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ARGOMENTO: ANTARTIDE
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: GEOLOGIA
parole chiave: catene geologiche, Zirconi, ghiacci, cambiamenti climatici
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Le congetture sulla natura dell’Antartide subglaciale sono dettate dall’estesa calotta che al momento mostra meno del 1% del territorio reale che è nascosto al sotto di uno spesso manto glaciale. Grazie agli studi geologici è possibile ora ricostruire la complessità geologica di questo continente che nasconde ancora molti segreti tra cui le grandi montagne subglaciali di Gamburtsev che sono ricoperte da uno strato di ghiaccio di circa 1600-3100 metri di spessore. Questa monti sono il punto più alto della catena montuosa dell’Antartide Orientale, nel luogo più freddo della Terra. Queste montagne, il punto più alto della catena montuosa dell’Antartide Orientale, sono locate nel luogo più freddo della Terra e formano la testa del ghiacciaio Lambert e della piattaforma Amery, il più grande sistema di piattaforme glaciali dell’Antartide, mostrando una geomorfologia che ricorda le Alpi europee, con glaciazioni relativamente giovani sovrapposte ad un’antica rete fluviale. Vari studi suggeriscono che questa rete abbia meno di 230 milioni di anni ma potrebbe essere potenzialmente molto più antica, probabilmente risalente a circa 550-500 milioni di anni fa.

Mappa del settore della baia di Prydz dell’Antartide orientale che mostra i confini geologici della provincia antartica. Il nome di ogni provincia è etichettato con testo in grassetto ed è variamente colorato (V = Vestfold; L-H = Lützow-Holm). Le località discusse nel testo sono etichettate (H. = Colline; M. = Montagne; Is. = Isole); costa (blu); affioramento (riempimento nero). Il riquadro mostra la posizione di Prydz Bay (PB), la catena montuosa dell’Antartide orientale (An et al., 2015) – definita dallo spessore della crosta (riempimento marrone; Wiens et al., 2023) e le montagne subglaciali di Gamburtsev (GSM). La freccia rossa è stata dedotta dalle direzioni di trasporto dei sedimenti sulla base di indicatori paleocorrenti nelle rocce sedimentarie del Permiano nei laghi Beaver e Radok, suggerendo che la provenienza dei sedimenti fosse il GSM. Si noti che la direzione della paleo-corrente del Permiano è la stessa della moderna direzione del flusso del ghiacciaio Lambert verso la piattaforma di ghiaccio Amery – figura da studio citato in nota 1
Secondo lo studio La collisione continentale del Gondwana provoca l’espansione gravitazionale e il collasso delle ancestrali montagne dell’Antartide orientale – ScienceDirect 1 sotto il massiccio strato di ghiaccio si cela un vero e proprio mondo sommerso che ricorda le catene alpine con il susseguirsi di montagne, valli e pianure su una lunghezza di circa 1.200 chilometri e con vette che raggiungono 3.400 metri di altitudine.

Questa è una mappa topografica, sulla base dei dati stimati nel 2012, che mostra l’Antartide in caso di scioglimento totale della calotta glaciale, disegnata tenendo conto sia del rimbalzo isostatico (risultato del peso della calotta glaciale che abbassa la terraferma sottostante) che dell’innalzamento del livello del mare. Pertanto, questa mappa suggerisce come poteva apparire l’Antartide 35 milioni di anni fa, quando la Terra era sufficientemente calda da impedire la formazione di grandi calotte glaciali. Quando il ghiaccio si scioglierà, la terraferma si solleverà nel corso di migliaia di anni di un’altezza pari a circa 1/3 della calotta glaciale rimossa (questo perché la roccia è tre volte più densa del ghiaccio). E’ stato calcolato che circa metà del sollevamento si verificherebbe durante i primi duemila anni. Come mostrato nella mappa, l’Antartide è costituita da un’ampia regione continentale (Antartide orientale) e da un insieme di mari e regioni continentali più piccole (Antartide occidentale). Poiché la calotta glaciale dell’Antartide occidentale è parzialmente ancorata al di sotto del livello del mare, questa regione è meno stabile e più soggetta a essere influenzata dal riscaldamento globale. Ciononostante, è probabile che nel prossimo secolo l’aumento delle precipitazioni sull’Antartide compenserà lo scioglimento e, anche in caso di un riscaldamento intenso e prolungato, ci vorranno molte migliaia di anni perché l’Antartide orientale possa essere completamente deglaciata – Fonte http://www.globalwarmingart.com/wiki/File:Antarctica_Without_Ice_Sheet_png – Autore Robert A. Rohde
A tal riguardo, il 12 marzo 2025, è stata pubblicata sulla rivista Scientific Data la mappa della terza versione del Bedmap antartico (BEDMAP 3) che incorpora oltre sessant’anni di dati di rilevamento acquisiti da aerei, satelliti e navi. La mappa offre una visione chiara del terreno al di sotto del continente bianco, in pratica come se i suoi 27 milioni di km cubi di ghiaccio fossero rimossi, e mostra l’orografia delle montagne più alte e dei canyon più profondi. Una reinterpretazione dei dati precedenti ha rivelato che la zona con il ghiaccio più spesso si trova in un canyon senza nome nella Terra di Wilkes, che mostra uno spessore di ben 4.757 metri. 
La mappa BEDMAP 3 è la più dettagliata finora ottenuta del paesaggio sotto la calotta glaciale dell’Antartide, assemblata da un team di scienziati internazionali guidati dal British Antarctic Survey Scientific Data
Tornando allo studio citato1, l’analisi dei cristalli di zirconi raccolti presso i Monti Prince Charles, una grande catena montuosa situata vicino al tratto di costa della Terra di Mac. Robertson, ha permesso di chiarire come e quando si formarono le immense catene montuose subglaciali antartiche. Analizzando questi minerali estremamente resistenti, che si formano durante il raffreddamento del magma, gli scienziati hanno determinato che i Monti Subglaciali Gamburtsev, scoperti da una spedizione russa nel 1958 e sepolti sotto la calotta glaciale orientale, si formarono oltre 500 milioni di anni fa, quando la collisione tra grandi placche tettoniche portò alla formazione del supercontinente Gondwana. Questo continente primordiale includeva quelle terre che oggi conosciamo come Australia, Africa, India, Sud America e Antartide.

I cristalli di Zircone, una delle prime formazioni minerali sulla Terra e sulla Luna, possono avere un’età fino a 4,4 miliardi di anni. Si tratta di un minerale cosmopolita del gruppo omonimo appartenente alla famiglia dei “silicati e germanati” che ha come composizione chimica Zr(SiO4). Il contenuto a volte considerevole di uranio e torio lo rende il principale vettore di radioattività nelle rocce. Di fatto con lo sviluppo della datazione radiometrica, gli zirconi sono diventati particolarmente importanti in geocronologia perché contengono tracce dei radionuclidi (235U, 238U e 232Th) che decadono formando diversi isotopi del piombo. In pratica l’età di cristallizzazione di uno zircone può essere determinata misurando i corrispondenti rapporti uranio-piombo o torio-piombo rendendoli ottimi mezzi per poter valutare l’età delle formazioni geologiche in quanto sia l’Uranio che il Torio decadono con una legge temporale ben precisa. I dettagli della ricerca, “Gondwanan continental collision drives gravitational spreading and collapse of the ancestral East Antarctic mountains”, sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Science Direct La collisione continentale del Gondwana provoca l’espansione gravitazionale e il collasso delle ancestrali montagne dell’Antartide orientale – ScienceDirect
La ricerca su questo grande continente continua.
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in anteprima la catena montuosa di Gamburtsev – Osservare l’acqua che si accumula e si congela alla base della calotta glaciale in due valli diverse. Il flusso del ghiaccio è da destra a sinistra – Fonte Geophysical Research Letters, Volume: 41, Issue: 22, Pages: 8114-8122, First published: 17 October 2014, DOI: (10.1002/2014GL061491) Freezing of ridges and water networks preserves the Gamburtsev Subglacial Mountains for millions of years – Creyts – 2014 – Geophysical Research Letters – Wiley Online Library
Note
- Nathan R. Daczko, Jacqueline A. Halpin, Gondwanan continental collision drives gravitational spreading and collapse of the ancestral East Antarctic mountains – ScienceDirect
- https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0012821X25001931?via%3Dihub
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