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livello elementare
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ARGOMENTO: GEOPOLITICA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: OCEANI
parole chiave: protezione linee di comunicazione e condotte sottomarine
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E’ curioso come le cose cambino in pochi decenni; ricordo che nei primi anni ’90, ad una riunione NATO il rappresentante della marina statunitense affermò che al Pentagono se qualcuno avesse parlato di under water warfare, la reazione sarebbe stato un deciso “slam the door”. In realtà nei corridoi di EGUERMIN, la scuola Belga Olandese di Guerra di Mine, centro di eccellenza per la formazione dei futuri ufficiali di guerra di mine, durante le riunioni dei Gruppi di lavoro emergevano non pochi timori. I primi studi su sistemi subacquei autonomi (UUV) per ricercare, classificare e neutralizzare ordigni sul fondo non erano casuali ma derivavano dalla constatazione che era solo questione di tempo.

Nord Stream 2 pipeline con indicazione del luogo dove avvenne l’esplosione del 26 settembre 2022 Nord Stream gas leaks 2022.svg – Wikimedia Commons
Del pregresso recente, dal dopoguerra in poi, ho scritto tanti articoli, e vorrei quindi partire dagli ultimi anni del secolo scorso. Nelle relazioni periodiche dei gruppi di esperti di Guerra di Mine NATO, sin dai primi anni 2000, erano stati lanciati numerosi segnali sull’evoluzione della minaccia sottomarina, evidenziando i pericoli per i cavi e le condotte subacquee. I bersagli non erano più solo unità navali militari e mercantili, in transito o alla fonda, ma anche le sempre più strategiche infrastrutture sottomarine. In poco più di dieci anni, il rischio previsto nei rapporti tecnici e operativi si verificò con diversi “strani” incidenti che interessarono le pipeline ed i cavi di comunicazione, attirando notevole preoccupazione a livello internazionale. Dal sabotaggio alle condotte Nord Stream nel settembre 2022 all’ultimo strano incidente al largo di Taiwan che ha coinvolto la Hongtai, una nave mercantile registrata in Togo ma con equipaggio cinese, accusata dalla marina di Taiwan di aver tranciato dolosamente una linea di comunicazione subacquea. Incidenti che evidenziano la vulnerabilità di infrastrutture sottomarine che possono essere soggette ad attacchi covert malevoli; inoltre, l’accuratezza con cui vengono condotti fa sospettare che esistano mappature accurate di queste linee sottomarine che nel III millennio hanno assunto un ruolo strategico sempre maggiore.

mappatura della stesura dei cavi sottomarini da Submarine Cable Map
Nel panorama del III millennio, la lotta sottomarina ha quindi un “nuovo” settore da proteggere, che assume una funzione prioritaria da un punto di vista funzionale e commerciale per la gestione e sfruttamento delle risorse strategiche sottomarine. Questa necessità si esplica da un lato nello sviluppo di sottomarini sempre più silenziosi e performanti, dall’altro di mezzi low cost di controllo e protezione delle condotte subacquee rilasciabili sia da sottomarini che da unità navali.
Essendo l’argomento molto specialistico e complesso mi limiterò a fare delle considerazioni nei diversi campi:
tecnologico:
a seguito dello sviluppo di sistemi di silenziamento per i sottomarini, i sonar di scoperta passivi diventeranno sempre meno efficaci. I battelli odierni sono molto più silenziosi, dotati di sofisticati sistemi di contromisure e di mezzi autonomi stand off in grado di operare autonomamente con livelli di rumore insignificanti. Allo stato attuale l’impiego di sistemi acustici a media e bassa frequenza (sonar) rimane ancora il metodo più efficace per la scoperta di mezzi subacquei avversari. In un prossimo futuro lo sviluppo tecnologico di sistemi underwater sempre più silenziosi e di piccole dimensioni comporterà la necessità di sviluppare reti di scoperta sempre più efficaci, collegate a sistemi d’arma e sensori diversificati a lungo raggio per ottenere un’efficace capacità anti intrusione a scopo di deterrenza. Oltre alle missioni di sorveglianza, sarebbero essenziali per contrastare mezzi subacquei avversari con sciami di UUV operanti in modo autonomo o controllati da un sottomarino o da altre piattaforme subacquee. Va compreso che i progressi tecnologici, che consentiranno sempre migliori prestazioni dei mezzi in funzione difensiva o offensiva, influenzeranno le nuove costruzioni navali sia da un punto di vista delle loro architetture che C4I.

modello di XLUUV Echo Voyager della Boeing denominato dalla Marina Militare statunitense “Orca”, è una nuova classe di sottomarini autonomi in grado di svolgere missioni critiche di lunga durata per raggiungere il predominio marittimo sottomarino in ambienti mutevoli e acque contese – credit Boeing
operativo:
Al di là dello sviluppo di sottomarini con propulsione AIP sempre più efficaci, la disponibilità di grandi UUV sostituirà molti dei sottomarini con equipaggio nell’esecuzione di operazioni intelligence e CMM per il controllo delle infrastrutture subacquee. Di fatto sono già disponibili sistemi autonomi XLUUV con sistemi cradle in grado di rilasciare mezzi autonomi diversificati in ruoli di sorveglianza ed offensivi in supporto alle forze speciali. Sebbene l’orientamento sia l’impiego di questi mezzi totalmente autonomi, esistono ancora situazioni in cui la decisione di intervento è critica; ad esempio la rimozione di ordigni dalle condotte sottomarine su bassi fondali in cui il fattore umano è ancora preferibile per ridurre gli effetti collaterali.

Un moderno ROV (PLUTO Gigas) in dotazione alla Marina militare italiana impiegato per la sorveglianza delle condutture sottomarine – Foto credito Marina Militare Italiana
Di fatto la protezione delle infrastrutture sottomarine è diventata sempre più prioritaria per le implicazioni economiche e energetiche che riguardano tutti i settori umani; apparecchiature e condotte commerciali per l’estrazione di petrolio e minerali, cavi di trasmissione per le comunicazioni digitali, apparecchiature per la generazione di energia sostenibile che sfruttano le correnti e le maree e sensori scientifici richiederanno in un prossimo futuro reti complesse di sorveglianza che non potranno essere ragionevolmente affidate all’Uomo ma a sistemi intelligenti, aiutati dall’IA, che consentiranno, con margini di errore sempre più accettabili, decisioni rapide ed efficaci per la salvaguardia delle comunicazioni globali e la stabilità economica di ogni Paese. A riprova i recenti ripetuti incidenti che, al di là dell’incertezza sui mandanti, hanno sottolineato la necessità di una maggiore sicurezza allarmando sia i decisori politici che i leader del settore. Gli incidenti, che si sono non a caso verificati in regioni politicamente sensibili come il Mar Baltico e il Mar Cinese Meridionale, confermano quanto queste reti siano vitali, trasmettendo un’enorme percentuale di dati che interessano transazioni finanziarie ed operazioni industriali ma anche le esigenze di comunicazioni private.

la complessità di controllare la rete di cavi subacquei nel canale di Sicilia richiede uno sforzo importante per l’Italia
Submarine Cable Map
Questi episodi dimostrano come in questa seconda fase di glaciazione politica1 le infrastrutture critiche sottomarine si pongono prepotentemente al centro della guerra moderna, rendendo più che mai necessario per i governi dare priorità alla loro difesa. Parliamo di oltre 1,4 milioni di chilometri di cavi e condotte che attraversano vaste e remote regioni oceaniche, difficili da monitorare e ancora più complessi da difendere; non possedendo le caratteristiche di protezione delle controparti terrestri, questa limitazione li rende suscettibili sia a danni accidentali che ad attacchi deliberati da parte di malintenzionati. Non ultimo, la disponibilità di nuove tecnologie, fino a poco tempo solo ipotizzate, richiede ora lo sviluppo di una regolamentazione che disciplini definitivamente le risorse sottomarine in acque internazionali, al fine che non diventino vulnerabili allo sfruttamento da parte di attori malintenzionati, incuranti degli impatti ambientali derivanti dalle loro scellerate azioni. Dal punto di vista operativo un breve cenno alle flotte ombra, che si presume possano essere implicate anche nei recenti atti di sabotaggio. Come avrete letto sui media molti incidenti hanno coinvolto navi mercantili con bandiere ombra, collegate a gruppi che eludono il controllo delle autorità marittime con attività che minacciano la sicurezza marittima, come il contrabbando di materiali strategici (usato spesso per eludere le sanzioni internazionali, vedi filmato), la pirateria ed il sabotaggio a servizio di committenti non noti.
La mancanza di prove forensi chiare consente agli autori di operare con plausibile negazione, rendendo l’attribuzione una sfida non facile. Le navi mostrano comportamenti marittimi ingannevoli, che vanno dalla navigazione oscurata, lo spegnimento o modifica dei codici AIS e la permanenza non giustificata nei pressi di condotte subacquee critiche. Il loro monitoraggio è quindi essenziale per rilevare e monitorare attività sospette, integrando sempre più fonti di dati, ed in questo ci viene in aiuto l’intelligenza artificiale che consente di elaborare velocemente modelli comportamentali a rischio per ottimizzare le risorse disponibili. In estrema sintesi, programmi di valutazione dei rischi, basati sull’intelligenza artificiale, possono segnalare anomalie, identificare imbarcazioni ad alto rischio e correlare modelli storici con l’attività corrente. Da qui la necessità di investire nella ricerca e nell’educazione, formando laureati da impiegare nei nuovi campi di ricerca.
La dimensione subacquea nel III millennio ha assunto quindi un nuovo ruolo che potremmo definire primario per le possibili conseguenze che potrebbero derivare per la nostra vita quotidiana. Se in campo militare la lotta contro mezzi offensivi avversari permane come una sfida sempre più tecnologica, attacchi subdoli effettuati da terzi al fine di interrompere le vie di comunicazione ed energetiche subacquee, effettuati con mezzi insidiosi sempre più autonomi, richiederà risposte sempre più pesate per limitare gli effetti collaterali ma immediate.

Un breve ma doveroso cenno in campo italiano
Il Polo Nazionale della dimensione Subacquea nasce nel novembre del 2023 alla presenza dei ministri Guido Crosetto (Difesa) e Nello Musumeci (Politiche del mare) e del Capo di Stato Maggiore della Marina Enrico Credendino come risposta del Sistema Paese per promuovere, facilitare e coordinare la cooperazione delle diverse eccellenze nazionali nel settore, in chiave sinergica. Un impegno che coinvolge eccellenze industriali italiane, includendo anche come valore aggiunto le micro imprese, in simbiosi con i grandi gruppi industriali (Leonardo e Fincantieri in primis ma anche Eni e Sparkle) ed il mondo dell’università e della ricerca. Non a caso è stata scelta la sede di La Spezia, nel comprensorio storico della ricerca subacquea militare di MARIPERMAN, che può sfruttare la vicinanza del vicino Centre for maritime research della NATO, un centro di riferimento per gli studi sottomarini dell’Alleanza. In estrema sintesi una sinergia vincente in un terzo millennio in cui la dimensione subacquea ha già assunto un significato strategico non solo per il nostro Paese.
Andrea Mucedola
1. dell’illusione che la guerra fredda fosse finita con il collasso dell’Unione Sovietica ho già parlato in un precedente articolo La Guerra Fredda è mai finita? • OCEAN4FUTURE
immagine in anteprima generata con AI da Alberto Guido Rossi
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Riferimenti
Guide for Governments: Protecting Critical Undersea Infrastructure
The Emerging Era in Undersea Warfare | CSBA
Seabed warfare: Protecting the UK’s undersea infrastructure
NATO – News: Allies discuss threat to critical undersea infrastructure at Seabed Warfare Symposium , 06-Dec.-2023
221013_seabed_warfare_story_fr.pdf
PNS Italia
Polo Nazionale della Subacquea: sito e pubblicazione bandi – AIAD
Italian MoD studies underwater manned-unmanned platforms integration for ‘Seabed warfare’ – EDR Magazine
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