If you save the Ocean You save the Planet

Eventi

  • No events

OCEAN4FUTURE

La conoscenza ti rende libero

su Amazon puoi trovare molti libri sulla storia del mare (ma non solo) e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

i 100 libri da non perdere

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti. Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile e che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo a raccoglierle con la speranza che la classe politica al di là delle promesse comprenda realmente l'emergenza che viviamo, ed agisca,speriamo, con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

il Rebreather e lo human factor – intervista al Prof. Simon Mitchell, parte 8

Reading Time: 5 minutes

.

livello medio

.

ARGOMENTO: SUBACQUEA
PERIODO: XXI SECOLO 
AREA: DIDATTICA

parole chiave: Mitchell, Di Ruzza, human factor, rebreather risk

 

Nella lezione “Operational aspects of technical diving” Simon Mitchell propone tre scenari, a seconda del numero degli utilizzatori del CCR. Se consideriamo il valore mediano si ottiene una mortalità di 200/100.000 che ci colpisce se confrontata ai subacquei ricreativi il cui dato è di 16/100.000. Il risultato è naturalmente influenzato dalla tipologia di immersioni, ma lascia abbastanza sbalorditi questa presunta elevata rischiosità del CCR. In quell’esempio la comparazione non è tanto sullo strumento, quanto sulla tipologia di subacquea praticata.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Rebreather-Diver-1024x683.jpg

Non avendo trovato uno studio comparativo degli incidenti CCR ed OC sulle stesse tipologie di immersioni, Simon ritieni meno rischioso il CCR rispetto all’OC a parità di condizioni ed addestramento?
È davvero una domanda difficile; è un punto che viene spesso affrontato nel campo dei rebreather. Quando emerge questo tipo di discussione, la gente dice: “ok, stai confrontando i rebreather con le immersioni OC, ma le persone che usano i rebreather fanno un tipo di immersione molto diversa, fanno immersioni più profonde e più lunghe”. Sicuramente se a volte facessi immersioni in OC alla stessa profondità, il rischio sarebbe molto più alto, forse anche i rebreather sarebbero leggermente più sicuri. Paolo, hai ragione, non ci sono studi ma solo opinioni e speculazioni. Io penso che i rebreather mitighino alcuni rischi che si verificano nelle immersioni in OC, in particolare l’esaurimento del gas, è molto meno probabile che accada con un rebreather, ma i rebreather introducono molti altri rischi. Sono tecnicamente complicati, hanno molti punti deboli, e molte opportunità di errore umano.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Closed_circuit_rebreather-1-1012x1024.jpg

Non ho dati per confermare nonostante siano vent’anni che scendo con i rebreather. Occasionalmente faccio immersioni OC nei viaggi, ma solitamente mi immergo solo con i rebreather, li adoro, non potrei fare ciò che faccio senza di loro. Il punto per l’OC è che semplicemente non funziona per queste immersioni molto profonde, specialmente in questo periodo in cui l’elio costa molto. È una sorta di falso dibattito. Penso che quello che dobbiamo semplicemente accettare è che i rebreather sono l’unico strumento che possiamo davvero usare a livello pratico per fare le cose che vogliamo fare. Quindi la domanda che dovremmo porci è, sapendo che ci sono problemi associati al loro utilizzo, come possiamo risolverli? Come possiamo introdurre discipline e tecniche che riducano il potenziale di errore da parte dei subacquei, piuttosto che perdere tempo a girare intorno a quale sia il peggiore o il migliore strumento? Non abbiamo scelta, non posso immergermi a 130m in OC, non funziona per me e non credo che qualcuno stia più facendo più questo tipo di immersioni in OC. La vera domanda è come possiamo rendere i rebreather più sicuri? Non facciamo una sorta di dibattito inutile e filosofico sull’uso di OC o rebreather. Non credo che sia un dibattito particolarmente utile nell’era moderna perché non abbiamo scelta.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è IMG_0440-1-1024x768.jpg

Per il CCR a volte si ricorre allo Human Factor per giustificare tassi di mortalità così elevati, sei d’accordo? La usability di una macchina è essa stessa un fattore di rischio?
La maggior parte delle morti con il rebreather viene analizzata sulla base di informazioni affidabili note: alcuni subacquei sono semplicemente scomparsi, non sono mai stati trovati e non abbiamo la minima idea di cosa sia successo, ma la maggior parte delle morti che si verificano offrono buone informazioni a supporto. La maggior parte delle casistiche ci portano ad un errore o ad una scelta sbagliata da parte del subacqueo: celle vecchie, diluente insufficiente, inizio di un’immersione con metà della bombola di ossigeno, rebreather non acceso quando si salta in acqua, muta stagna non collegata … in sintesi per errori umani.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è simon-mitchel.jpgQuindi, penso che possiamo certamente affermare che la maggior parte di queste morti sono dovute a qualche tipo di errore umano … ma allo stesso tempo ritengo che la domanda colga il punto. C’è un potenziale per l’ottimizzazione del design del rebreather al fine di ridurre la probabilità di errore umano e credo che tu abbia assolutamente ragione, anche gli ingegneri te lo confermerebbero, non c’è dubbio che sia vero. Quindi, cercare di escludere il potenziale errore umano è davvero importante e gradualmente stiamo facendo progressi.

Ma allo stesso modo penso che dobbiamo concentrarci su entrambi gli aspetti, sul rebreather stesso: dobbiamo assicurarci che non ci siano modi in cui puoi, ad esempio, assemblarlo in modo sbagliato, come mettere il loop nel modo errato perché sei sicuro il tubo si avvita solo in un modo. L’ingegneria è molto importante, ma penso anche che i fattori umani siano una parte critica: ad esempio probabilmente il semplice e più importante progresso in termini di sicurezza sarebbe se potessimo fare in modo che ogni subacqueo con rebreather facesse una check list verificata con il compagno, o il divemaster, appena prima di saltare giù dalla barca.

E quella lista di controllo dovrebbe avere solo tre o quattro punti: “Il tuo rebreather è acceso?” “La tua bombola di ossigeno è accesa?” “Il tuo cilindro di diluente è acceso?” “La tua muta stagna è collegata?” Quattro cose che richiedono 30/40 secondi per essere verificate scrupolosamente con un’altra persona e che avrebbero potuto evitare probabilmente i 150 morti di subacquei che utilizzavano il rebreather registrati finora. In sintesi solo queste semplici verifiche.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è rebreather-2.png

Ci sono molti dibattiti sulle liste di controllo su internet, ma io sono abbastanza esperto di fattori umani quando si tratta di cose mediche e dell’uso di liste di controllo nelle sale operatorie. Non c’è dubbio, essenzialmente nessun dubbio di sorta che se potessimo applicare le stesse discipline alle immersioni con rebreather salveremmo molte vite. Insegnare semplicemente alle persone che le liste di controllo non devono essere così complesse e lunghe, come la lista di controllo prima del decollo di un A380, composta solo da sei elementi, incredibilmente breve. Lo stesso per il rebreather: solo poche cose, e se non le fai, probabilmente rischierai di morire. Questo salverebbe molte vite. Le persone saltano le check list quando devono fare cinquanta cose. Ovviamente non lo farai bene. Sei seduto con una muta stagna e qualcuno legge ad alta voce cinquanta articoli. Non ce ne dovrebbe essere bisogno. Basterebbe solo una breve lista di controllo dei “killer items”. Ritengo che se lo facessimo salveremmo molte vite, ma dobbiamo anche curare gli aspetti ingegneristici. In estrema sintesi dobbiamo ridurre gli errori investendo sullo human factor e sugli aspetti ingegneristici.

Fine parte 8 – continua

Paolo di Ruzza

 

Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited   Scopri i vantaggi di Amazon Prime

 

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo
,

PAGINA PRINCIPALE
.
.

PARTE I
PARTE II
PARTE III
PARTE IV
PARTE V
PARTE VI
PARTE VII
PARTE VIII
PARTE IX
PARTE X.

print
(Visited 198 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 42 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della traduzione

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro, e la pubblicazione per qualunque utilizzo degli articoli e delle immagini pubblicate è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore degli stessi che può essere contattato tramite la seguente email: infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettetemi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

13 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Filter by Categories
archeologia
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
astronomia e astrofisica
Biologia
biologia e ecologia marina
Cartografia e nautica
Chi siamo
Conoscere il mare
Didattica
Didattica a distanza
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
letteratura del mare
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
marine militari
Materiali
Medicina subacquea
meteorologia e climatologia
Meteorologia e stato del mare
nautica e navigazione
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Relitti Subacquei
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
scienze marine
Sicurezza marittima
storia
Storia della subacquea
storia della Terra
Storia Navale
subacquea
subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uncategorized
Uomini di mare
Video

I più letti di oggi

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

> Per contatti di collaborazione inviate la vostra richiesta a infoocean4future@gmail.com specificando la vostra area di interesse
Share
Translate »