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L’Avventura del cinema sott’acqua, gli albori – parte I – di Marina Cappabianca

tempo di lettura: 5 minuti

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livello elementare
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ARGOMENTO: FOTOGRAFIA E VIDEO
PERIODO: XX SECOLO
AREA: SUBACQUEA
parole chiave: cinema subacqueo

 

Méliès 20000-lieues-sous-1907-scene wikipedia_org

Méliès da 20000 leghe sotto i mari … 1907 – 20000 Lieues Sous Les Mers Emission Commune Oreille du 13/06/2016 : Commune Oreille : Free Download, Borrow, and Streaming : Internet Archive

Può sembrare un paradosso, ma la battaglia per conservare gli oceani e quella per conquistarli e sfruttarli affondano le radici nelle stesse origini. Il cinema è stato complice di entrambe. Per oltre un secolo cinema e documentario subacqueo hanno avvicinato l’uomo al mondo sottomarino, diffondendo la conoscenza di un ambiente altrimenti invisibile, ma spingendo altresì l’uomo a dominarlo e in un certo senso a depredarlo.

Negli ultimi anni, il cinema è diventato infine lo strumento per denunciare la fragilità di questo ambiente e sollecitarci ad agire in sua difesa. Ripercorriamo questa avventura attraverso i suoi momenti salienti. Sono passati 100 anni da quel 1916 che vedeva uscire nelle sale il primo lungometraggio dal titolo “20.000 leghe sotto i mari”. Diretto dall’americano Stuart Paton per la Universal, durata 113’, vantava effetti speciali firmati da John Ernest Williamson e da suo fratello minore George.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è CINEMA-SUBACQUEO-The_Universals__Submarine_Picture_Crew_.jpg

La “Submarine Picture Crew” della Universal, per il film del 1916 20.000 leghe sotto i mari. Prima fila, da sinistra a destra, J. E. Williamson, Matt Moore e George M. Williamson; seconda fila, Jack Cohn, Edna Pendleton, Allan Holubar, Jane Gail, Dr. Ross; terza fila, Stuart Paton, Curtis Benton, Mr. Felden, Billy Welsh, John Powers, Howard Crampton, Mr. Murphy, Wallace Clark e Jean (Eugene) Gaudio The Universal’s “Submarine Picture Crew”.jpg – Wikimedia Commons

Una garanzia nel nascente mondo della cinematografia subacquea: J. E. (com’era chiamato) e George avevano la fortuna di essere figli di un capitano di mare, navigatore e costruttore pieno di ingegno, che aveva inventato, tra l’altro, un originale sistema per compiere lavori subacquei: in pratica un lungo tubo fatto di anelli concentrici che poteva estendersi sotto la chiglia della nave fino ad una profondità di 50 metri. 

2 - leagues-under-the-sea-1

la realizzazione di 20000 leghe sotto i mari di Williamson

J.E., non meno ingegnoso, pensò di aggiungervi una sfera all’estremità con un ampio oblò a imbuto nel quale infilò dapprima una macchina fotografica poi, spinto dal grande successo della sua prima mostra e dalle pressioni del nascente mondo cinematografico americano, una macchina da presa. Un sistema di illuminazione calato dalla nave appoggio con un cavo rischiarava il fondale.

4 - Williamson lotta con lo squalo

Era nata la “fotosfera” con la quale, già nel 1914, Williamson realizza, nelle acque cristalline delle Bahamas, il suo primo film di un’ora dal titolo “30 leghe sotto i mari”, la cui scena clou è la lotta con uno squalo che J.E. uccide a coltellate proprio davanti alla macchina da presa. La didascalia di una foto apparsa sulla stampa del tempo parla della lotta con uno squalo “mangiatore di uomini”. Significativa la scena e la sua descrizione, significativi i titoli di questi due primi film che segnano l’inizio dell’avventura del cinema sott’acqua. Si potrebbe infatti, a partire da questi esordi e per diversi decenni a seguire, parlare di un “effetto Verne”. Lo scrittore francese aveva pubblicato il suo romanzo di avventura e fantascienza nel 1870, aprendo a generazioni di lettori di ogni età un mondo sottomarino popolato di mostri e creature sconosciute che per la prima volta l’uomo dimostrava di poter affrontare e dominare.

Méliès 20000-lieues-sous-1907 pinterest_com

Méliès da 20000 leghe sotto i mari 1907 – MELIES – YouTube

Prima ancora che un romanziere capace di far sognare i lettori, Verne era un visionario capace di ispirare per molti decenni altri visionari alle prese con una nuova scienza. Nel 1907 il pioniere francese del cinema fantastico Georges Méliès realizza un film di circa 18 minuti (… non pochi per quegli anni) dal titolo “20.000 leghe sotto i mari”; il sottotitolo “L’incubo di un pescatore” rivela quanto il film si limiti ad una strizzatina d’occhio all’autore francese che ispirerà diverse altre sue opere.

Méliès-studio-Montreuil artribune_com

lo studio di Méliès dove furono allestite le scene sottomarine MELIES – YouTube

Méliès era un maestro dell’illusionismo che trasferì nelle sue pellicole la capacità di compiere trucchi: è il primo a realizzare doppie esposizioni, fermi di macchina, a giocare perfino con quella che oggi chiamiamo la post-produzione, con il montaggio. Costruisce a Montreuil uno studio di posa con pareti di vetro per creare illusioni ed effetti visivi, ingenui ai nostri occhi ma straordinari per l’epoca.

5 - Williamson_wikipedia no known restriction

Ma la novità e la straordinarietà di J.E. Williamson è che lui per primo filma davvero sott’acqua, dando inizio ad un’altra grande sfida: esplorare e raccontare un mondo sottomarino, conosciuto fino ad allora solo attraverso quello che usciva dalle reti dei pescatori. Come Verne, Méliès combatte con giganteschi granchi, piovre e cavallucci marini soltanto immaginati. I fratelli Lumière avevano in catalogo un film dal titolo L’Aquarium, realizzato appunto in un acquario. Williamson, dentro la sua fotosfera, il mondo marino lo porta davvero sugli schermi delle sale cinematografiche in tutta la sua vitalità.

La sfida non si ferma qui, naturalmente, e il passo successivo è quello di scendere sott’acqua con una macchina da presa e potersi muovere in autonomia tra le bellezze di questo mondo alieno. I passi più significativi, si compiono al di qua dell’Oceano. Già dagli anni ’30 si moltiplicano le innovazioni che consentono non solo di calarsi in apnea a profondità sempre maggiori, ma anche di vederci qualcosa. Sarà infine la Seconda Guerra Mondiale a dare un forte impulso all’introduzione di attrezzature per respirare autonomamente sott’acqua. Ed ecco che, liberi dai vincoli del palombaro o da quelli del proprio fiato, l’avventura del cinema sott’acqua prenderà nuove forme, diventerà un genere a sé, eppure – come vedremo – l’effetto Verne continuerà a farsi sentire e per diversi anni ancora il mare resterà prima di tutto un territorio di conquista.

Fine I parte – continua

Marina Cappabianca

 

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Pippo Cappellano
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Pippo Cappellano
29/07/2016 8:00

da quando l’occhio dell’uomo è riuscito a scrutare attraverso una lente i segreti del mare tutto è cambiato, la superficie azzurra degli Oceani non era più l’inviolabile confine tra terra e mare…

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