Amerigo Vespucci e Leonardo da Vinci – parte I

Piero Carpani

27 Febbraio 2025
tempo di lettura: 6 minuti

.

livello elementare

.

ARGOMENTO: STORIA DELLA NAUTICA
PERIODO: XVI SECOLO
AREA: CARTOGRAFIA
parole chiave: Amerigo Vespucci, Leonardo da Vinci
,

Parlando di Amerigo Vespucci si pensa ai suoi viaggi e alle carte geografiche con il continente da Lui descritto, parlando di Leonardo da Vinci i riferimenti sono invece le macchine, i disegni e i dipinti; si sa che sono contemporanei ma non si vede una correlazione tra i due. Il primo nacque a Firenze il 9 marzo 1454, il secondo in Anchiano, nel comune di Vinci nella provincia di Firenze il 15 aprile 1452; si poterono incontrare quando Leonardo, trasferitosi a Firenze nel 1469 e registrato come pittore, frequentò la scuola del Verrocchio e del Pollaiolo (1472 – 1478).

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è vespucci-amerigo.jpg Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Leonardo_self.jpg

Due giganti del XVI secolo, a sinistra Amerigo Vespucci, a destra Leonardo da Vinci

Che i due illustri personaggi si conoscessero lo possiamo arguire dal racconto di Giorgio Vasari (1511-1574) in cui afferma che Leonardo fece il ritratto (perduto) a carboncino del nonno di Amerigo, nonno che portava lo stesso nome del nipote e di cui si può vedere la lastra tombale nella Chiesa d’Ognissanti a Firenze.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è amerigo-vespucci-scusi-chiesa-di-ognissanti-851x1024.jpg

“SEP AMERIGI STAGI DE VESPUCCIS ET DESCENDENTIV”, Chiesa di Ognissanti – Firenze

Un diverso tipo di collegamento fra Leonardo e Vespucci, questa volta però si tratta della nave scuola della Marina Militare, l’ho avuto dall’allora comandante della nave, il Capitano di Vascello Giuseppe Colombo, che nel 1974 ebbe come ospite a bordo lo scrittore Vittorio G. Rossi. Lo scrittore, rientrato a casa, gli scrisse un biglietto di ringraziamento al quale unì la trascrizione di una frase di Leonardo da Vinci che è poi diventata il nuovo e tuttora in vigore motto della nave: “Non chi comincia ma quel che persevera”. Se è importante iniziare bene un lavoro, com’è enunciato dal detto “Chi ben comincia è a metà dell’opera” , bisogna anche portarlo a compimento e questo richiede costante applicazione. Riferimenti ad Amerigo Vespucci, alle sue lettere, ed alla vicinanza spirituale di Vespucci e Leonardo sono stati individuati in un appunto scritto da Leonardo e in molti dipinti. Vale la pena di esaminarli partendo dalla citazione nel Codice Arundel.

L’appunto di Leonardo

Leonardo da Vinci scrive nel suo Codice Arundel, a pagina 132, “El Vespuccio mi vol dare uno libro di gioemetria”. Considerando che con il termine Geometria ci si riferisce alla “misura della terra”, forse le misure considerate erano di quel nuovo mondo di cui Amerigo Vespucci aveva scritto di aver fatto i rilievi.
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Screenshot-2025-02-19-111934.png

Lo scritto, risalente al 1500, rivela una conoscenza culturale tra i due fiorentini e la possibile visione, da parte di Leonardo, degli scritti di Amerigo Vespucci inviati a Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici. “Ho accordato, Magnifico Lorenzo, che così come vi ho dato conto per lettera dello che m’è occorso, mandarvi due figure della discrezione del mondo fatte e ordinate di mia propria mano e savere: e sarà una carta in figura piana e uno apamundo in corpo sperico …1. Richard Henry Major, il primo a pubblicare la mappa nel 1865, ne sostenne l’autenticità e la datò intorno al 1514 … perché la Florida era disegnata come un’isola con il nome di TERRA FLORIDA. Si tratta ovviamente della parte meridionale dell’America settentrionale che si affaccia sul Golfo del Messico, quell’insieme di Stati: Texas, Louisiana, Alabama, Carolina del Sud e penisola della Florida che erano stati compresi nel nome di Terra Florida per l’abbondante e rigogliosa vegetazione. Ricordiamo che platani, magnolie, cipressi calvi, cedri, mangrovie e palme sono tipici di questi paesi. Nel Codice Arundel, conservato presso la British Library, fu scoperto da Stefaan Missinne un disegno preparatorio per il globo, risalente al 1503, una mappa del mondo finora sconosciuta raffigurante la costa del Brasile. Si tratta quindi di una prova del fatto che Leonardo Da Vinci fosse informato in merito alla scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo e soprattutto del concittadino Amerigo Vespucci.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Screenshot-2025-02-19-112354.png

Curiosamente il disegno era stato erroneamente interpretato come una rappresentazione della Luna. Dell’America settentrionale, disegnata come isola, è tracciata la costa atlantica da Capo Cod alla penisola della Florida (appena abbozzata) e la sponda caraibica, manca il collegamento tra lo Yucatan e il Texas ma poi le coste dell’America centrale e meridionale sull’Atlantico arrivano oltre i 45° sud. La costa pacifica invece non può che essere inventata per chiudere quello che si sapeva essere un nuovo mondo. La catena montuosa è un appunto per ricordare che i marinai ne avevano scritto. Anche l’Antartide appare quindi essere un frutto di speculazioni, in quanto si riteneva che una terra sconosciuta dovesse esistere per bilanciare le masse terrestri dell’emisfero settentrionale. Troviamo prova dell’interesse di Leonardo per la cartografia geografica nel suo taccuino (Codice Atlantico 1508) dove schizza vari tipi di proiezioni conosciute e le relative linee di realizzazione e il modello del suo particolare metodo per realizzare un mappamondo. Va considerato che per passare alla costruzione di un mappamondo era necessario adottare un metodo per trasformare le coordinate geografiche dei punti notevoli della carta in coordinate sferiche e viceversa, per passare dal mappamondo a una carta geografica. Per rappresentare la superficie terrestre Leonardo immaginò di tagliare la sfera a metà con un piano orizzontale passante per l’equatore (allora non si conosceva l’inclinazione dell’asse terrestre) e successivamente tagliare le due calotte con due piani ortogonali tra loro e incrociantesi sulla congiungente i due poli e il centro della sfera. Otteneva così due quadrifogli centrati sui due poli e con linee curve (triangoli equilateri sferici) a delimitare i tre lati di ogni foglia come risultato dello spianamento degli spicchi.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Screenshot-2025-02-19-112553.png

Christopher W. Tyler osserva che, nel taccuino di Leonardo conservato a Parigi (manoscritto A, 15v, Codice Atlantico 923r), si trova lo sviluppo della geometria dei suoi otto triangoli sferici che presero poi il nome di triangoli Rouleaux, anticipando la data del disegno al 1504. Nonostante le piccole dimensioni dei caratteri, alcuni nomi si riescono a leggere: “Catai, Oceanus occidentalis, Oceanus indicus meridionalis, America”. L’ultimo nome sarà riproposto da Martin Waldseemüller nella Cosmographiae introductio, stampata nel 1507 e allegata a un planisfero, come omaggio a Vespucci che aveva svelato ai cartografi le coste atlantiche di un nuovo continente. Si può ritenere quindi che Leonardo conoscesse quel testo e parte del “libricino” in cui Vespucci aveva raccolto i rilievi delle coste e delle costellazioni, come pure conoscesse le lettere che Vespucci aveva inviato a Firenze e nelle quali aveva raccontato i suoi viaggi. Sebbene le differenze geografiche delle coste americane nelle due rappresentazioni (Leonardo e Waldseemüller) siano notevoli e, come alcuni sostengono, ci sia coincidenza nei nomi di alcune località, potrebbe essere che siano state poste sfruttando i dati inseriti nel “libricino”. Il mappamondo di Leonardo fu dunque il primo a utilizzare un personale tipo di proiezione ed anche il primo a riportare i nomi “America e Florida”. Ma ci sono altri curiosi indizi di cui parlerò nella seconda parte di questo articolo.

Fine I parte – continua
Piero Carpani

Note
1. Lettera a Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici, 18 luglio 1500
,

in anteprima “Allegoria dell’America”, incisione di Jan Galle da Jan van der Straet. La scena raffigura Amerigo Vespucci, che interpreta gli esploratori del Vecchio Mondo, mentre sveglia una nativa americana dal suo sonno in amaca. Sullo sfondo si vedono la flora e la fauna locali, e anche gli indigeni intenti a fare cannibalismo. Johannes Stradanus o van der Straat (1523-1605) fu un artista fiammingo, ma trascorse gran parte della sua vita a Firenze. Stradanus inviò i suoi disegni originali di “Nova Reperta” (“Nuove invenzioni”), una celebrazione rinascimentale delle recenti scoperte sia scientifiche che geografiche, ad Anversa, dove furono incisi e pubblicati per la prima volta da Phillipe Galle circa sculptoribus delineatarum … (Anversa, Jan Galle, 1638). L’originale da cui è stata eseguita la scansione è disponibile presso la Smithsonian Library
America” (Engraving) Nova reperta (Speculum diuersarum imaginum speculatiuarum 1638).tif – Wikimedia Commons

.

Bibliografia

Richard Henry, Memorie su un mappamondo di Leonardo da Vinci, essendo la prima mappa finora conosciuta contenente il nome dell’America, ora nella Collezione Reale di Windsor-1865, Londra: JB Nicholls e figli.

RW Hill, The Lenox Globe- luglio 1937. Bollettino della Biblioteca Pubblica di New York, Vol. 41, n. 7, pp. 523-525.

Piero Carpani, In rotta per le Americhe -2011. Amadeo editore. ISBN 978-88-89-10473-6

Christopher Tyler, La mappa del mondo di Leonardo da Vinci – 2014.
Missinne, Stefaan, The Da Vinci Globe -2018. Cambridge Scholars Publishing. ISBN 978-1-5275-2614-3

Piero Carpani, Amerigo Vespucci L’Affascinante Scoperta -2023. GD editore ISBN 979-12-80745-61-3
.

PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE
.

Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore e le fonti o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo
.

PARTE I PARTE II
.

.

(Visited 281 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Share
Traduci l'articolo nella tua lingua