Aggiornamento dal Golfo: attacco iraniano contro la base statunitense in Qatar

Andrea Mucedola

24 Giugno 2025
tempo di lettura: 5 minuti

.
livello elementare
.
.
ARGOMENTO: GEOPOLITICA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: MEDIO ORIENTE
parole chiave: Iran, Israele, USA, Paesi del Golfo, sicurezza marittima
.

Sebbene l’ipotesi fosse stata avanzata, o come si usa dire oggi, “telefonata” in anticipo per ridurre eventuali perdite, l’Iran, nonostante tutti gli inviti internazionali, ha lanciato dei missili contro una base statunitense in Qatar (e forse in Irak). Le notizie sono in corso di validazione ma in rete stanno già apparendo brevi video e immagini inviati da residenti in Qatar che mostrano lampi ed esplosioni.

l’assenza di voli commerciali intorno al Qatar persiste – Fonte Air Traffic

L’attacco è avvenuto circa un’ora dopo che il Paese aveva annunciato la chiusura del suo spazio aereo in vista di un previsto attacco iraniano. A seguito dell’attacco combinato di missili da parte di sottomarini di attacco e aerei B2, necessari per il rilascio di bombe ad alta penetrazione sull’impianto sotterraneo di arricchimento dell’uranio di Fordow, a sostegno della campagna di bombardamenti iniziata dall’IDF israeliano il 13 giugno, le dichiarazioni iraniane non si erano fatte attendere: “Questo atto ostile… amplierà la portata degli obiettivi legittimi delle forze armate della Repubblica Islamica dell’Iran e aprirà la strada all’estensione della guerra nella regione“, aveva dichiarato il portavoce delle forze armate Ebrahim Zolfaghari alla televisione di stato. In seguito, Ali Akbar Velayati, consigliere della guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, aveva affermato che le basi utilizzate dalle forze statunitensi “nella regione o altrove” avrebbero potuto essere attaccate. Una dichiarazione confermata da funzionari statunitensi che avevano riferito che l’Iran aveva iniziato a posizionare i suoi sistemi missilistici in previsione di un potenziale attacco alle forze statunitensi in Medio Oriente. Di fatto, domenica, il Dipartimento di Stato americano aveva emesso un “monito mondiale” per tutti gli americani e, a livello politico, Gran Bretagna e Francia (che mantengono forze navali e militari nel Golfo) e la Germania avevano invitato l’Iran a “non intraprendere ulteriori azioni che possano destabilizzare la regione“. Un invito alla prudenza inviato dal Segretario Generale Antonio Guterres, durante una riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite tenutasi domenica, in cui l’Iran era stato messo in guardia dal “cadere in una spirale di rappresaglie dopo rappresaglie“.

Sui cieli di Doha X @manoj_begu

Una situazione che è precipitata nel pomeriggio di ieri quando (20:00 ora locale AST) sono state riportate esplosioni sopra Doha. Le notizie sono ancora vaghe ma funzionari occidentali hanno riferito che l’Iran avrebbe lanciato sei missili (numero da confermare) verso la base statunitense di Al-Udeid in Qatar, la più grande degli Stati Uniti nella regione, dove si contano circa 40mila militari americani dislocati in diverse basi. La base rappresenta il principale snodo operativo americano in Medio Oriente, ospitando il Central Command (CENTCOM), responsabile per le operazioni in un’area geografica che si estende dall’Egitto al Kazakistan. Per completezza, oltre al quartier generale del Centcom statunitense, nella base sono presenti militari britannici e australiani. Dalle fonti sembrerebbe che il primo lancio sia stato di dieci missili di cui uno rivolto balistico contro una base americana in Iraq.

L’attacco è stato immediatamente condannato dal Qatar, il cui Consigliere del Primo Ministro e Portavoce del Ministero degli Affari Esteri, Dr. Majed bin Mohammed Al Ansari, ha dichiarato la ferma condanna dell’attacco alla base aerea di Al Udeid da parte del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, considerandolo una flagrante violazione della sovranità e dello spazio aereo dello Stato del Qatar, nonché del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite.
Affermiamo che lo Stato del Qatar si riserva il diritto di rispondere direttamente in modo proporzionale alla natura e alla portata di questa palese aggressione e in conformità con il diritto internazionale. Siamo rassicurati sul fatto che le difese aeree del Qatar hanno sventato l’attacco e intercettato con successo i missili iraniani. Il Ministero della Difesa rilascerà in seguito una dichiarazione che chiarirà le circostanze dell’attacco“. Inoltre nella dichiarazione su X , viene sottolineato come la continuazione di tali azioni militari comprometterà la sicurezza e la stabilità nella regione, trascinandola in situazioni che avranno ripercussioni disastrose per la pace e la sicurezza internazionale, per cui si chiede l’immediata cessazione di tutte le azioni militari e un serio ritorno al tavolo dei negoziati e al dialogo. Va detto che il Qatar era stato tra i primi Paesi a mettere in guardia contro le conseguenze dell’escalation israeliana nella regione, invocando la priorità di soluzioni diplomatiche, affermando che il dialogo è l’unica via per superare le crisi attuali e preservare la sicurezza e la pace della regione.

il grande polo logistico di Al-Udeid, nei pressi di Abu Naklah, fonte di repertorio Google Earth

Il portavoce ha rivelato che la base di Al-Udeid, nei pressi di Abu Naklah, era stata in gran parte evacuata in precedenza in conformità con le misure di sicurezza e precauzionali approvate, alla luce delle tensioni attualmente prevalenti nella regione e che erano state adottate tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza del personale della base, inclusi i membri delle Forze Armate del Qatar, delle forze amiche e di altri. Di fatto, a seguito dell’attacco iraniano non si sono verificati feriti o perdite umane.

Quale potrebbe essere il prossimo passo?
Di logica la chiusura di Hormuz attraverso un minamento esteso) anche se a mio avviso l’ipotesi è al momento improbabile. Un’azione che potrebbe però aver un altissimo impatto sul commercio marittimo nella regione andando a ridurre drasticamente l’offerta mondiale di petrolio con danni sarebbero incalcolabili anche per la Repubblica islamica e per i suoi alleati, Russia e Cina. Un’arma quindi a doppio taglio che, come ricorderete, ha dei precedenti storici e richiese l’invio di unità internazionali contro le “mine di agosto e di Saddam“. Più probabile un cessate il fuoco, auspicato dall’Iran, che sente vacillare la sua classe dominante, e dagli Americani che, tutto sommato, hanno interessi a mantenere aperte, come il resto del mondo, le vie marittime. La situazione naturalmente è in costante sviluppo e continueremo ad aggiornarvi.
Andrea Mucedola
.
in anteprima © IRGC La forza navale del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha inaugurato in un video di propaganda una nuova base missilistica collocata in una località non conosciuta – Fonte IRGC Navy unveils new missile city — Puppet Masters — Sott.net
.

PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE

.
Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo
,

(Visited 134 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Share
Traduci l'articolo nella tua lingua