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Guardia Costiera italiana: 30 anni al servizio del Paese e del mare

tempo di lettura: 8 minuti

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livello elementare
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ARGOMENTO: GUARDIA COSTIERA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: Guardia Costiera

 

E’ con vivo piacere che pubblico oggi questo resoconto preparato dall’Ufficio Relazioni Esterne del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto in occasione del trentesimo anniversario della nascita della Guardia Costiera, istituita l’8 giugno 1989 con funzioni di braccio operativo del Corpo delle Capitanerie di Porto.

Una Storia gloriosa che parte da lontano
Il Corpo delle Capitanerie nasce ufficialmente con un Regio Decreto del 20 luglio 1865. La Guardia Costiera, così come noi la intendiamo, tuttavia, appartiene a un’epoca più recente. Sarà solo con il Decreto interministeriale dell’8 giugno 1989 che verrà attribuita ufficialmente la denominazione di “Guardia Costiera” ai reparti tecnico-operativi del Corpo, attribuzione alla quale negli anni successivi farà seguito l’adozione della tradizionale livrea bianca e del logo, ormai noto, raffigurante una fascia tricolore con al centro un’àncora nera su campo circolare bianco.

Per celebrare questa ricorrenza, a Catania, lo scorso 5 giugno si è tenuta, una esercitazione di soccorso in mare, che ha visto l’impiego di mezzi aerei e navali nonché la presenza di figure specialistiche come gli aerosoccorritori e soccorritori marittimi della Guardia Costiera. Il 6 giugno è stato dedicato, invece, ad una giornata di studio nella quale è stata ripercorsa la storia della Guardia Costiera: un’istituzione moderna, che fonda le proprie radici nelle attività di carattere amministrativo connesse con gli usi civili e produttivi del mare, organizzata oggi con mezzi aeronavali e tecnologie all’avanguardia, con uomini e donne che operano ogni giorno in favore della collettività.

L’evento, al quale ha partecipato il Comandante Generale delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, Ammiraglio Ispettore Capo Giovanni Pettorino, si è svolto alla presenza degli ex Comandanti e Vice Comandanti Generali, dei Comandanti Regionali e del personale del Corpo insignito della Medaglia d’oro.

Comandante Natale De Grazia, medaglia d’Oro alla memoria

Grazie anche alla preziosa testimonianza dei decani del Corpo, è stato tracciato un breve quadro delle condizioni storiche che hanno portato alla creazione della attuale Guardia Costiera italiana e degli eventi più importanti che hanno contraddistinto il suo percorso operativo: dalla missione in Albania (1991), la prima compiuta fuori dai confini nazionali, allo sventato disastro ambientale della naveRhodanus” sulle coste della Sardegna (2010), passando per i soccorsi effettuati nel Mediterraneo centrale, alle navi Costa Concordia (2012) e Norman Atlantic (2014). Particolare commozione, ha suscitato tra tutti i presenti, il ricordo del Comandante Natale De Grazia, medaglia d’Oro alla memoria, morto il 12 dicembre 1995 mentre indagava, con la Procura della Repubblica di Reggio Calabria, su una complessa attività ambientale legata a traffici illeciti operati da navi mercantili nel Mediterraneo.

La storia
Il Corpo delle Capitanerie di porto nasce ufficialmente con un Regio Decreto del 20 luglio 1865. La Guardia Costiera, così come noi la intendiamo, tuttavia, appartiene a un’epoca più recente. Un embrione lo possiamo ritrovare già nel 1877 quando venne promulgato il Codice della Marina Mercantile che all’art. 122 affidava il soccorso in mare ai Comandanti di porto.

Sarà solo con un Decreto interministeriale dell’8 giugno 1989 che verrà attribuita ufficialmente la denominazione di “Guardia Costiera” ai reparti tecnico-operativi del Corpo, attribuzione alla quale negli anni successivi farà seguito l’adozione della tradizionale livrea bianca e del logo, ormai noto, raffigurante una fascia tricolore – in omaggio alla bandiera italiana – con un’estensione maggiore della banda rossa per poter accogliere al centro un’àncora nera su campo circolare bianco. 
Con la Legge n°147 del 03 aprile 1989 l’Italia ratifica la Convenzione di Amburgo del 1979 sul soccorso marittimo che, trovando attuazione in un Regolamento emanato con il D.P.R. n°662 del 1994, individua nell’attuale Ministero delle infrastrutture e dei trasporti l’Autorità nazionale responsabile dell’esecuzione della Convenzione, affidando al Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera la responsabilità e il coordinamento dei servizi di ricerca e salvataggio in mare nell’ambito dell’intera regione di interesse, che si estende ben oltre i confini delle acque territoriali, per un’area ampia circa 500 mila km².

La componente navale
Nei primi anni ’60 vennero prese decisioni determinanti per il futuro delle capitanerie. Il Governo italiano si apprestava a ratificare la Convenzione internazionale sulla sicurezza della vita umana in mare adottata a Londra il 17 giugno 1960, la SOLAS ’60 (Safety Of Life At Sea). La convenzione introduceva la prescrizione per ogni Stato aderente di dotarsi di un’“organizzazione dedicata” per il soccorso della vita umana i una classe di pattugliatori da 50 metri e il rinnovo della linea dei mezzi. Partendo dalle migliori unità sperimentate negli anni precedenti, si decise di ridurre le classi puntando a una maggiore standardizzazione dei mezzi e alla costituzione di un’efficiente maglia SAR con prontezza operativa H24.

l’intervento sulla Costa Concordia

Oggi sono circa 600 i mezzi navali della Guardia Costiera dislocati lungo gli 8.000 Km di coste. Ai Pattugliatori d’altura della Classe Fiorillo, antesignani delle Unità maggiori del Corpo, dal 2013 si sono affiancate tre nuove unità dotate di propulsione diesel e diesel-elettrica, in grado di operare a bassi regimi, con consumi ridotti e un basso impatto ambientale. Si tratta, nello specifico, delle due multiruolo gemelle – Dattilo (CP 940) e Diciotti (CP 941) – e del Supply Vessel Gregoretti (CP 920), particolarmente adatto a svolgere attività di controllo sulla pesca marittima, ma con spiccata capacità di impiego anche in contesti SAR. A queste ultime si vanno ad aggiungere le Motovedette della Classe 800 e della Classe 300 (destinate all’attività di ricerca e soccorso in mare), le Motovedette e le Classi 2000, 500, 600 e 700 (impiegate principalmente per attività di polizia marittima, vigilanza pesca, soccorso aereo e tutela dell’ambiente marino).

La componente aerea
La componente aerea della Guardia Costiera trae origine dall’attuazione della legge 979/82 “Disposizioni per la difesa del mare”, che prevede un potenziamento del servizio di vigilanza e soccorso in mare svolto dal Corpo.
Il 1° Nucleo aereo di Sarzana (SP) viene costituito con un Decreto interministeriale (Difesa e Marina mercantile) il 23 maggio 1988; l’attività operativa inizialmente si svolge nella sede provvisoria di Guidonia (RM) col supporto del 303° gruppo di volo dell’Aeronautica Militare. Nel dicembre del 1991, presso la sede del 1° Nucleo aereo che adesso però si trova a Sarzana, nasce la 1a Sezione volo elicotteri. Il 19 settembre 1989 inizia a Catania l’attività operativa del 2° Nucleo aereo (Decreto legge del 24 maggio 1989), nell’organigramma del quale – e siamo nel 2006 – confluisce la 2a Sezione volo elicotteri (Decreto dirigenziale del Comando Generale n°692 del 27/06/2006).

Nel 1990, a seguito della comparsa di consistenti aggregati di mucillagine in Adriatico e a causa dell’incalzante emergenza generata dai flussi migratori provenienti dall’Albania, si decide di istituire presso l’aeroporto di Pescara il 3° Nucleo Aereo. Successivamente, il 21 gennaio 2016, nell’ambito di un progetto di potenziamento del servizio aereo SAR, nasce a Pescara la 3a Sezione volo elicotteri. Il 17 luglio 2018 – e siamo ai giorni nostri – presso l’aeroporto militare di Decimomannu (CA) prende il via l’attività operativa della 4a Sezione volo elicotteri, grazie alla quale la Guardia Costiera è ora in grado di garantire H24 un servizio di ricerca e soccorso più rapido ed efficiente, anche nella vasta area di mare che circonda la Sardegna, colmando un gap strategico importante con riferimento alla presenza della componente aerea sull’isola e rafforzando notevolmente la propria capacità operativa in quell’area cosi delicata e decentrata rispetto al resto del territorio nazionale.

Le componenti specialistiche
Il 1° gennaio 1995 nasce a San Benedetto del Tronto il 1° Nucleo Operatori Subacquei della Guardia Costiera. Salvaguardia della vita umana in mare, conservazione del patrimonio storico-archeologico, tutela delle risorse ittiche e soprattutto difesa dell’ambiente e dell’ecosistema marino: questi in sintesi i principali compiti a cui sono chiamati ogni giorno i sommozzatori della Guardia Costiera, che ad oggi contano cinque nuclei operativi distribuiti su tutto il territorio nazionale: oltre a San Benedetto del Tronto, anche Napoli, Messina, Cagliari e Genova.

Le molteplici esigenze del Corpo, tuttavia, hanno portato negli anni a un incremento delle componenti specialistiche, arricchendole di nuove figure professionali:
l’Aerosoccorritore marittimo è una figura professionale altamente specializzata istituita il 12 ottobre 2009 con ODS n°1022 del Comandante Generale, poi formalizzato dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti con Decreto interministeriale n°371 del 07 novembre 2011. L’Aerosoccorritore, che è parte integrante degli equipaggi degli elicotteri della Guardia Costiera, si forma presso il “Nucleo Addestramento Ala Rotante” di Sarzana, e grazie al suo operato è possibile recuperare in sicurezza naufraghi e infortunati anche in condizioni limite.

Il Soccorritore marittimo (Rescue Swimmer) è stato istituito con Decreto ministeriale n°405 del 09 agosto 2017, a firma del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Il Soccorritore marittimo è chiamato a intervenire direttamente in acqua, con una tempestiva e qualificata azione di salvataggio operando, all’occorrenza, anche in zone precluse a qualunque mezzo nautico o in condizioni critiche.

Nell’intento di potenziare le capacità della Guardia Costiera nel campo della tutela ambientale, grazie a uno studio congiunto tra il Corpo delle Capitanerie di porto e l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), nel 2011 entrano in servizio i LAM (Laboratori Ambientali Mobili) che, con la loro capacità d’impiego operativo, permettono l’accertamento speditivo delle violazioni a danno dell’ambiente marino e costiero, competenza assegnata al Corpo dal D. Lgs. n°152 del 2006.

coinvolgimento dei subacquei della Guardia Costiera nella lotta contro l’inquinamento

Dal 23 marzo 2017 la Componente LAM si è arricchita di un nuovo laboratorio “fisso” ubicato presso la Capitaneria di Porto di Roma (Fiumicino), uno strumento operativo dotato di una maggiore capacità analitica e di contrasto agli inquinamenti marini e costieri.

I Centri VTS
La Guardia Costiera italiana assicura una costante attività di prevenzione e vigilanza del traffico marittimo, avvalendosi di avanzati sistemi tecnologici come il VTS (Vessel Traffic Services) e il VTMIS (Vessel Traffic Management Information System).

Il VTS è un sistema di gestione in tempo reale dei dati inerenti al traffico marittimo nell’ambito delle acque coperte dal servizio. Ogni singola autorità VTS è istituita con un apposito Decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, all’interno del quale viene specificata l’area di competenza e le eventuali prescrizioni operative. Grazie all’impiego di sofisticati sensori (Radar, AIS, TVCC), che permettono un interscambio di comunicazioni tra navi e centri di controllo, i VTS consentono un notevole incremento della sicurezza della navigazione e della tutela ambientale.

Il VTMIS è un sistema integrato di raccolta ed elaborazione dei dati rilevati dai VTS periferici, nonché di quelli provenienti dagli altri sistemi di monitoraggio gestiti dal Corpo. Grazie al VTMIS i dati raccolti possono essere condivisi con altre organizzazioni ed enti della Pubblica Amministrazione, come pure con gli altri Stati dell’Unione Europea e in ambito internazionale. Questi avanzati sistemi di monitoraggio, consentono alle sale operative della Guardia Costiera di disporre di informazioni in tempo reale, che permettono loro di gestire in maniera più sicura ed efficiente le dinamiche afferenti alla sicurezza della navigazione.

Un grazie alla Guardia Costiera italiana per il Paese e per il mare. 

 

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