livello elementare
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ARGOMENTO: GEOPOLITICA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: OCEANO ATLANTICO
parole chiave: Armed robbery, maritime security
Il 12 novembre 2019 è avvenuto un attacco di un commando criminale nel Golfo del Messico contro una nave italiana appartenente alla società italiana MICOPERI di base a Ravenna. La OSV Remas è una nave di supporto offshore costruita con un design all’avanguardia, molto flessibile ed in grado di supportare tutti i tipi di operazioni offshore tra cui immersioni, ROV e supporto delle piattaforme petrolifere.
Secondo Adnkronos, due marittimi italiani sono stati feriti nell’assalto, uno colpito da uno strumento contundente alla testa e uno ferito da un colpo di arma da fuoco al ginocchio: per fortuna nessuno dei due è in pericolo di vita.

Il commando, composto da 7-8 criminali, adottando una ben sperimentata tecnica, ha raggiunto il Remas a bordo di due piccole imbarcazioni veloci e, dopo essere salito a bordo, ha aperto immediatamente il fuoco sull’equipaggio, derubandololi di ciò che era possibile. Nella reazione di difesa dell’equipaggio due membri dell’equipaggio sono stati feriti, per fortuna non gravemente. Non è chiaro se i criminali, dopo aver rubato quanto possibile, abbiano desistito a causa dell’inaspettata reazione. Al momento dell’assalto, erano presenti a bordo della nave trentacinque persone, di cui nove italiani ed un ufficiale della marina mercantile messicana, che ha in seguito coordinato i contatti con le autorità locali. I due feriti sono stati sbarcati nel porto di Ciudad del Carmen, dove la nave italiana è arrivata scortata da un’unità militare messicana. All’arrivo era presente un team medico di soccorso per soccorrere i due marittimi italiani feriti.
Sicurezza marittima: questo reato non è un atto di pirateria
Apparentemente, questo crimine non può essere definito come un atto di pirateria, come dichiarato sui media, in quanto non compiuto in alto mare o in zone non soggette alla giurisdizione di nessun Stato, e rientra nelle cosiddette armed robbery, ovvero furti armati in mare. E’ comunque un fatto grave che riporta alla luce il problema della sicurezza dei marittimi in mare operanti in acque di altre nazioni. Questa diviene particolarmente sensibile per infrastrutture come quelle petrolifere che soffrono, in molte aree strategiche del mondo, di continui attacchi da parte della criminalità organizzata per il furto di merci e soprattutto di petrolio. Si stima che solo nel Golfo del Messico vengono rubati in fino a 1,18 milioni di barili al giorno, portando milioni ad organizzazioni criminali e rendendo sempre più difficile il controllo delle rotte.
Nel dicembre 2018, il presidente del Messico Andrés Manuel López Obrador aveva promesso di fare del contrasto al furto di petrolio una priorità assoluta per la sicurezza nazionale. Lo scorso gennaio, i funzionari governativi hanno chiuso diversi oleodotti della compagnia petrolifera statale del Messico (PEMEX) nel tentativo di frenare la corruzione, il contrabbando e gli atti criminali in mare, ma questo non sembra aver funzionato.

Obrador annunciò anche che la Marina messicana avrebbe mantenuto una sorveglianza costante al largo della costa di Dos Bocas, Tabasco, per proteggere le piattaforme petrolifere ma, di fatto, molti analisti di sicurezza marittima ritengono che il problema nel Golfo del Messico sia peggiorato. Secondo il Maritime Herald, nel 2018 le rapine sono addirittura aumentate del 310% e la situazione nel 2019 non sta migliorando. Gli eventi di questi due giorni parlano da soli.
Gran parte della criminalità sembra si sia concentrata sulle piattaforme offshore gestite proprio dalla PEMEX, comportando al Governo messicano ingenti perdite. Alcuni funzionari hanno sostenuto che questo incremento della criminalità in mare ha avuto inizio circa sei anni a seguito della riforma energetica che cercò di privatizzare parte dell’industria petrolifera del Messico per ridurre parte del sostanziale debito che la PEMEX stava accumulando. La riforma divenne legge nell’agosto 2014, togliendo di fatto alla compagnia il monopolio mantenuto negli ultimi 80 anni.
L’apertura del mercato petrolifero ha portato alla crescita non controllata di importanti aree urbane intorno alle aree petrolifere dove le attività delle organizzazioni criminali si sono moltiplicate. Gli interessi dei cartelli criminali non sono sempre legati al furto di petrolio, ma anche a quello di attrezzature da vendere sul mercato nero. Gli investigatori hanno comunque documentato numerosi casi di aggressioni alle petroliere in transito con il trasferimento in mare del carburante. La maggior parte del petrolio rubato sarebbe utilizzata localmente, ma anche in Venezuela, in Colombia, nella regione dell’America Latina e negli Stati Uniti. Altri obiettivi dei criminali sono le piattaforme dove ai furti di materiali spesso si accompagnano violenze e rapine al personale.
Questo è il caso della piattaforma petrolifera Fortius assaltata domenica scorsa (11 novembre 2019) nel Golfo del Messico. Testimoni hanno riferito che almeno sei uomini armati di pistole e coltelli sono saliti sull’impianto di bordo alle 21:30 e sono andati direttamente al terzo piano per svegliare l’equipaggio. Dopo aver rinchiuso i lavoratori nella mensa, i criminali hanno liberamente saccheggiato l’infrastruttura, rubando attrezzature, materiali, denaro e qualsiasi cosa di valore potevano trasportare. Dopo il furto si sono allontanati alle 4:00 di lunedì quando il capitano della piattaforma ha potuto finalmente inviare l’allarme di emergenza alle autorità messicane. Sembra che la marina messicana abbia risposto all’allarme dopo 4 ore e mezzo. La piattaforma petrolifera Fortius è ancorata a diversi chilometri dalla costa di Campeche. Quando a regime ha un organico completo di 150 persone, ma è attualmente gestita da un piccolo team di manutenzione. Il proprietario, la società messicana di servizi petroliferi Oro Negro, ha infatti dichiarato bancarotta nel settembre 2017, ed è attualmente nel mezzo di una trattativa da 900 milioni di dollari USA per definire il futuro di cinque piattaforme petrolifere, tra cui la Fortius.
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