La vita sentimentale di un classiario romano

Domenico Carro

29 Giugno 2025
tempo di lettura: 3 minuti

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livello elementare

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ARGOMENTO: STORIA NAVALE ROMANA
PERIODO: IMPERO ROMANO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: Classiari

Un indicatore dell’intensità dei contatti dei classiari con la società civile all’esterno delle basi navali può essere rappresentato dalle relazioni sentimentali da essi allacciate e che sfociavano in convivenze stabili, con un legame matrimoniale non riconosciuto dalla legge, trattandosi di matrimonium iniustum (nullo), ma che veniva tollerato dalle autorità per consuetudine. Era d’altronde noto che le unioni durevoli sarebbero state legittimate al momento del congedo. Poiché, tuttavia, i pericoli da affrontare e la speranza di vita in quell’epoca non consentivano una ragionevole certezza di sopravvivere fino al momento del congedo, i classiari lasciavano delle disposizioni testamentarie con espedienti intesi a tutelare, dopo la propria eventuale morte prematura, il benessere delle loro compagne. L’accorgimento più semplice era quello di nominare erede un amico fidato, quale intermediario per assicurare il sostegno della propria eredità alla compagna e agli eventuali figli. Viene spesso citato anche il caso del classiario Gaio Longino Castore che, avendo stabilito un legame more uxorio con due proprie schiave, Marcella e Cleopatra, aveva disposto nel proprio testamento la liberazione di entrambe e la suddivisione della propria eredità fra tutte e due in parti uguali, inserendo anche delle clausole a tutela dei relativi figli qualora una delle due fosse nel frattempo deceduta.

Frammento frontale di sarcofago raffigurante una cerimonia nuziale romana. Tra gli sposi era raffigurata una figura (ora perduta) del dio Imeneo, che portava la fiaccola usata nei cortei nuziali, la cui fiamma rimane ancora appoggiata sulla veste della sposa. Matrimonio-romano.jpg – Wikimedia Commons

Con i loro matrimoni di fatto, i classiari creavano delle vere e proprie famiglie, che includevano non solo la compagna e i figli, ma anche eventuali altri consanguinei, nonché, secondo la concezione romana di familia, anche i propri schiavi e liberti. Queste familiae vivevano vicino alle basi navali di pertinenza, seguendo talvolta il rispettivo pater familias classiario qualora questi veniva destinato per lungo tempo presso qualche distaccamento della propria flotta in altra sede, come si è visto dalle iscrizioni rinvenute a Roma, Cagliari e Brindisi. A Miseno, il 40% delle epigrafi relative a classiari defunti sono state dedicate da membri delle loro familiae, mentre molte altre epigrafi risultano dedicate da classiari alle proprie mogli o ai figli deceduti prematuramente. Ciò dà l’idea della notevole mole di famiglie create dai classiari. In particolare, sono più di 150 le epigrafi che documentano unioni matrimoniali avvenute prima del congedo. Un’ulteriore prova del radicamento dei classiari e delle proprie famiglie all’ambiente civile della cittadina di Miseno risiede nei monumenti sepolcrali familiari, di cui rimangono vari ruderi e molte iscrizioni. In tali monumenti, presenti anche a Classe perlopiù in forma di stele, sono menzionati anche i figli e i liberti. Di solito i figli sono uno o due; talvolta qualche figlio appartiene alla stessa flotta del padre, mentre in casi più rari vi sono figli sotto le armi nell’esercito.

Mausoleo 03 della Necropoli classiaria sorta fuori dall’abitato di Misenum, sull’antica strada che conduceva a Cuma (sul tratto coincidente con l’odierna via Cappella), a beneficio del personale della flotta Misenense, come il classiario Tiberio Claudio Febo – della trireme Capricorno – di cui è stata rinvenuta l’epigrafe. Nelle foto, l’interno monumentale del colombario e un particolare della sua volta, con la rappresentazione della dea Selene (la Luna), che vegliava benevolmente sul sonno eterno (come quello del suo mitico amante Endimione) ed era anche considerata protettrice dei marinai, in quanto identificata con Iside (rielaborazione grafica D. Carro di due foto originali di bacoli.it).

Nel complesso, i classiari risultano avere, come i soldati, una forte propensione a sistemare borghesemente la propria familia attorno ad uno stabile legame di coppia, per poter condurre una vita familiare non dissimile da quella normale nel mondo romano. Così facendo essi annullavano gli inconvenienti del divieto di matrimonio, recuperavano la pienezza dei propri diritti e si presentavano verso l’esterno nel modo migliore per un ottimale inserimento nell’ambiente civile.
Domenico Carro
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