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NO PLASTIC AT SEA

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Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

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Creature acquatiche straordinarie

Sono mostruosi, bizzarri, fiabeschi, talvolta grotteschi,  vivono con noi nel nostro pianeta, almeno fino a quando non li porteremo all’estinzione a causa del nostro cieco egoismo  foto: Melanoceto o Diavolo nero) 

Oggi, parliamo di animali acquatici curiosi. E’ il caso di dirlo, in natura c’è solo l’imbarazzo della scelta a riprova della grande biodiversità del nostro pianeta. Una biodiversità che purtroppo sta diminuendo giorno per giorno a causa dello scellerato impatto dell’Uomo sull’ambiente che ci circonda. Scopriamo oggi cinque tra gli animali acquatici più curiosi del pianeta. Un articolo leggero e senza pretese per tutti. Buona lettura.

Anglerfish o diavolo nero 


Non potevamo iniziare senza andare a conoscere un pesce  dall’aspetto decisamente inquietante, tanto da essere chiamato il diavolo nero. Non preoccupatevi, non sarà facile incontrare il melanoceto detto anche diavolo nero, Melanocetus johnsoniiun pesce abissale, decisamente mostruoso, appartenente alla famiglia dei Melanocetidi. Questa specie è diffusa in tutti gli oceani temperati e tropicali, fino ad una profondità di 4500 metri (anche se alcuni esemplari giovanili sono stato catturati occasionalmente intorno ai  100 m di profondità) dove conduce vita mesopelagica. La femmina presenta un corpo tozzo e tondeggiante, occupato per oltre la metà dalla grossa testa che possiede delle mandibole enormi, provviste di forti e grossi denti appuntiti. Sulla fronte spunta un’antenna mobile, l’illicio, contenente sulla sua estremità dei fotofori, che utilizza come esca luminosa per catturare le prede. L’illicio, illuminandosi, attira come con una lampara le sue prede che poi divora aprendo le sue grandi fauci. Nella femmina, il resto del corpo è piccolo e allungato mentre nel maschio è tozzo e tondeggiante. Entrambi i sessi presentano la grande bocca provvista di denti aguzzi.  Le pinne sono piccole ed arrotondate. Vivendo negli abissi, dove non c’è luce, questi animali non hanno bisogno di colori sgargianti e la loro livrea è molto semplice, un uniforme bruno scuro fino al nero lucido da cui diavolo nero.  Insomma non è un pesce molto piacevole a vedersi. Un vero demone degli abissi.

Axolotl o assolotto

Ci spostiamo ora nelle acque calde di un lago messicano dove vive questa simpatica salamandra. L’anfibio vive nel lago di Xochimilco, nei pressi di Città del Messico, e a differenza del precedente, ha un aspetto decisamente più gradevole.  Una caratteristica dell’assolotto o axolotl (questo è il suo nome)  è la capacità di rigenerare le parti del corpo perse. La testa è ampia e gli occhi non hanno palpebre. Gli arti sono sottosviluppati e posseggono dita lunghe e sottili. I maschi si differenziano dalle femmine per l’ampio canale genitale mentre le femmine riescono a riempire il proprio corpo di uova al momento della riproduzione. Dietro la testa possiede tre paia di branchie che vengono utilizzate per smuovere e ossigenare l’acqua, mentre quattro branchie esterne, allineate alle branchie anteriori, si trovano nascoste nella parte posteriore. Gli axolotl hanno denti rudimentali a malapena visibili e si nutrono principalmente per suzione grazie anche all’azione delle branchie anteriori che vengono utilizzate per bloccare la preda. Le branchie posteriori sono usate per la respirazione, anche se l’axolotl può respirare anche ingoiando l’aria dalla superficie esterna. Questo animaletto ha la capacità di rigenererà le sue parti mancanti come tutte le salamandre. Purtroppo è considerato una specie in via di estinzione a causa della pesca e dell’inquinamento ambientale. Una specie da preservare. Chissà se ci potrebbe insegnare qualcosa di nuovo in campo medico? 

Pacific barrel eye fish

Un altro pesce abissale decisamente curioso fu scoperto dal biologo marino Chapman nel 1939. Curiosamente la sua testa trasparente non fu notata fino al 2004. Questo dipese dal fatto che in precedenza, quando venivano catturati, la fragile struttura della testa veniva distrutta dalla rete mentre venivano portati in superficie. Gli esemplari erano quindi in pessime condizioni. Con i progressi tecnologici in campo oceanografico, grazie a speciali telecamere, fu possibile fotografarlo nel suo ambiente naturale rivelandone molti segreti. Grazie a sistemi di pesca profonda gli scienziati riuscirono a pescarne un individuo che fu posto in un acquario per poterne studiare le caratteristiche. Questi pesci abissali sono stati trovati al largo della costa della California e nella regione del Nord Pacifico principalmente ad una profondità di 3330 piedi (1000 metri). Il pesce possiede una testa … trasparente ed a forma di cupola. I due organi olfattivi di forma ovale (simili a narici umane) situati sopra la bocca vengono spesso scambiati per gli occhi e gli conferiscono uno sguardo decisamente melanconico. Gli occhi cilindrici, incastonati all’interno della testa trasparente, sono ultra sensibili e coperti da un fluido verde che li aiuta a localizzare le prede anche nelle profondità degli abissi.  Il pesce ha una bocca piccola con un muso appuntito. Le sue pinne piatte allungate gli permettono di galleggiare senza movimento. Come molte specie marine profonde possiede una serie di organi luminosi su tutta la lunghezza del corpo. Guardandolo bene,  il Barrel eye fish del Pacifico sembra veramente una strana creatura di un film di fantascienza. 

Narvalo

Narwhal

E che dire del mitico narvalo (Monodon monoceros), dal norvegese narhval, che significa “balena cadavere”. Questo animale, a dir poco curioso,  fa parte dei cetacei (quindi non è un pesce) ed appartiene alla famiglia dei monodontidi o delfinatteri. Se vogliamo rassomiglia ai bianchi delfini beluga ma presenta una curiosa peculiarità:  un lungo dente, simile ad una vite con un avvolgimento da destra verso sinistra. In passato gli antichi marinai nordici, osservandolo sbattere in superficie, raccontarono molte leggende sulla sua origine, non ultimo che fosse un parente del mitico unicorno. Gli adulti presentano un solo paio di denti nella mascella superiore e, in genere nel maschio, uno dei due fuoriesce dal labbro superiore per formare la lunga zanna che può arrivare ad una lunghezza di quasi tre metri. Recentemente  un team di ricercatori statunitensi, canadesi e danesi ha scoperto che il lungo corno sembra aver davvero qualcosa di “magico”. Sembrerebbe che il narvalo sarebbe in grado di rilevare cambiamenti dei parametri fisici nel suo ambiente. Il “corno” è infatti fittamente innervato ed i narvali sarebbero quindi in grado di percepire le variazioni  delle temperature e di salinità dell’acqua. In pratica possiamo immaginare che si comporti come un dente sensibile al caldo e freddo. Come hanno riportato le BBC News, precedenti studi avevano rivelato che la zanna di questi cetacei non aveva lo smalto, quello strato esterno del dente che fornisce una barriera difensiva nella maggior dei denti dei mammiferi. Inoltre lo strato di “cemento” esterno della zanna è poroso e lo strato di dentina interna  ha dei microscopici tubi che si incanalano verso il centro dove si  trova la polpa piena di terminazioni nervose che collegano la zanna al  cervello del narvalo. Per cui, non essendo un dente rigido, ha una membrana molto permeabile sensibile alla temperatura ed alle differenza chimiche nell’ambiente esterno. Inoltre si pensa che  la capacità sensoriale della zanna potrebbe dare vantaggi ai maschi, dato che potrebbero usarla per rilevare dove sono le femmine e se sono pronte ad accoppiarsi. 

Il pesce pipistrello dalle labbra rosse – Red-lipped batfish
 

E che dire di questo strano pesce? Sebbene siano presenti in acque profonde, alcune specie si trovano in acque relativamente basse. Il suo habitat  sono le acque tropicali e sub-tropicali, ambiente comune per tutti i membri della famiglia Ogcocephalidae in tutto il mondo. Uno di questi membri, con un’identità decisamente particolare,  è il pesce pipistrello dalle labbra rosse. Questi pesci non sono buoni nuotatori, anzi utilizzano le pinne pettorali per “camminare” sul fondo dell’oceano. Quando il pesce pipistrello raggiunge la maturità, la sua pinna dorsale diventa una proiezione a spina unica (principalmente evolutasi per funzionare come esca per le sue prede). Come la rana pescatrice, il pipistrello dalle labbra rosse possiede un suo illicio che attira le sue prede. Decisamente questo pesce renderebbe orgoglioso Darwin. da cui prende il nome, Ogcocephalus darwini, per la sua evoluzione.

Se mi chiedete cosa mi piace davvero dei questo strano pesce, il pipistrello dalle labbra rosse, è la sua diversità rispetto alle altre specie. Il fatto che esistano delle diversità dovrebbe essere un valore aggiunto non una forma di rifiuto. Solo dalla curiosità verso lo sconosciuto e l’ignoto si ottiene la conoscenza sul mondo in cui viviamo e conoscere, mi piace ripeterlo, significa capire l’importanza di preservare e salvare l’ambiente ed il nostro futuro. 

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