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Nuova azione del Gruppo 13: affondato nel mar Nero il pattugliatore russo Kotov

tempo di lettura: 5 minuti

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livello elementare
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ARGOMENTO: STORIA CONTEMPORANEA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: MAR NERO
parole chiave: Guerra ibrida, Kotov
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È notizia recente l’affondamento del moderno pattugliatore missilistico russo Sergej Kotov nelle acque presso il ponte di Kerch (mar Nero). Sebbene la notizia sia stata confermata anche da parte russa, i dettagli non sono stati rilasciati e non si hanno notizie certe sulla sorte dell’equipaggio.

Il Sergej Kotov faceva parte del Progetto 22160, una classe di sei (al momento) pattugliatori della Marina russa destinati principalmente al monitoraggio e protezione delle rotte costiere. La prima nave, il Vasily Bikov, fu impostato nel febbraio 2014 ed entrò a far parte della Marina russa nel dicembre 2018. Nel gennaio 2018 erano in costruzione sei navi. Al momento sono entrate in linea quattro unità mentre le ultime due previste (che dovevano essere consegnate l’anno scorso) risultano essere ancora in costruzione.

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Un prototipo dell’attacco per artiglieria navale AK-176MA da 76 mm con un nuovo design della torretta – servizio stampa dell’impianto di costruzione di macchine dell’Arsenal OJSC (via flotprom.ru) Завершены полигонные испытания модернизированной корабельной артиллерийской установки АК-176МА – bmpd — LiveJournal

Questo tipo di unità “costiere” sono armate con missili da crociera Calibr-NK, un cannone navale AK-176 da 76,2 mm e, dal 2022, del Tor-M2KM SAM, un sistema missilistico navale superficie-aria modulare che può sfruttare lo spazio orizzontale disponibile su questo tipo di unità. La struttura offre un ponte con hangar per elicotteri (Ka-27 o Ka-226) nonché, grazie agli spazi disponibili, disposizioni per droni subacquei o di superficie. Quello che colpisce è l’esiguità dell’equipaggio, circa 60 tra ufficiali e marinai, che sembra essere limitato per così tante funzioni. Di fatto la caratteristica di imbarcare moduli consente una certa flessibilità di impiego che va dalla lotta di superficie a quella subacquea (con moduli siluri e sonar imbarcabili secondo la necessità) che richiederebbero però team operativi consistenti e una elevata automazione.

Il progetto iniziale prevedeva una seconda serie di sei ma, secondo Wikipedia, le limitate prestazioni apprezzate durante l’invasione russa dell’Ucraina hanno per il momento sospeso eventuali nuove costruzioni e fatto valutare un’eventuale vendita delle unità sul mercato estero (Algeria). In particolare, la struttura poco protetta, con una mancanza di difese aeree adeguate (a questo punto anche contro bersagli di superficie), e la limitata tenuta al mare avevano messo in dubbio il costo efficacia di mantenere queste unità il cui costo si aggira intorno ai 65 milioni di dollari.

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foto di repertorio dell pattugliatore Sergej Kotov della flotta del mar Nero. Questo tipo di navi sono destinate principalmente a compiti di pattugliamento, monitoraggio e protezione nella zona economica esclusiva e nelle acque territoriali della Russia in mare aperto e chiuso. Possono anche essere utilizzate per offrire protezione alle navi in transito e alle basi navali contro attacchi nemici in tempo di guerra. Altre missioni sono ricerca e il salvataggio, assistenza alle vittime di catastrofi, monitoraggio ambientale e lotta al contrabbando e alle attività di pirateria. I pattugliatori del Progetto 22160 misurano 91 metri di lunghezza, hanno un dislocamento di circa 1.950 tonnellate e sono in grado di raggiungere una velocità di circa 22,5 nodi. Queste unità hanno un’autonomia di crociera di 6.000 miglia nautiche ed un’autonomia di 60 giorni.– photo di Andrey Brichevsky, 11 maggio 2022 Patrol ship Sergey Kotov of the Russian Black Sea Fleet (kchf.ru)

Analizziamo ora l’affondamento del pattugliatore missilistico Sergej Kotov
Filmati della Direzione principale dell’intelligence ucraino hanno rivelato che il 5 marzo è stato effettuato un nuovo attacco da parte del Gruppo 13, un’unità segreta che, ricordo, nacque in Ucraina a seguito del collasso dell’Unione Sovietica nel 1991, appartenente alla Direzione principale dell’intelligence del Ministero della Difesa ucraino. Questo gruppo ha compiuto in passato numerosi attacchi ibridi contro le forze russe tra cui l’ultimo, temporalmente, è stato l’attacco al Sergey Kotov, un pattugliatore missilistico destinato dal 21 gennaio 2021 alla flotta del Mar Nero. Sembrerebbe che l’attacco sia stato condotto con droni di superficie Magura V5, ormai noti per i numerosi attacchi di successo subiti dalla flotta russa del mar Nero. Ricordo tra le altre azioni l’attacco del 14 settembre 2023, con il danneggiamento di due navi sempre con droni di superficie (USV), e quello dell’11 ottobre 2023 contro il Pavel Derzhavin, tra l’altro appartenente alla stessa classe del Kotov.

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Drone (SUV) Magura V5, protagonista degli ultimi attacchi ala flotta russa del mar Nero – foto SPECTECHNOEXPORT Sea baby дрон – характеристики, що відомо про надводні дрони СБУ – 24 Канал (24tv.ua)

Quell’azione fu resa pubblica da un video rilasciato dalla Marina ucraina che mostrava l’attacco con quei droni di superficie al pattugliatore russo. In quell’occasione Kyrylo Budanov, capo dell’intelligence militare ucraina, affermò che la nave aveva subito danni all’elica ed una falla importante, stimata tra 50 x 100 centimetri, nello scafo, che avrebbe richiesto molto tempo per la sua riparazione.

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corvetta missilistica Ivanovets lancia un missile Missile P-270 Moskit – Fonte immagine: Ministero della Difesa russo Russian corvette Ivanovets fires supersonic missile on Ukrainian corvette Ternopil (navyrecognition.com)

Nel 2024 dopo la corvetta missilistica Ivanovets (il 1 ° febbraio) e la grande nave da sbarco classe Rompucha Tsezar Kunikov (il 14 febbraio), è stata la volta (il 5 marzo) del pattugliatore Sergey Kotov, nuovamente attaccato dalle forze ucraine dai letali droni di superficie Magura V5 mentre si trovava al largo della costa della Crimea, nei pressi dello stretto di Kerch; un’area costiera dove la Flotta russa del mar Nero si è prudenzialmente ritirata a seguito dell’aumento della minaccia ibrida navale. Un nuovo evento che conferma come l’Ucraina abbia assunto il controllo delle vie marittime, fattore importante per i movimenti del suo traffico mercantile, in primis del grano.

L’evento è avvenuto in un momento delicato che vede il ritiro delle forze di Kiev su alcune posizioni terrestri importanti. I portavoce militari ucraini hanno annunciato che il pattugliatore Sergej Kotov ha subito gravi danni alla poppa e successivamente è affondata. Di fatto sembrerebbe che il traffico verso il ponte sullo stretto di Kerch sia stato nuovamente interrotto, apparentemente senza alcuna motivazione. La notizia dell’affondamento è stata confermata dai portavoce russi che non hanno però risposto alle domande dei media sull’argomento.

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Tzesar Kunikov – foto di repertorio – Fonte Eugenio´s Warships – 158 – Autore Luis Díaz-Bedia Astor, mar Rosso, 18 giugno 2003 Los Barcos de Eugenio – Eugenio´s Warships

Queste azioni ibride portano ad alcune considerazioni sulla reale capacità di scoperta e identificazione da parte delle unità navali che sembrano non essere in grado di scoprire in tempo utile questi mezzi insidiosi. Le ipotesi potrebbero essere tante: azioni di disturbo dei sistemi di scoperta da parte degli Ucraini combinate con mezzi con caratteristiche “stealth”, inefficienza dei sistemi di scoperta e identificazione di bordo o un “limitato” (anche se poco probabile) addestramento degli operatori del servizio di scoperta/sorveglianza della nave. La scarsità delle notizie, in qualche modo anche viziate dalla propaganda di guerra, impedisce per il momento di fare delle valutazioni più precise … il tempo forse ce lo dirà.

Andrea Mucedola

in anteprima fotogramma estratto dal filmato rilasciato dalle autorità ucraine

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