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Indopacifico: un mare tra Dehli e Washington

tempo di lettura: 8 minuti

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livello elementare
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ARGOMENTO: GEOPOLITICA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: OCEANO INDIANO
parole chiave: India, geopolitica
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L’India cresce: anche le previsioni più prudenti vedono Bharat 0 in espansione nell’arco dei prossimi anni; in sorpasso demografico rispetto ad una Cina sempre più “vecchia”, anche la tecnologia sta sfoggiando le sue potenzialità mentre l’economia ascende con un PIL in crescita.

Il “declino” del Dragone sta aprendo spiragli sempre più consistenti per New Delhi attenta a non concedere varchi pericolosi per la sua sicurezza. Non è un caso che il bilancio per la difesa veda l’India ai primi posti con l’asse nucleare sino-pakistano ai confini: il bisogno securitario costringe Delhi a potenziare e modernizzare le sue Forze Armate; c’è da verificare quanto possa essere rischioso sfidare Paesi ora in congiunture economico-politiche critiche e quanto siano fattibili alleanze con l’Occidente mentre quota parte degli armamenti e del greggio continuano a giungere da Mosca; invece del tradizionale non allineamento, Delhi ha ora optato per uno schieramento variabile che permetta una libertà di manovra volta a conferire un pericoloso ed esposto ruolo di ago della bilancia. L’India deve evitare che il Dragone stringa una rete di alleanze che la circondino sulla terra e sul mare, visto che tutti i paesi della regione, eccetto il Bhutan, si sono vincolati alla BRI e che Pechino ha conquistato i porti chiave lungo l’Oceano Indiano.

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Mentre Delhi ha ripreso la politica del Neighborhood First, rimane incombente il rischio pakistano. Il target rimane dunque impedire l’espansione cinese, in modo che anche la strategia indo-pacifica statunitense possa consolidarsi. Non c’è dubbio che la rivalità latente sino-indiana possa ostacolare la coesione sia del Global South sia dei BRICS, in cui la rilevanza ponderale di Pechino è troppo pervasiva. Di fatto non ci sono solo minacce esogene per l’India; i rischi provengono anche dall’interno, dove Modi dovrà riuscire a garantire modernizzazioni profonde investendo sul capitale umano.

È evidente che New Delhi intende proporsi quale polo globale, anche alla luce del fatto che la competizione tra egemoni di prima grandezza sta generando opportunità per il controllo del Global South; l’allargamento dei BRICS, ammesso che resista in un consesso economico tra diversamente dotati, può essere visto come un tentativo cinese di appropriarsi della leadership globale, tuttavia irraggiungibile laddove gli intenti rimangono frammentati, e dove Bharat continua a scontrarsi con l’assertività pechinese che non tollera liaison occidentali ed è in preda a crisi economica, fuga degli investitori ed epurazioni tra gli alti gradi delle Forze Armate. In questo contesto si delinea l’INDUS-X, l’India-U.S. Defense Acceleration Ecosystem, progetto preceduto già nel 2021 dal disegno di programma e poi seguito da una visita diplomaticamente discreta a Delhi da parte del segretario di Stato per la Difesa USA Austin; un progetto sviluppato senza clamori nel giugno del 2023 grazie all’Innovations for Defence Excellence e dal Ministero della Difesa indiano, dall’ufficio del segretario alla Difesa U.S. e dalla Defense Innovation Unit statunitense, poi ospitato dall’US-India Business Council, e che ha sottolineato l’importanza del potenziale espresso ed ancora da esprimere dalle startup di ambedue i Paesi nel settore della cooperazione industriale high tech 1. Alla luce del bisogno di sicurezza indiano, sarebbe un delitto non accedere a tecnologie evolute, specie alla luce del fatto che la partecipazione russa sul mercato bellico indiano è scesa, già nel 2022, dal 62 al 45% 2.

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INDUS-X, quale catalizzatore economico, aiuterà la premiership indiana a rilanciare il settore manifatturiero che ha già visto, nel 2023, un incremento dell’export 3. Questo aprirà agli investimenti statunitensi in India volti a realizzare un ecosistema di difesa che interesserà l’imprenditoria privata creando connessioni tra innovatori e stakeholder, a cominciare dalla condivisione dei dati afferenti al dominio spaziale; non a caso l’animus cooperativo ha individuato cinque priorità destinate a trasformare l’India nell’hub logistico indo pacifico: superiorità aerea, intelligence-surveillance-reconnaissance, logistica, underwater, munizionamento. INDUS-X esplora la possibilità di coproduzioni militari avanzate, creando supply chain efficaci e capaci di garantire l’interoperabilità, privilegiando i workshop ed i partenariati accademici ed universitari e le partnership industriali 4. Malgrado l’import-export indo-americano sia in calo per effetto del rallentamento della domanda globale, il tasso di crescita tornerà in fase positiva; posto che gli USA sono uno dei pochi paesi con cui Delhi ha surplus commerciale, la tendenza all’aumento del commercio bilaterale permarrà nei prossimi anni.

A testimonianza della vivacità e dell’ampiezza di vedute strategiche, si è svolto anche un panel del Raisina Dialogue 5 di New Delhi, indirizzato alla dimostrazione di quanto sia pressante la relazione tra un Mediterraneo allargato sempre più centrale e l’Indo Pacifico, una connessione messa a rischio dalla minaccia Houthi tra Suez e Bab el Mandeb 6, e che non può non considerare integrazioni politico-economiche di più ampio respiro; mentre i progetti non possono essere rallentati dagli eventi bellici, EAU ed Arabia Saudita hanno mostrato interesse nel condividere con Delhi progetti come l’IMEC 7 e collegamenti intermodali tra Golfo ed Oceano indiano. Non a caso l’ammiraglio USA John C. Aquilino, comandante di INDOPACOM, è intervenuto sia ai Raisina Dialogue sia agli incontri inerenti a INDUS-X dove sono spiccate le linee politiche di Bharat che, grazie al suo ministro degli esteri S. Jaishankar, hanno stigmatizzato il gioco diplomatico cinese incentrato sulle dinamiche bilaterali. Sembra evidente che l’India non rinuncerà a nessuna delle sue opportunità, puntando sia a surfare l’onda ruggente del ciclo economico che dovrebbe portare Delhi ad affiancare una Pechino declinante, entro il 2075, per una disponibilità di bilancio pari a 50 trilioni di dollari, sia a porre paletti sull’annosa questione dei confini sino-indiani.

Il QUAD 8 sta a testimoniare della proattività indiana, capace di sfidare l’interessato pessimismo cinese rafforzando partenariati per la sicurezza sanitaria, per le infrastrutture, per la predisposizione di cavi sottomarini, per il cyber e lo spazio 9. Pur non trasformando nel breve periodo le condizioni di stabilità nell’Indo-Pacifico, il QUAD 10 rimarrà centrale, permettendo all’India di assurgere a posizioni strategiche di rilievo. La condivisione delle preoccupazioni per il rinnovato senso imperiale cinese ha determinato la leadership indiana a puntare a successi celeri mostrando un interesse crescente per gli USA anche dal punto di vista militare e marittimo, tutte iniziative affini a quelle adottate da Washington che non ha escluso in futuro cooperazioni nucleari civili 11. Sarà interessante vedere se tra il mondo high tech ed i Paesi vicini agli USA sarà possibile trovare punti di incontro sulle misure di controllo delle esportazioni americane, a suo tempo regolamentate dal sistema COCOM 12 che potrebbe essere tarato sulle nuove esigenze sino-americane strettamente vincolate alle catene del valore, ed ora orientate a preservare la sicurezza nazionale 13; gli USA si stanno avvalendo del supporto indiano 14 per fare sì che Paesi sanzionati come la Russia non possano procurarsi componenti pregiate grazie ad altri canali. L’accesso all’elaborazione dati pone le basi del progresso tecnologico, un asset geopolitico su cui il governo indiano punta per la sua strategia sull’AI potenzialmente in grado di assicurare l’autosufficienza tecnologica 15.

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Conclusioni

Chi pensava di trattare con un Paese vilmente umiliato dai follower cinesi al tempo del COVID alla stregua di una Bollywood qualunque, dovrà ricredersi. Il nazionalista Modi ha proposto un’immagine che vuole essere diversa e lontana dagli stereotipi oleografici, puntando su investimenti finanziari, su un capitale umano immenso, su collaborazioni orizzontali tra governi e verticali tra imprese. L’accordo dell’INDUS-X ha il pregio di rilanciare una liaison nel tempo appannata e che ora deve solo temere gli eventuali cambi di rotta di una nuova presidenza americana; all’Indus si legano anche i Raisina Dialogue, e le valutazioni circa la passata presidenza del G20. Non è facile dirigere un’orchestra così composita, eppure Modi sembra esserci riuscito, attirando alla luce della gemma più preziosa dell’ex impero britannico elementi geostrategici, geopolitici e geoeconomici in grado di catalizzare la politica indo pacifica per i prossimi anni: ci sono startup che in molti si augurano possano trasformarsi in pregiati unicorni c’è, aspetto per noi negletto, la consapevolezza della necessità di incentivare l’istruzione di livello superiore, cosa che Modi ha compreso perfettamente.

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L’Indo Pacifico è divenuto il contesto geopolitico in cui l’Italia ha optato per il ritiro dalla BRI per ottemperare alle politiche comunitarie diversificando le supply chain, esaltando l’IMEC, che bypassa l’anello sino pakistano, e rientrando in gioco con Leonardo e Fincantieri, una volta certificato che la sicurezza economica va di pari passo con quella nazionale. L’INDUS-X è passato inosservato, benché in breve tempo abbia prodotto risultati apprezzabili, aspetto che induce a ritenere che, con una postura adeguata ed un piano strategico chiaro, è possibile relazionarsi produttivamente; non c’è dubbio che l’accordo possa assurgere al ruolo di partnership indopacifica di riferimento per gli USA, mentre soddisfa la domanda indiana di cooperazione tecnologica implementando il concetto di deterrenza integrata, risvegliata dall’espansionismo cinese.
Gino Lanzara
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Pubblicato in origine su Indo-Pacifico, un mare tra Delhi e Washington – Difesa Online


Note

0 il nome Bhārata, alternativo a India,  deriva dal nome della comunità vedica Bharatas, ed appare nel nome sanscrito ufficiale del paese, Bhārata Gaṇarājya. Il nome deriva dagli antichi Purana indù, che si riferiscono alla terra che comprende l’India (Bhāratavarṣa) per distinguerla da altri varṣa o continenti.

1 La base industriale indiana può fornire supporto a quella occidentale come con le linee di produzione di missili anticarro javelin, competendo con Cina e Russia per i mercati nel Sud del mondo.

2 Secondo il ministro degli esteri indiano S. Jaishankar la Russia è una potenza con un’enorme tradizione di governo; da notare anche la riaffermazione dei legami stabili ed amichevoli indo-russi.

3 Il governo indiano intende conquistare l’obiettivo dei 5 miliardi di dollari di export entro il 2025; nella ministeriale 2+2 di novembre 2023 è stata annunciata l’INDUS-X Gurukul-Education Series, informazioni ibride per le start-up della difesa statunitensi e indiane; nella stessa circostanza è stata ospitata una sessione strategica per gli investitori. In più è stato comunicato che l’India diventerà un membro a pieno titolo delle Forze Marittime Combinate in Bahrain.

4 Trend 2023; se è vero che gli USA si sono confermati come il maggior partner commerciale, tra aprile e settembre 2023 il commercio bilaterale indo-americano ha risentito di fluttuazioni; anche il commercio bidirezionale tra India e Cina è sceso del 3,56% a 58,11 miliardi di dollari.

5 “Dal Mar Egeo al Mar Cinese Meridionale: risposta agli assedi marittimi”; oltre agli USA partecipanti i Capi di SM delle Marine di India, Francia, UK, ed il Maresciallo dell’Aria Chipman per l’Australia. Il Raisina Dialogue ha cadenza annuale organizzata dalla Observer Research Foundation in collaborazione con il Ministero degli Esteri indiano.

6 L’India ha organizzato l’esercitazione Milan 2024 cui partecipano unità militari di 50 Paesi tra cui Iran, Russia e Usa. L’esercitazione riflette le preoccupazioni indiane per la situazione in Mar Rosso, dove il 95% delle navi indiane ha dovuto riorganizzare le tratte doppiando il Capo di Buona Speranza. La Milan 2024 serve a dimostrare che l’India è una potenza in grado di muoversi strategicamente in ambiti multipolari.

7 Corridoio India, MO, Europa

8 Quadrilateral Security Dialogue (Australia, India, Giappone, USA)

9 La missione indiana Chandrayaan-3 è atterrata sulla luna nel 2023. L’India è stato il primo Paese ad atterrare sul polo sud lunare riuscendo ad espandere il suo programma spaziale contenendo i costi. L’allunaggio ha anche un significato politico arrivando poco dopo il fallito tentativo russo.

10 Normativamente i controlli sulle esportazioni rimangono essenziali per proteggere i vantaggi tecnologici USA, ma proteggere e condividere le informazioni con altre coalizioni tecnologiche come AUKUS e il programma NATO DIANA (Acceleratore dell’innovazione nel settore della difesa per l’Atlantico settentrionale) può informare INDUS-X.

11 La produzione di energia elettrica è basata sul carbone con il 70% della produzione in crescita

12 Comitato di coordinamento per le esportazioni multilaterali

13 Il tutto è da inquadrare nell’ottica del controllo delle esportazioni che prende di mira le industrie cinesi dei semiconduttori e dell’intelligenza artificiale per il programma di fusione militare-civile del paese.

14 Nel marzo 2023 USA e India hanno sottoscritto un MoU che collega le catene di produzione nel settore dei semiconduttori; il MoU faciliterebbe le politiche di diversificazione che favoriscono la creazione di nuove catene produttive. Washington intende così proseguire il decoupling economico e produttivo dalla Cina. L’India nel 2019 ha sviluppato il progetto India Semiconductor Mission con l’obiettivo a lungo termine di inserirsi nel mercato globale dei semiconduttori.

15 In merito all’intelligenza artificiale, la politica indiana rimane fedele alla linea per cui l’innovazione non può precorrere le regole e si basa sulla Dichiarazione di Bletchley che stabilisce i rischi per la sicurezza dei modelli di frontiera; la supremazia del software determinerà il vantaggio in termini di velocità decisionale militare; l’India ospita il 20% dei progettisti di chip del mondo.

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