Risultati dal 2010
| Sei spedizioni e 15.000 km di navigazione. |
| Il “laboratorio cittadino” ha imbarcato fino ad oggi venticinque scienziati e 112 ecologisti volontari. I dati raccolti hanno contribuito a mettere in evidenza la presenza e l’impatto delle fibre plastiche, dei macro e micro rifiuti plastici nel Mar Mediterraneo. |
| Una raccolta di centinaia di campioni di “Expédition Med” è consultabile all’Osservatorio oceanografico di Villefranche sur Mer con il quale Expedition Med collabora da anni. |
| Sono stati prodotti sette tra rapporti e pubblicazioni scientifiche, 14 contributi legislativi per il Governo francese e tre contributi per l’Unione Europea, che hanno permesso una maggior presa di coscienza politica su questa emergenza e la redazione di disegni di legge. |
| Pubblicati più di 250 articoli per i media nazionali e internazionali. |
| Venticinque servizi televisivi e interviste radiofoniche in Francia e all’estero. |
Contributi scientifici sulla constatazione dell’inquinamento da plastica nel Mediterraneo
| CIESM – Marine litter in the Mediterranean and Black Seas: Plastic fragments on the surface of Mediterranean water. Presentazione Maria Louiza Pedrotti ( LOV ) * Osservatorio di Villefranche sur Mer – Stéphane Bruzaud, * Limat BUBS Lorient – Expédition MED Tirana – Albania, 2014 |
| Programme ECOSEASTEM – initiative Degrémont In corso, uno studio sul rigetto di fibre provenienti da acque di lavaggio e passaggio in STEP prima della dispersione in mare. Presentato da Stéphanie Petit ( LOV ) * Nizza – 2014 / 2015 |
| 2nd INTERNATIONAL OCEAN RESEARCH CONFERENCE Abbondanza e distribuzione spaziale della microplastica neustonica. Presentazione di Maria Louiza Pedrotti ( LOV ) * Stéphane Bruzaud – Expédition MED – Barcellona 2014 |
| Sailing Seas of Plastic « How much plastic is floating in our oceans Pubblicazione proveniente da 24 spedizioni negli oceani e nei mari del mondo tra cui Expédition MED che stima la presenza di un minimo di 5,25 trilioni di particelle di plastica corrispondenti ad una massa di 268.940 tonnellate. Galgani – Expédition MED 2014 |
| Océan sciences meeting Stima e valutazione dei rifiuti plastici fluttuanti nel Mar Ligure, zona Nord – Ovest del Mediterraneo. Presentazione di Gabriel Gorsky ( LOV ) * Stéphane Bruzaud – Expédition MED 2014 |
| Micro2014 Analisi termica e spettroscopica della microplastica fluttuante nel Mar Ligure nel quadro delle scienze cittadine, LOV * e Limat BUBS Lorient – Expédition MED 2014 |
| Neustonic microplastic and zooplankton in the North Western Mediterranean Sea Pubblicazione ( A. Colignon ) – Università di Liegi, Stareso, Ifremer – Expédition MED 2011. Questo articolo è citato in altre 43 pubblicazioni scientifiche, ( al 28 – 2 – 2015 ) da Google Scholar. |
Vediamo nei dettagli il loro programma sulle microplastiche
La raccolta di microplastiche presenti sulla superficie del Mar Mediterraneo è una delle attività principali dell’Expédition MED.
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Ripetendo le misurazioni su piccola, media e grande scala, viene realizzata una cartografia specifica a fine di determinare se esistono zone di concentrazione dei frantumi, in relazione alle strutture idrologiche locali (fronti di masse d’acqua, turbini, etc.), di affinare la stima globale delle microplastiche inquinanti la superficie e di identificare le principali fonti di rifiuti verso il mare. Tra il 2010 e il 2013, l’obiettivo di Expédition MED è stato quello di perlustrare la corrente ligure-provenzale nella zona franco-italiana, inglobandovi la Corsica. Poi, nel 2014, il perimetro del bacino occidentale è stato campionato nel suo insieme. Negli anni a seguire sono proseguiti i prelievi nel bacino Ligure per valutare le variazioni nel tempo delle concentrazioni.

Il Manta Trawling è la tecnica di raccolta delle micro plastiche storicamente utilizzata da Expédition MED realizzata per mezzo di una rete a strascico fluttuante del tipo Manta. La denominazione «Manta» viene dalle due ali laterali che permettono al dispositivo di prelevare i primi 20 centimetri d’acqua sotto la superficie. La sciabica comprende una rete lunga tre metri, che termina con un collettore in PVC. La maglia attualmente utilizzata per la rete è da 333 micron, dimensione generalmente usata dalla comunità scientifica internazionale.
I prelievi vengono effettuati secondo un rigoroso protocollo ( tempo, velocità, localizzazione ). Un campione viene prodotto per ogni tratto di rete. Ogni pescata con la rete è oggetto di una osservazione minuziosa a bordo del battello poi a terra. In particolare, durante le analisi dei dati raccolti, il tasso di plastica per chilometro quadrato e per metro cubo d’acqua è calcolato, così come il rapporto plastica / plancton, l’identificazione delle specie di plancton etc. Il plancton presente nel campione si rivela quasi sistematicamente – per non dire sempre – mescolato a frammenti di plastica, in proporzioni nondimeno variabili..
La quantità di plastica è a volte superiore a quella di plancton. I rifiuti raccolti hanno provenienza principalmente terrestre; questi rifiuti, spesso già frammentati, sono trasportati dai bacini di versamento tramite corsi d’acqua, torrenti e fiumi verso il mare. Si stima che l’80 % dei rifiuti ritrovati in mare provengono dalla terra e tra l’80% e il 95% di questi rifiuti sono in plastica. A causa della propria struttura chimica, la plastica si frammenta in mare sotto l’azione degli ultravioletti e dell’idrodinamismo marino.
Quali tipi di micro plastiche sono state trovate?
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Nei suoi rapporti Expédition MED include una lista dei materiali ritrovati nel Mar Mediterraneo:
– particelle primarie, presenti negli abrasivi industriali, gli esfolianti, i prodotti cosmetici, (microbiglie ) e i granulati di resina utilizzati per la produzione di applicazioni in plastica ( pellets o tavolette);
– particelle secondarie che provengono dalla degradazione e dalla frammentazione degli oggetti in plastica, ( imballaggi, abiti, materiali edili, reti e materiale da pesca o da acquacoltura , etc.);
– fibre sintetiche provenienti dalle lavatrici.
Le micro plastiche fluttuanti sono composte per la maggior parte da polietilene a bassa densità proveniente dagli imballaggi in plastica. Le loro dimensioni e la loro capacità di galleggiamento li integrano nell’ambiente nel quale si evolve il plancton neustonico, ovvero quei microrganismi che vivono nell’interfaccia acqua-aria. All’accumulo di miliardi di frammenti di plastica nello strato di superficie si aggiungono gli effetti di una confusione generalizzata delle micro plastiche con il plancton, base del nutrimento di tutta la biodiversità marina. In certi luoghi, i prelievi hanno indicato già delle proporzioni percentuali dell’ordine del 50% di micro plastiche su un 50% di plancton. Se le plastiche colpiscono essenzialmente la fauna marina, esse hanno la particolarità di interessare tutte le specie delle province neritiche e oceaniche.
In sintesi, un lavoro importante che potrà darci un tassello importante sull’inquinamento dei nostri mari.
in anteprima – plastica abbandonata tra rovine archeologiche a Torre Astura – photo credit andrea mucedola
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