L’influenza della piccola glaciazione sui viaggi di Cristoforo Colombo

Vincenzo Popio

24 Marzo 2025
tempo di lettura: 3 minuti

.

livello elementare

.

ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XV SECOLO
AREA: OCEANO ATLANTICO
parole chiave: Cristoforo Combo, meteorologia, piccola glaciazione
.

L’assenza di maltempo durante la traversata di Cristoforo Colombo del 1492 verso le Indie, fu solo fortuna o frutto dei suoi studi sui venti e le correnti? E’ difficile dirlo, ma penso che una buona dose di fortuna fu essenziale per la riuscita dell’impresa che cambiò gli orizzonti del mondo conosciuto.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è METEOROLOGIA-CLIMA-2000_year_global_temperature_including_Medieval_Warm_Period_and_Little_Ice_Age_-_Ed_Hawkins-1024x576.jpg

A partire dalla metà del XIV secolo, iniziò un graduale calo della temperatura media globale (probabilmente particolarmente accentuato in Europa), con un’espansione notevole dei ghiacciai alpini – che ebbe un culmine nel XIX secolo – e l’inizio di una serie di inverni particolarmente rigidi. Secondo le fonti nel XV secolo sull’Europa incombeva la cosiddetta Piccola Era Glaciale, un periodo caratterizzato da temperature rigidissime e severe bufere, ma anche da un minor numero di uragani sull’Atlantico ad inizio dell’autunno, legato al raffreddamento più veloce delle acque dell’oceano. La Piccola Era Glaciale ebbe una durata di circa cinque secoli (fino all’inizio dell’Ottocento), alla fine dei quali iniziò la risalita termica che ci accompagna fino ai giorni nostri. In precedenza della Piccola era glaciale nella regione del Nord Atlantico vi era stato un periodo caldo medievale (MWP) che durò da circa il 950 d.C. a circa il 1250 d.C.. Per completezza, i registri proxy climatici mostrano che il picco di calore si verificò in momenti diversi per regioni diverse, il che indica che non fu un evento uniforme a livello globale. Questo periodo di temperature favorevoli fu seguito da un periodo regionalmente più freddo nel Nord Atlantico attribuito da un insieme di fattori quali l’aumento dell’attività solare, la diminuzione delle attività vulcaniche e cambiamenti nella circolazione oceanica.

Cristoforo Colombo, fortunatamente, nel 1492, seguì una rotta meridionale, che puntava verso le Canarie, lontana quindi dalle tempeste del Nord Europa ma al di sopra dell’area di formazione degli uragani. Inoltre, sostò oltre un mese su queste isole, salpando alla fine della stagione degli uragani, salvando così le sue navi dalle tempeste peggiori. All’andata i venti alisei guidarono le navi con bel tempo ma, sulla via del ritorno, la Pinta e la Niña dovettero resistere ad una violenta tempesta atlantica vicino alle Azzorre che per poco non le affondò.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è alisei-e-mononi-1024x708.jpg

La persistenza degli alisei fu dominante durante il lungo mese di navigazione dalla partenza dalle Canarie fino allo sbarco sul suolo oltreoceano il 12 ottobre 1492. Colombo sapeva che se nel viaggio di ritorno avessero viaggiato un pò più a nord, avrebbero finito per trovare venti favorevoli da ovest, perché nelle sue precedenti navigazioni attraverso l’Atlantico aveva verificato che quei venti (quelli associati ai fronti e alle tempeste che raggiungono la Penisola Iberica) erano dominanti alle medie latitudini. Ciò che Colombo non sapeva (poiché le sue conoscenze meteorologiche dell’epoca erano limitate) era quanto fosse complicato navigare nel Nord Atlantico in inverno. La navigazione di ritorno proseguì tranquilla per tutta la seconda metà di gennaio ed i primi di febbraio, fino a quando il 12, a tre giorni di distanza dall’arcipelago delle Azzorre, vennero sorpresi da una violenta perturbazione, sicuramente associata a una tempesta profonda Atlantico.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è colombo-ritratto.png

Il principale insegnamento meteorologico che Colombo acquisì dal suo primo viaggio fu di evitare di navigare nuovamente nel Nord Atlantico in pieno inverno, cosa che fece nei viaggi successivi. Quello che non poteva sapere era che la glaciazione in corso gli era stata provvidenziale per il successo del suo viaggio oltre il conosciuto.
Vincenzo Popio

.

PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE
.

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

.

(Visited 205 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Share
Traduci l'articolo nella tua lingua