La storia della SS Carnatic e del suo relitto

Vincenzo Popio

18 Settembre 2025
tempo di lettura: 4 minuti

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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XIX SECOLO
AREA: MAR ROSSO
parole chiave: Carnatic, P&O

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Il SS Carnatic era un piroscafo postale britannico di circa 80 metri di lunghezza e 11,6 metri di larghezza con una stazza di 1.776. Costruito nel 1862-63 dai fratelli Samuda a Cubitt Town, sull’Isle of Dogs, a Londra, per la Peninsular and Oriental Steam Navigation Company (P&O), operò sulla rotta Suez-Bombay negli ultimi anni prima dell’apertura del Canale di Suez. Il piroscafo apparteneva alla prima generazione di queste navi a propulsione mista, cioè a vela e a vapore, ed era dotato da un motore Humphreys & Tennant, alimentato da una caldaia posta al centro dello scafo, da 4 cilindri che forniva una potenza di 2.422 CV (1.821 kW) ad una singola elica.

Il 12 settembre 1869, si incagliò sulla barriera corallina di Sha`b Abu Nuhas, vicino all’isola di Shadwan, all’imbocco del Golfo di Suez nel Mar Rosso. Dopo aver valutato la nave come sicura (confidando nell’azione delle pompe di esaurimento che l’avrebbero tenuta in galleggiamento), il Capitano P. B. Jones respinse le ripetute richieste dei passeggeri di abbandonare la nave, rassicurandoli che la nave era al sicuro e che un altro piroscafo della P&O, SS Sumatra, sarebbe presto transitato e li avrebbe portati in salvo. Alle 2 del mattino del 14, l’acqua che continuava a salire, sommerse le caldaie della nave, lasciandola senza elettricità e luce. Alle 11 del mattino seguente, dopo 34 ore sulla barriera corallina, il Capitano Jones decise finalmente di dare l’ordine di abbandonare la nave, ma era troppo tardi …  mentre i primi quattro passeggeri avevano preso posto in una delle scialuppe di salvataggio, il SS Carnatic improvvisamente si spezzò in due affondando velocemente. Nel naufragio perirono 31 persone ma i sopravvissuti riuscirono a raggiungere l’isola desolata di Shadwan dove il giorno dopo furono salvati dalla Sumatra.

Il naufragio del piroscafo postale di Bombay Carnatic a Shadwan, Golfo di Suez Illustrazione di Edwin Weedon – Fonte The Illustrated London News, 16 ottobre 1869 Carnatic 1869.jpg – Wikimedia Commons

Purtroppo, non fu l’unica nave a perire a causa di sottovalutazioni da parte di pochi attenti Comandanti che spesso per imperizia persero le loro navi a causa delle barriere coralline (ma non solo). A volte fu colpa di manovre errate, a volte di tempeste improvvise che spingevano le navi verso quei banchi insidiosi dove ora i loro resti riposano.

Lo Stretto di Gobal risulta il più pericoloso tratto della rotta del Mar Rosso; situato appena oltre il Golfo di Suez, questo tratto di mare compreso tra Hurghada e Sharm el-Sheikh, costituisce, a causa dei suoi insidiosi reef, un temuto passaggio obbligato per tutte le navi che discendono il Mar Rosso dal Canale di Suez. Su fondali, che non superano i 40 metri, sorgono imponenti banchi corallini che, con la bassa marea, in alcune parti affiorano fino alla superficie. Di notte e con il brutto tempo diventano quindi trappole mortali per i poco attenti marinai, specialmente quelli che si affidano ciecamente ai sistemi elettronici, dimenticando le vecchie e sagge regole della navigazione. Nel caso del SS Carnatic, l’inchiesta del Board of Trade di Londra rivelò che al momento le condizioni meteorologiche erano buone e che una forte corrente aveva causato probabilmente una deviazione della nave dalla sua rotta prevista. Ci fu qualche errore di troppo nella rotta ed una sottovalutazione da parte del Comandante del danno subìto dopo che il piroscafo si era incagliato.

Oltre ai 34 passeggeri e ai 176 membri dell’equipaggio a bordo, il Carnatic trasportava balle di cotone, la posta destinata alle truppe britanniche in India, ed un carico di bottiglie di vino e acqua gassata per i cocktail. Una delle stive conteneva anche 40.000 sterline d’oro (circa un milione di sterline odierne) che, visto il valore del carico,  furono recuperate all’inizio di novembre del 1869 (anche se la leggenda vuole che parte del carico prezioso sia ancora all’interno della stiva. Parti dello scafo rimasero ancora sulla barriera corallina per un paio di mesi fino a quando, dopo una forte tempesta, scivolarono sul fondo a una profondità di 27 metri frantumandosi in una terza sezione.

relitto del SS Carnatic, Red Sea, Egypt, 2017 – Autore W. Strickling Ship wreck Carnatic 2017-04-22 Egypt-7947.jpg – Wikimedia Commons

Il relitto del SS Carnatic è stato riscoperto nel maggio 1984 ed è oggi un popolare sito per le immersioni subacquee turistiche vista la bassa profondità (circa 27 metri di profondità), vicino alla rigogliosa area corallina di Abu Nuhas, in Egitto.

Stiva della SS Carnatic, naufragata nel 1869 presso la barriera corallina di Shaʽb Abu Nuħas, Golfo di Suez, Egitto, 2008 – Autore: Roland Unger Nuhas Carnatic3.jpg – Wikimedia Commons

La maggior parte della struttura della nave oggi è corrosa e ricoperta da una ricca vegetazione, habitat perfetto per molte specie di animali marini.
Vincenzo Popio
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In anteprima il recupero della SS Carnatic su banco corallino di Shab-Abu-el-Nuhas – Fonte The Illustrated London News, 27 November 1869
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