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livello elementare
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ARGOMENTO: GEOLOGIA
PERIODO: XX SECOLO
AREA: APPENNINI PENISOLA ITALICA
parole chiave: Grotta dell’Alabastro, Orogenesi, grotte, Appennini
Il tratto di costa compreso tra Palinuro, Marina di Camerata, Porto Infreschi e Scario ma, più in generale, l’intera costa calcarea del Cilento offre tra le molteplici bellezze anche quella affascinante delle sue grotte.

In questo splendido angolo di natura, per buona parte ancora integro, il paesaggio ipogeo si presenta con una molteplicità di forme: una peculiarità dovuta al fatto che le cavità, dalle dimensioni più disparate, si aprono sia al di sopra che al di sotto del livello marino, offrendo perciò un campionario veramente differenziato di situazioni. Tale fatto costituisce un’attrattiva non soltanto per gli speleologi, ma anche per il semplice turista che, avvicinandosi a questo ambiente, può godere di una esperienza sicuramente entusiasmante ed oltremodo istruttiva. Moltissime sono le grotte che presentano un facile accesso, anche a mezzo di imbarcazioni, e tale caratteristica costituisce un invito in più per la loro frequentazione. La visita di una grotta possiede un’indubbia valenza culturale dato che le diverse morfologie e le strutture che la caratterizzano invogliano anche il visitatore meno esperto ad approfondire le conoscenze sulle cause che le hanno generate e, quindi, a conoscere la storia della grotta.

E’ opportuno precisare come l’avventurarsi in una grotta richieda una serie di norme comportamentali che, escludendo a priori l’improvvisazione e l’impreparazione, consentano il massimo godimento da questo tipo di esperienza. L’approccio alla speleologia subacquea necessita di una adeguata attrezzatura che, tuttavia, non è di per se sufficiente ad affrontare il mondo delle grotte, siano esse del tutto o in parte sommerse: l’accompagnamento di una guida è la condizione indispensabile non solo per la sicurezza, ma anche per ricevere tutte le informazioni e soddisfare, così le curiosità che l’escursionista si pone.
La grotta dell’alabastro
La cavità è stata rilevata nel 1996. Il suo studio, di cui questo articolo vuole dare importanza, è una iniziativa e realizzazione voluta dal Diving Center Marina di Camerota nell’ambito delle Attività che caratterizzano le manifestazioni estive sul mare patrocinate dal Comune di Camerota.

La scelta di questa grotta, per iniziare un lavoro che porterà a mappare tutte le grotte della costa di Marina di Camerota fino a Scario, non è casuale. Essa offre al visitatore un impatto emotivo esaltante, ed è quello che hanno provato coloro che scrivono. Eccoci qui a descrivere le nostre emozioni, trasformate in studio per dare modo a tutti coloro che la frequenteranno, di arrivarci con cognizione di base ed in totale sicurezza. Forse in nessun altro luogo, come quello sotterraneo e subacqueo, si combinano in una relazione molto stretta gli aspetti geologici e quelli biologici. Ogni visitatore, anche il più distratto ne otterrà una profonda emozione, sottostando al richiamo ed al fascino dell’esplorazione, dell’impenetrabile e dell’ignoto, esasperato dall’oscurità dell’ambiente. Approfittando del rilevamento effettuato, la grotta potrà ora essere visitata da molte persone più informate e quindi con maggior sicurezza; a tutti dobbiamo tuttavia ricordare la necessità della prudenza ed il rispetto dell’ambiente. Oggi la grotta dell’Alabastro può essere percorsa in immersione, ma anche nuotando in superficie dopo esserci liberati dell’attrezzatura per goderci appieno lo spettacolo di questa meraviglia della natura. Non si dimentichi però che è, in ogni caso un ambiente particolare, ostile e non abituale, che va affrontato con la dovuta prudenza.
La grotta è anche e soprattutto, un ambiente unico, modellato attraverso lunghi processi geologici ed abitato da organismi particolari: impariamo a rispettarlo, a goderlo come egli si offre, senza asportare e manomettere nulla e senza contaminarlo abbandonando rifiuti.
La storia della sua esplorazione
Prima del nostro rilevamento la grotta era già nota sia agli abitanti della zona che ai pochissimi subacquei locali che la frequentavano. Nessuno comunque si sarebbe aspettato dimensioni così rilevanti di tutta la cavità. Per rilevare la cavità ci si è avvalsi di pochi e semplici strumenti da usare facilmente anche sott’acqua, quali: sagole metrate, cordelle metriche, bussole, profondimetri, clinometri, chiodi da roccia, martello e targhette in plastica. In particolare le misure inferiori a 20 mt. sono state eseguite con fettuccia metrica, il classico nastro centimetrato di plastica.

Per quelle superiori è stato impiegato il rocchetto con cordella metrica. Con questo attrezzo è infatti più agevole la misurazione di lunghe distanze, per misurare le pendenze sono stati usati clinometri rudimentali, costituiti da un collimatore al quale è collegato un goniometro con filo a piombo che indicano la lettura. La squadra che ha eseguito il rilevamento è sempre stata composta da tre rilevatori che alternativamente avevano il compito di effettuare le misure o di illuminare caposaldi e/o strumenti per le letture. Questo numero si è rivelato ottimale per velocità di esecuzione del lavoro, facilità di comunicazione e non ha causato eccessivo intorbidimento dell’acqua.
Si è iniziato con una prima esplorazione generale preliminare della cavità con esecuzione di semplici schizzi orientativi senza alcuna misurazione, in un secondo tempo si è provveduto alla stesura di una sagola guida sul fondo della grotta, successivamente all’individuazione di punti cospicui come caposaldi del rilevamento lungo il perimetro della grotta al livello del mare e materializzazione con chiodi e targhette plastificate e numerate per effettuare le misurazioni ripetute di distanze e direzioni tra i caposaldi per il rilevamento di triangolazioni e poligonali chiuse.
Successivo trasporto sott’acqua di alcuni punti della poligonale secondo la loro verticale e definizione di altri caposaldi subacquei, con conseguenti misurazioni subacquee di distanze, direzione e profondità con successiva riduzione all’orizzontale delle misure eseguite e trasporto su carta delle triangolazioni e poligonali effettuate, individuazione e disegno della morfologia tra i singoli caposaldi, con stime delle elevazioni della grotta, e conseguente disegno definitivo della cavità in pianta e secondo sezioni rappresentative, inoltre sono state effettuate fotografie dell’ambiente subacqueo ed aereo.

E ora visitiamola insieme
La grotta dell’Alabastro ha uno sviluppo subaereo e subacqueo ad andamento abbastanza regolare. La pianta e le sezioni, nelle quali sono riportati i numeri dei capisaldi utilizzati nel rilevamento, ne illustrano lo sviluppo e la morfologia.
La grotta dell’Alabastro si apre sul fianco sinistro di levante del frontone degli Infreschi, a poche centinaia di metri dal porto naturale degli Infreschi, detta cala Falconara, l’ingresso della grotta si trova alle coordinate geografiche ( N 39°59″56′ – E 15°25″26′ ).

Vi si accede attraverso un passaggio subacqueo, scendendo leggermente verso destra, su un ciottolato, dove terminando si risale dolcemente nella grande sala, ovviamente la penetrazione è disturbata dalla miscelazione di acqua dolce che in alcuni periodi e di notevole portata, ma rimanendo sul fondo la visibilità rimane sempre buona, proseguendo nel centro del salone, arriveremo ad una piattaforma appena sotto il pelo dell’acqua, dove ci permette di toglierci l’attrezzatura ARA e di continuare la nostra visita in snorkeling.
Da questo punto, guardando verso l’uscita, avremo alla nostra sinistra (l’altarino), con sopra una enorme colata che abbiamo chiamato (l’organo).

Con altri nomi abbiamo quindi indicato altri punti interessanti della grotta, che ci sono serviti da riferimento immediato durante il lavoro di prospezione, ma che potranno essere utili anche ai futuri visitatori.

Abbiamo così chiamato (i cannoni) un enorme blocco di crollo completamente in alabastro e sommerso al 90%, che troverete alla vostra sinistra entrando in grotta, e quasi al fondo, come il grande monumento al (delfino) che fa bella mostra di se, circa trenta metri alla destra entrando.

All’interno circa a metà grotta sul lato sinistro, si collega una seconda cavità invasa totalmente dall’acqua che abbiamo chiamato (ramo dell’albero), in quanto il mare è riuscito non si sa come a portare un grosso tronco all’interno, fino ad incastrarlo sul fondo.
Passando dietro i cannoni, in uno stretto passaggio, ci troveremo in una sala irregolare e molto bassa, dove sotto l’acqua sul pavimento si trova un foro di circa un metro di diametro causato da un crollo, qui toccheremo con mano cos’è una glaciazione.


Si prosegue tenendo la destra, dopo aver goduto di forme bizzarre e molto belle create dalla natura, ci troveremo di fronte un blocco sospeso e ricoperto di alabastro che ho voluto chiamare la (scacchiera).

I colori che si possono vedere in quel punto sono da mozzafiato, superata la scacchiera si entra nell’ultima sala, molto bassa e piena di conglomerati alle pareti e sabbia a terra, ci si arriva avanzando a quattro gambe, attenzione è pericolosa durante la fase di marea. Una visita bellissima che non dovete mancare.

Sperando di avervi incuriosito, vi aspettiamo al Diving Center Marina di Camerota a cui potete rivolgervi per le informazioni.
Paolo Mario Gay
Notizie utili per visitare la grotta dell’alabastro:
E’ possibile visitare la grotta tutto l’anno. Unico problema è la temperatura dell’acqua, che all’interno raggiunge i 10 gradi. Questo comporta un lasso di tempo superiore ad un immersione e la necessità di affrontarla con un’adeguata copertura. E’ possibile essere accompagnati nella visita dal Diving Center Marina di Camerota 84059, Marina di Camerota, telefonando al numero cell. 3331521015 per prenotare la visita, oppure essere inseriti nelle visite guidate settimanali.
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