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Scoperti resti di artefatti umani in legno di circa mezzo milione di anni nello Zambia

tempo di lettura: 5 minuti

 

livello elementare

.

ARGOMENTO: GEOLOGIA
PERIODO: 500.000 anni fa
AREA: AFRICA
parole chiave: Homo helmei

 

I manufatti in legno della prima età della pietra raramente sopravvivono poiché richiedono condizioni eccezionali per la loro conservazione. Questo comporta che abbiamo informazioni limitate su come quegli ominidi utilizzarono questa materia prima di base. Un recente articolo pubblicato su Nature riporta la scoperta di pezzi di legno lavorati in un sito nei pressi di un fiume dello Zambia. Alcuni ricercatori ritengono potrebbero essere parte di una costruzione, forse un tentativo di costruzione di un’imbarcazione arcaica, usata da quegli ominidi per attraversare il rivo d’acqua. Per quanto la notizia sia intrigante, significando nell’eventualità il primo tentativo umano di costruire un mezzo per sfidare le acque, la realtà è ancora tutta da scoprire. Andiamo con ordine.

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i resti dei manufatti lignei ritrovati – da studio citato

Alle origini della nostra storia

Durante delle ricerche archeologiche nel sito archeologico di Kalambo Falls, Zambia, è stata ritrovata una costruzione che dimostra un uso strutturale del legno da parte dei nostri antenati. Questi oggetti lignei, impregnati d’acqua, sono stati datati mediante tecniche di luminescenza a circa 500.000 anni fa; si tratta di due tronchi ad incastro uniti trasversalmente da una tacca tagliata ad arte, un artefatto che non ha precedenti conosciuti nel Paleolitico africano o eurasiatico. Ad oggi il più antico manufatto in legno conosciuto è un frammento di tavola levigata proveniente dal sito acheuleano di Gesher Benot Ya’aqov, Israele, con un’età maggiore di 780.000 anni mentre i primi strumenti di legno per la raccolta e la caccia apparvero in Europa, in Cina e forse anche in Africa circa 400.000 anni fa. Anche a Kalambo sono stati recuperati quattro strumenti di legno, con un’età stimata tra 390.000 e i 324.000, tra cui un cuneo, un bastone da scavo, un tronco tagliato e un ramo dentellato, tutti reperti che mostrano un’inaspettata diversità di forme che rivela una capacità di questi nostri lontani antenati di modellare i tronchi degli alberi in strutture complesse e combinate, anche di grandi dimensioni.

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carta di distribuzione dei principali siti di pietre lavorate nel Pleistocene medio (Acheuleano); Vincent Mourre 2003 (i punti indicano siti conosciuti e il loro diametro è proporzionale al numero rinvenute, le aree in rosso sono le regioni in cui sono note ) Mourre, V, Implicazioni culturali della tecnologia delle amigdale. Tesi di dottorato. Università di Parigi X – Nanterre, 3 voll. (2003), (pdf), fig. 48 (pag. 115)

Questi nuovi dati non solo anticipano il periodo della lavorazione del legno, ma espandono la nostra comprensione sulla cognizione tecnica dei primi ominidi sull’uso del legno. Nel contesto africano, prove indirette della sua lavorazione provengono da tracce di usura e residui su strumenti in pietra del Pleistocene inferiore nell’Africa orientale (Oldowan, Acheuleano) ma alcuni oggetti in legno si trovano nei depositi impregnati d’acqua del Pleistocene medio nell’Africa meridionale comprendenti strumenti litici tipici dell’Acheuleano e dell’età media della pietra. A Kalambo Falls, il legno è stato recuperato dagli orizzonti acheuleani sin dagli anni ’50 -’60 ma i processi di fossilizzazione hanno spesso rimosso prove di “modellatura intenzionale” dalla maggior parte degli attrezzi ritrovati.

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dispersione dell’Homo sapiens Spreading homo sapiens la.svg – Wikimedia Commons

I reperti lignei ad oggi rinvenuti sono stati datati con tecniche radiometriche stimando un età di circa 400.000 anni fa; in particolare, il più antico oggetto chiaramente modificato dall’Uomo fu scoperto nel 1952 a Florisbad, Sud Africa, e fu associato a strumenti dell’età media della pietra impiegati da una specie di ominidi (Homo helmei) che viene collocata tra il tardo Homo heidelbergensis e il primo Homo sapiens. Il nome della specie Homo helmei fu assegnato a seguito del recupero di un cranio parziale di 259.000 anni ritrovato a Florisbad nel 1932, che somigliava all’Homo sapiens pur possedendo però molte caratteristiche dell’Homo heidelbergensis

Ritrovamenti lungo le rive di un antico fiume

Nel 2019, gli scavi effettuati alle cascate Kalambo hanno scoperto cinque oggetti in legno, apparentemente modificati dall’Uomo, distribuiti in una sequenza deposizionale di un fiume con fondale sabbioso che subì una migrazione laterale. Le sabbie superiori e inferiori sono separate da sabbie fini, limi e argille con materiale vegetale che si depositò in acqua ferma dopo che il fiume migrò altrove nella pianura alluvionale. Tra i tanti ritrovamenti è stato identificato un oggetto interessante, recuperato nelle sabbie basali che contenevano strumenti primitivi come amigdale e asce in pietra lavorate.

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Il tronco sottostante passa attraverso un intaglio centrale ricavato nel tronco superiore (oggetto 1033) e si prolunga nella sezione. Vista in pianta dell’unità (a sinistra) e durante lo scavo (a destra). I numeri si riferiscono alla distanza in centimetri – da studio citato Fig. 3: Structural unit formed by two overlapping logs in BLB5. | Nature

In estrema sintesi, l’oggetto ritrovato è un pezzo di legno lavorato (Combretum zeyheri) lungo 141,3 cm × 25,6 cm, con estremità rastremate in tre parti, che sovrasta un pezzo più grande con un angolo di 75°. L’area di sovrapposizione contiene una tacca a forma di U lunga 13,2 cm e larga 11,4 cm, trasversale all’asse lungo, chiaramente fatto dall’ominide per costruire un “oggetto” di grandi dimensioni.

Sebbene con un pò di fantasia questo oggetto potrebbe essere immaginato come un tentativo di costruzione di un’imbarcazione per attraversare il fiume, di certo questo artefatto fu “una prima opera di ingegneria” effettuata mezzo milione di anni fa da questi ominidi, nostri lontani antenati, che potremmo definire i primi carpentieri della storia.

 

in anteprima, teschio di Homo helmei ritrovato in Africa meridionale  – da wikimedia commons
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Riferimento
Barham, L., Duller, G.A.T., Candy, I. et al. Evidence for the earliest structural use of wood at least 476,000 years agoNature 622, 107–111 (2023). https://doi.org/10.1038/s41586-023-06557-9

 

 

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