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livello elementare.
ARGOMENTO: GEOPOLITICA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: ORIENTE
parole chiave: India, Pakistan
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Le tensioni tra India e Pakistan sono nuovamente esplose con il lancio da parte dell’India dell’“Operazione Sindoor”, una serie di attacchi aerei e missilistici contro nove obiettivi situati in Pakistan e nel Kashmir amministrato da Islamabad. Secondo il ministero della Difesa indiano, l’operazione è stata una risposta “mirata, misurata e non intesa ad avere una escalation militare” all’attentato terroristico del 22 aprile a Pahalgam, in cui 26 civili indiani, principalmente turisti hindu, sono stati uccisi da militanti affiliati a Lashkar-e-Taiba.

Il Segretario del Ministero degli Affari Esteri, Shri Vikram Misri, tiene un briefing con i media sull’Operazione Sindoor alla presenza del Colonnello Sofiya Qureshi e del Comandante di Squadriglia Vyomika Singh presso il National Media Centre di Nuova Delhi, il 7 maggio 2025 – Fonte Governo Indiano da wikimedia commons
L’intervento, durato circa 23 minuti, ha coinvolto caccia Rafale armati con missili da crociera SCALP e bombe guidate AASM Hammer, oltre a droni loitering munition di fabbricazione indo-israeliana. Le autorità indiane affermano di aver colpito esclusivamente infrastrutture terroristiche legate a Lashkar-e-Taiba e Jaish-e-Mohammed, evitando installazioni militari pakistane.

Il Pakistan ha denunciato la morte di almeno 31 civili, tra cui donne e bambini, e 57 feriti, affermando che tra le strutture colpite vi erano moschee e istituti educativi. Islamabad ha definito l’azione indiana un “atto di guerra” e ha promesso una risposta “inequivocabile”. Inoltre, il Pakistan ha rivendicato l’abbattimento di cinque caccia indiani e diversi droni, notizia che Nuova Delhi ha smentito, definendola disinformazione.
Nella notte tra il 7 e l’8 maggio, il Pakistan ha quindi lanciato un’offensiva aerea e missilistica su una vasta porzione del territorio indiano, prendendo di mira basi militari in località come Srinagar, Jammu, Pathankot, Amritsar, Chandigarh, Ludhiana, Bhuj e altre nel nord e nell’ovest del Paese. L’attacco, effettuato con droni e missili, è stato intercettato dai sistemi di difesa aerea e dalla rete di contrasto UAS integrata. I detriti degli ordigni saranno recuperati per documentare l’origine degli attacchi.

In risposta, all’alba dell’8 maggio, le Forze Armate indiane hanno colpito postazioni radar e sistemi di difesa aerea in diversi punti del Pakistan, tra cui una batteria neutralizzata nei pressi di Lahore. Fonti del ministero della Difesa parlano di un’azione proporzionata, calibrata per mantenere il conflitto sotto controllo, ma con una chiara volontà di dissuasione. Nel frattempo, Islamabad ha intensificato il fuoco d’artiglieria lungo la Linea di Controllo, colpendo settori abitati delle aree di Kupwara, Uri, Rajouri, Poonch e Baramulla. L’India ha risposto con fuoco di controbatteria. Secondo fonti ufficiali, sedici civili indiani sono rimasti uccisi, tra cui tre donne e cinque bambini.
Un raffronto nel dominio navale
L’operazione Sindoor ha visto principalmente l’impiego di mezzi aerei e l’attuale stato di conflitto tra India e Pakistan non giustifica un ampio utilizzo delle capacità navali. Secondo una accurata analisi condotta da Naval Technology, l’India è tra i primi cinque investitori mondiali nei programmi per sottomarini a propulsione nucleare, classificandosi al quinto posto con una spesa prevista di 34,6 miliardi di dollari tra il 2024 e il 2034. Di questa cifra, il 30,5% sarà destinato all’acquisizione di sottomarini nucleari (SSN) del Progetto 75-Alpha nello stesso periodo, con l’India che dovrebbe acquisire un totale di sei SSN per un valore stimato di 17 miliardi di dollari. Inoltre, la Marina indiana possiede più di una dozzina di sottomarini diesel-elettrici, ideali per operazioni costiere e operazioni sotto copertura. La Marina indiana possiede anche due portaerei, la INS Vikrant (vedi poster sottostante), la prima portaerei costruita in India ad entrare in servizio, e la INS Vikramaditya, un’ex nave russa di classe Kiev. Tra le varie scorte di superficie figurano i nove cacciatorpediniere di classe Progetto 15/A/B e quattro corvette di classe Kamorta.

il PNS Shahjahan, una delle due ultime fregate Tipo 054 A/P costruite dai cantieri cinesi
Il quadro si complica ulteriormente con la minaccia, ventilata da Nuova Delhi, di sospendere il Trattato delle Acque dell’Indo del 19601, fondamentale per l’approvvigionamento idrico del Pakistan. Islamabad ha reagito con allarme, considerandola una provocazione estrema.

il bacino idrografico dell’Indo. Le acque del bacino del fiume hanno origine sui monti del Tibet e della catena dell’Himalaya, negli stati e territori di Jammu e Kashmir, Ladakh e Himachal Pradesh, scorrendo a valle negli stati di Punjab, di Sindh, di Jammu e Kashmir. Questi, poi, convergono nella pianura del Pakistan e sfociano nel mar Arabico a sud di Karachi interessando una grande area agricola di circa 110.000 km², la più grande al mondo che sfrutta le acque di un solo fiume.
Indus river basin.jpg – Wikimedia Commons
Le cancellerie internazionali osservano con crescente preoccupazione lo scenario: entrambe le nazioni dispongono di arsenali nucleari paragonabili (circa 170 testate ciascuna), e secondo diversi analisti un’escalation incontrollata avrebbe conseguenze catastrofiche per l’intera regione. Le Nazioni Unite, insieme a Stati Uniti, Regno Unito, Cina ed altri attori internazionali, hanno rivolto appelli urgenti alla moderazione. Tuttavia, le posizioni di Nuova Delhi e Islamabad restano rigide ed il rischio che la crisi si allarghi non può essere escluso.
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Note
1. In base al Trattato delle acque dell’Indo (Indus Water Treaty – IWT), il controllo delle acque dei tre fiumi “orientali” dell’India ( il Beas, il Ravi e il Sutlej) venne dato all’India, mentre il controllo dei tre fiumi “occidentali” ( l’Indo, il Chenab e il Jhelum) al Pakistan. Ancora controversa è la condivisione percentuale delle acque; secondo il trattato, l’India ha diritto all’utilizzo di circa il 20% dell’acqua del bacino dell’Indo, mentre il Pakistan ha diritto allo sfruttamento della parte restante.
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Articolo pubblicato originariamente su Operazione Sindoor: l’India colpisce obiettivi in Pakistan, Islamabad rivendica l’abbattimento di caccia indiani – Difesa Online
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Immagini rilasciate dal Governo Indiano – open access da wikimedia commons https://www.pib.gov.in/ShowAlbum.aspx?albumid=194348
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