLe prestazioni di questi erogatori si dimostrarono superiori a quelle ottenute con gli AQUALUNG della Cousteau-Gagnan ma, nonostante la Marina australiana li avesse adottati per i suoi reparti subacquei, la forza commerciale della società francese costrinse la società australiana a chiudere.

La storia va raccontata
Ted Eldred iniziò a progettare il PORPOISE a Melbourne (Australia) partendo dall’iniziale design dell’aqua-lung Cousteau-Gagnan, ma apportando delle modifiche per correggere i noti problemi della “restrizione” dell’alimentazione dell’aria che avevano interessato i primi CG. Il PORPOISE ebbe un successo notevole e venne venduto fino al 1976; si calcola che ne furono prodotti circa 12.000 pezzi tra tutti i modelli e circa 50 di loro sono ancora esistenti. Il più raro è il CA-2, che fu realizzato per l’utilizzo con un bibombola.

spirotechniqueNel capo dei monostadio deve essere menzionato il MISTRAL che sostituì il CG-45, ed è forse il monostadio tra i più ricercati dai collezionisti del settore. Fu prodotto in circa di 2500 copie (con evidenza fotografica fino al N ° 2526). Inizialmente aveva l’alloggiamento montato con morsetti perché l’anello (o collare) venne introdotto solo nel 1957. In quel periodo, in Francia, nel maggio del 1955 un nuovo brevetto fu rilasciato a Bronnec e Gauthier per un erogatore bistadio che venne poi prodotto con il nome di Cristal Explorer.

cristal-esplorer

Cristal explorer

AQUALUNG presentò nel 1958 il suo primo bi-stadio: l’AQUAMATIC che inaugurò una nuova era di erogatori. Gli erogatori furono adattati successivamente  per le immersioni supportate dalla superficie per rifornire caschi leggeri e maschere facciali in modo da risparmiare il consumo di gas. Dal 1958 al 1975 arrivarono sul mercato molte novità: l’AQUILON o SPIRO 8 con il suo pistone di plastica, la valvola pilota nel secondo stadio dell’ALIZÉ e l’attacco DIN inizialmente usato dall’ALIZÉ o SPIROLUNG.

L’uso dell’erogatore bistadio divenne comune in tutti i campi e, come sapete, i nuovi sviluppi sono storia moderna.

aqualung_aquamatic_regulator_black_1

AQUAMATIC

 

E nel campo dei sommozzatori commerciali?

kirby-1960Un cenno ai sistemi Kirby e Morgan è d’obbligo se non altro per il loro sviluppo straordinario che li impose commercialmente. La ditta K&M fu fondata da Kirby e Morgan da un’idea di Bev Morgan che, dopo essersi brevettato palombaro, iniziò a lavorare come sommozzatore commerciale per molti anni. L’esperienza acquisita ed una certa genialità lo spinse a progettare e realizzare attrezzature subacquee ed a unirsi a Bob Kirby per fondare la Kirby and Morgan nei primi anni 1960. La società iniziò  a produrre elmi, progettati ad hoc, per le immersioni commerciali. L’ascolto delle esperienze di altri palombari e l’attuazione di molte delle loro raccomandazioni portarono al successo della Kirby Morgan. Nel 1967, Bob Kirby cedette la sua quota a Bev Morgan e nel 1969 la società Kirby sviluppò una maschera gran facciale, la KMB-8 Bandmask che utilizzava un unico erogatore. Da questo modello venne poi sviluppato il modello Kirby-Morgan SuperLite-17B del 1976.

kirbybandmaskmod8

KMB-8 Bandmask

La piastra pettorale era fatta da Yokohama per l’uso subacqueo. L’elmo era prodotto con due lamiere di rame dalla Hummel di Santa Barbara, California. Ebbe diversi miglioramenti rispetto ai modelli precedenti. Ad esempio gli oblò erano fatti in plexiglas dello spessore di un pollice, filettato per avvitarsi nel casco e sigillato con degli O-ring. Questo eliminò la necessità di porre delle griglie sugli oblò di vetro, e in tal modo migliorò la visibilità. Da allora, attraverso la ricerca e l’innovazione, la KMDSI ha sviluppato nuovi elmi per immersioni sempre più innovativi ed è divenuto lo standard del settore subacqueo commerciale. Tutti i disegni Kirby Morgan sono fabbricati e commercializzati in esclusiva dalla Kirby Morgan Dive Systems. Gli erogatori di quel periodo erano tutti monostadio ovvero  incorporavano sia il primo che il secondo stadio in un unico sistema montato sulla rubinetteria. Dall’erogatore partivano due corrugati che si congiungevano in un solo boccaglio contenente le valvole di espirazione ed inspirazione.

kirby-e-morgan-commerciale

Nel 1994 un nuovo sistema fu realizzato in un progetto congiunto da Kirby-Morgan e Divex per consentire il recupero delle costose miscele di elio durante le operazioni in profondità. Ma questo è un altro capitolo che affronteremo in un altro articolo.

Concludiamo così questa breve anche se certamente non esaustiva storia dello sviluppo dell’erogatore, il miglior amico del subacqueo. Ed il futuro? Il futuro è ancora tutto da scoprire … ne parleremo presto.

Andrea Mucedola

 

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