Due palombari italiani primi in assoluto al corso internazionale EOD della U.S. Navy

Redazione OCEAN4FUTURE

13 Dicembre 2021
tempo di lettura: 3 minuti

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livello elementare

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ARGOMENTO: MARINA MILITARE
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: PALOMBARI

parole chiave: EOD, COMSUBIN

 

Il 24 novembre, presso la U.S. Naval School “Explosive Ordnance Disposal”, Eglin Air Force Base, nello stato della Florida (USA), ha avuto luogo la cerimonia di chiusura del corso “International EOD“.

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Il corso, della durata di 26 settimane, ha lo scopo di far acquisire ai frequentatori di varie nazionalità le procedure operative per interventi di ricerca, identificazione, messa in sicurezza, “Render Safe Procedures” (RSP), e distruzione di ordigni esplosivi, “Explosive Ordnance“, capacità peculiari dei Palombari della Marina Militare che sono messe a frutto quotidianamente nella bonifica [in mare e nel territorio]. Un impegno con una media annuale consolidata di oltre 70.000 residuati bellici ed ordigni esplosivi nelle acque nazionali di mari, fiumi e laghi per la salvaguardia della pubblica incolumità.

Il sottocapo di 3^ classe palombaro Maradini Alberto ed il sottocapo di 3^ classe palombaro Cappanera Nicola in forza al Gruppo Operativo Subacquei (G.O.S.) di Comsubin, si sono classificati al primo e al secondo posto vincendo la concorrenza di ben tredici Paesi esteri partecipanti, peraltro riportando una media di punteggio altissima di 98,78/100 e 98/100 che ha stabilito un primato assoluto tra le nazioni aderenti.

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I due giovani graduati hanno quindi raggiunto un risultato di notevolissimo spessore, che rappresenta anche un motivo di orgoglio per la componente specialistica e per la Marina Militare italiana. Alla cerimonia di consegna dei brevetti era presente il 1° luogotenente palombaro Giannoni Paolo che, nell’ambito di un programma dedicato di scambio delle rispettive professionalità, svolge l’incarico di istruttore del personale statunitense presso la Scuola Palombari della U.S. Navy.

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I notevoli risultati raggiunti dal personale del Com.Sub.In., durante la partecipazione a prestigiosi percorsi formativi internazionali, sono garanzia anche dell’assoluta qualità dell’iter addestrativo iniziale, seguito presso la Scuola Subacquei del Varignano, che si traduce poi nelle expertise del Gruppo Operativo Subacquei (G.O.S.) quale punto di riferimento a livello internazionale ed eccellenza unanimemente riconosciuta nel settore della subacquea, sia nelle funzioni di esclusivo ambito militare che per attività a favore della collettività.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Baschi-blu-scaled-1-1024x683.jpgCon oltre 165 anni di storia la categoria “Palombari” è una delle più antiche della Marina Militare. Oggi questi uomini sono integrati nel Gruppo Operativo Subacquei posto alle dipendenze del Raggruppamento Subacquei ed Incursori “Teseo Tesei” (Com.Sub.In.). Per svolgere le missioni che gli vengono affidate il G.O.S. ha alle sue dipendenze il Reparto Pronto Impiego ed i Nuclei S.D.A.I. (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi), dislocati su tutto il territorio nazionale. Gli operatori EOD sono imbarcati anche sulle unità cacciamine per la neutralizzazione delle mine  e degli ordigni.

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Le missioni assegnate dalla Marina Militare al GOS (Gruppo Operativo Subacquei) sono le seguenti:
– condurre qualsiasi genere di intervento subacqueo, anche  in alto fondale (fino a profondità superiori ai 1.000 m);
– soccorrere gli equipaggi dei sommergibili in difficoltà mediante le apparecchiature subacquee di Nave Anteo ed un nucleo operativo chiamato S.P.A.G. (Submarine Parachute Assistance Group) che ha la capacità di proiettare nell’area del sinistro marittimo attraverso velivoli ad ala fissa o rotante, dieci operatori ed i materiali necessari sia ad allestire un campo base galleggiante per il primo soccorso, sia  a stabilire le comunicazioni col sommergibile;
– effettuare la bonifica subacquea di qualsiasi ordigno esplosivo, convenzionale o improvvisato E.O.D. / I.E.D.D. (Explosive Ordnance Disposal/Improvised Explosive Device Disposal). 

 

Pubblicato originariamente su DIFESAONLINE

photo credit marina militare italiana

 

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