In arrivo un nuovo oggetto interstellare: 3I/Atlas

Redazione OCEAN4FUTURE

24 Luglio 2025
tempo di lettura: 4 minuti

 

livello elementare

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ARGOMENTO: ASTRONOMIA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: Astronomia, comete, osservazione dei cieli

 

Molti ricorderanno ‘Oumuamua“, il primo oggetto interstellare scoperto mentre attraversava il nostro sistema solare. Denominato inizialmente U1/Oumuamua, ovvero il “messaggero che arriva per primo da lontano”, attirò l’attenzione dei media perchè, pur muovendosi come una cometa, avvicinandosi al Sole, non presentava la classica chioma che si forma quando il ghiaccio sulla superficie di quei corpi celesti si trasforma in gas, lasciando dietro di sé la caratteristica scia di gas dovuta al loro degassamento. Questo oggetto si presentava così diverso da sfidare qualsiasi classificazione precedente, tanto che incominciarono a sorgere fantasiose ipotesi sulla sua natura, ipotizzando con molta fantasia che si trattasse di un oggetto artificiale frutto di tecnologia extraterrestre.

Ipotesi legata al fatto che Oumuamua (raffigurato artisticamente dalla NASA) avvicinandosi al Sole, aveva avuto un inaspettato aumento di velocità con una variazione di traiettoria. In seguito, utilizzando le osservazioni del telescopio spaziale Hubble e di diversi osservatori astronomici terrestri, venne confermato che si trattava del primo oggetto interstellare scoperto nell’attraversamento del nostro sistema solare. Quel corpo venne quindi ridenominato 1I/’Oumuamua;  solo due anni dopo, nel 2019, venne identificata la cometa 2I/Borisov che, a differenza delle altre comete, che provengono principalmente dalla Fascia di Kuiper – una regione a forma di ciambella piena di corpi ghiacciati oltre l’orbita di Nettuno – o dalla Nube di Oort, la regione più distante del nostro sistema solare, a circa 100.000 unità astronomiche (UA) dal Sole, per le caratteristiche della sua traiettoria, proveniva da un luogo esterno al nostro sistema solare. In pratica viaggiatori che provengono da lontano e che potrebbero essere più antichi del nostro sistema solare.

Questa animazione mostra le osservazioni della cometa 3I/ATLAS al momento della sua scoperta, il 1° luglio 2025. Il telescopio spaziale ATLAS, finanziato dalla NASA in Cile, ha segnalato per la prima volta questa nuova cometa proveniente dallo spazio interstellare. Crediti: ATLAS/Università delle Hawaii/NASA  Comet 3I/ATLAS – NASA Science

Evidentemente non sono i soli corpi celesti che vengono da così lontano. Recentemente è stato scoperto un nuovo oggetto, denominato inizialmente A11pl3Z che, come i precedenti, sembra muoversi troppo velocemente e con una traiettoria troppo rettilinea per provenire dal nostro sistema solare. Mercoledì (2 luglio), la NASA confermò che si trattava di un oggetto interstellare a cui era stato assegnato il nome 3I/ATLAS, probabilmente una cometa e non un asteroide come forse era 1I/’Oumuamua e certamente la 2I/Borisov. Come avete intuito, naturalmente 3 sta per il terzo oggetto scoperto di quel tipo e I per interstellare.

Questo diagramma mostra la traiettoria della cometa interstellare 3I/ATLAS mentre attraversa il sistema solare. Raggiungerà il suo punto di massimo avvicinamento al Sole in ottobre. Crediti: NASA/JPL-Caltech

3I/Atlas sta dirigendosi verso di noi attraverso il sistema solare e la sua traiettoria è stata confermata analizzando i dati raccolti tra il 25 e il 29 giugno dall’Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System (ATLAS), il sistema che scansiona continuamente il cielo utilizzando telescopi situati alle Hawaii, in Cile e in Sudafrica. L’allarme segnalato è stato poi confermato da diversi telescopi in tutto il mondo che avevano di fatto individuato il misterioso oggetto nei dati di osservazione già dal 14 giugno.

In breve, l’oggetto si sta ora dirigendo verso il Sole ad una velocità estremamente elevata, ovvero circa 245.000 km/h, e le osservazioni suggeriscono che segua una traiettoria estremamente piatta e rettilinea, diversa da qualsiasi altra percorsa dai corpi celesti del nostro sistema solare. Questo ha portato molti esperti a ipotizzare che abbia avuto origine al di là dell’influenza gravitazionale del Sole e che abbia una quantità di moto sufficiente per attraversare il nostro “vicinato” cosmico senza rallentare.

L’oggetto spaziale, il terzo del suo genere mai osservato, raggiungerà il suo punto più vicino al Sole tra circa quattro mesi, prima di abbandonare definitivamente il nostro sistema solare. Secondo la NASA 3I/ATLAS (mostrato in anteprima dalle immagini raccolte dall’ESA) non rappresenta una minaccia per la Terra e si avvicinerà ad una distanza minima dal nostro pianeta di 1,8 unità astronomiche (circa 270 milioni di chilometri), raggiungendo il suo punto più vicino al Sole intorno al 30 ottobre 2025, a una distanza di circa 210 milioni di chilometri (1,4 UA), appena all’interno dell’orbita di Marte. 

 

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