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Cosa succede a Vulcano? Una prima comunicazione dell’INGV

Reading Time: 5 minutes

 

livello elementare

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ARGOMENTO: GEOLOGIA E SISMOLOGIA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: DIDATTICA

parole chiave: isoleEolie, isola di Vulcano

Nel corso dell’estate, ed in particolare a partire dal mese di settembre, i sistemi di monitoraggio dell’INGV hanno messo in evidenza la variazione di alcuni segnali geofisici e geochimici registrati a Vulcano (Isole Eolie), in particolar modo quelli legati all’attività del sistema idrotermale che alimenta le fumarole del cratere della Fossa.

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In particolare, la temperatura dei gas emessi dalle fumarole sull’orlo craterico è aumentata e la composizione dei gas mostra un aumento di CO2 e SO2 (anidride carbonica e anidride solforosa). Anche la microsismicità locale legata alla dinamica del sistema fumarolico ha mostrato un aumento nelle ultime settimane.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è eolie1.jpgLe isole Eolie sono un arcipelago composto da Lipari (37,6 km² – circa 10.700 abitanti),  Salina (26,8 km² – circa 2.300 abitanti), con lo Scoglio Faraglione,  Vulcano, all’estremità sud dell’arcipelago (21 km² – circa 300 abitanti), Stromboli, con l’isolotto di Strombolicchio, all’estremità nord-est dell’arcipelago (12,6 km² – circa 500 abitanti), Filicudi (9,7 km² – circa 250 abitanti), Alicudi, all’estremità ovest dell’arcipelago (5,2 km² – circa 100 abitanti), Panarea (3,4 km² – circa 240 abitanti), con gli isolotti di Basiluzzo, Dattilo e Lisca Bianca, tutti appartenenti all’arco Eoliano situato nel mar Tirreno meridionale, a nord della costa siciliana. Di origine vulcanica, l’arcipelago comprende i due vulcani attivi di Stromboli e Vulcano e vari fenomeni di vulcanismo secondario.

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In particolare, dal punto di visto geologico, le Eolie costituiscono un sistema vulcanico determinato dalla subduzione della litosfera oceanica sotto quella continentale, determinandone la fusione con liberazione di magma che, giunto in superficie, ha formato l’arco Eoliano, lungo 200 km e composto, oltre che dalle Eolie, dai monti  sottomarini Alcione, Lametini, Palinuro, Glabro, Marsili, Sisifo, Eolo, Enarete.

Vulcano è di fatto un sistema vulcanico attivo situato all’estremità meridionale dell’allineamento delle isole di Salina – Lipari – Vulcano nell’arcipelago delle Isole Eolie. Da circa 5500 anni ed a tutt’oggi, il centro vulcanico attivo è rappresentato dal cono di tufi di La Fossa che sovrasta l’abitato del Porto di Levante. La sua ultima eruzione è avvenuta tra l’agosto 1888 e il 22 marzo 1890. Fino a circa 400 anni fa, anche il piccolo centro eruttivo di Vulcanello fu pienamente attivo. La Fossa e Vulcanello sorgono all’interno di una caldera di origine vulcano-tettonica che si è formata in più fasi e che prende il nome dal cono principale.
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La Fossa ha avuto una intensa attività eruttiva in epoca storica (ultimi duemila anni), spesso contemporaneamente a Vulcanello. Considerando solo gli ultimi 500 anni, si contano due cicli di eruzioni prolungate (1727-1739; 1888-1890), fra i quali ci sono stati alcuni eventi eruttivi molto brevi riportati dalle cronache storiche (1771, 1786, 1823-24, 1873, 1876, 1878-79, 1886), come esplosioni e emissioni di ceneri e di “grossi massi infuocati” o, soprattutto, boati spaventosi.

La lunga eruzione del 1888-90 è l’evento che ha portato all’introduzione del termine eruzione “Vulcaniana”, coniato da Giuseppe Mercalli che ne fu testimone e studioso, come inviato del Governo Italiano.

L’eruzione “vulcaniana” ha caratteristiche  riconoscibili in molti altri vulcani del mondo, tanto da essere adottato come termine classificativo per questo particolare stile eruttivo. Si tratta di eruzioni caratterizzate da intenso degassamento, da esplosioni pulsanti, di breve durata e molto tonanti.

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Le due foto in alto mostrano le fasi iniziali di esplosioni Vulcaniane con vapori, ceneri e frammenti di magma, e sono state fotografate all’interno de La Fossa nel settembre 1889

Mercalli scrisse: “ esplosioni come cannonate a intervalli irregolari …” – con emissione di dense nubi grigio-scure a sviluppo verticale, ricche di ceneri e frammenti di magma destinati a ricadere al suolo sia sotto forma di pioggia di frammenti quasi solidi (prodotti da caduta) sia sotto forma di correnti diluite di gas e particelle (magmatiche) che scorrono al suolo, lungo i fianchi del vulcano.

Tutte le informazioni relative alla sorveglianza e al monitoraggio che l’INGV svolge sull’Isola di Vulcano sono trasmesse tempestivamente dall’Osservatorio Etneo e dalla Sezione di Palermo al Dipartimento della Protezione Civile ed a tutte le Autorità competenti, secondo procedure concordate, per le valutazioni del caso. L’INGV sta provvedendo al potenziamento delle reti di monitoraggio e sorveglianza esistenti per seguire al meglio l’evolversi di questa situazione.

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Il cono attivo di Vulcano (cono della Fossa) con il cratere storicamente attivo, che si trova a pochi passi dal paese di Vulcano Porto, visto dall’orlo della Caldera della Fossa. Si nota la lingua di lava riolitica conosciuta come “Pietre Cotte” che, traboccando dall’orlo craterico, si è arrestata appena raggiunta la base del cono, durante un’eruzione nel 1739. Inoltre è ben visibile, sul versante più basso del cono, il deposito piroclastico grigio scuro dell’ultima eruzione, nel 1888-1890. Foto ripresa il 2 ottobre 1996 da Boris Behncke Numero di catalogo: 0101-05= (Smithsonian Institution, Global Volcanism Program) Altezza sopra il livello del mare: 500 m – Fonte INGV

A tal riguardo, proprio in questi giorni, l’Osservatorio Etneo ha installato nuove stazioni sismiche a integrazione di quelle esistenti sull’isola, predisponendo anche la messa in opera di una telecamera termica che inquadri l’area fumarolica del cratere. Inoltre, da circa due mesi la sezione di Palermo dell’INGV ha attivato quattro nuove stazioni nell’abitato di Vulcano Porto per la misura del flusso di CO2 dal suolo e della concentrazione di CO2 in aria.

Ulteriori rilievi e campagne di misura sono previsti per le prossime settimane. In particolare, a metà ottobre verrà eseguita la campagna annuale di misure GPS tra le isole di Vulcano e Lipari, con particolare dettaglio nell’area del cono della Fossa, che permetterà di valutare meglio la dinamica in atto. Sulla base dei cambiamenti sopra descritti, il Dipartimento della Protezione Civile ha disposto il passaggio del livello di allerta da Verde a Giallo per l’Isola di Vulcano.

 

Fonte INGV 

 

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