Geopolitica del Mar Rosso: Fattori di interesse nazionale

Renato Scarfi

17 Luglio 2024
tempo di lettura: 5 minuti

.
livello elementare
.
ARGOMENTO: GEOPOLITICA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: Mediterraneo allargato, commercio, stretti

Considerazioni finali

Il mare è il bene comune per eccellenza, da cui dipende il nostro progresso. L’ottanta per cento della popolazione mondiale vive entro i primi duecento chilometri di distanza dalla costa. Lungo le rotte marittime si muove il 90% di tutto il commercio mondiale, non solo per i vantaggi economici che ne derivano o per vincoli di natura geografica, ma anche per i minori impatti sull’ambiente in termini di inquinamento. Utilizzando il mare come sistema di comunicazione per il trasporto dei materiali, il livello di inquinamento è infatti cinque volte inferiore rispetto al traffico su ruota e di tre volte rispetto a quello ferroviario. L’Italia, media potenza regionale che la geografia e l’economia ineludibilmente legano a una vocazione marittima, deve al mare e alle attività a esso connesse gran parte della sua prosperità e della sua sicurezza. In tale contesto, va evidenziata l’importanza strategica dei cosiddetti choke-point. Senza libertà e sicurezza della navigazione in questi passaggi obbligati il nostro sistema di import-export semplicemente si ferma. Ciò vuol dire prima di tutto navigazione e flussi commerciali attraverso Suez, Gibilterra, lo Stretto di Sicilia, gli Stretti Turchi, Hormuz, Malacca.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Screenshot-2024-06-24-145746.png

In merito al Canale di Suez, è opportuno ricordare come l’incagliamento avvenuto nel 2021 della Ever Given abbia provocato 9,6 miliardi di Euro di danni al giorno ed il blocco di 400 navi. Tale episodio mostra la vulnerabilità e le relative conseguenze importanti, se non addirittura critiche, sulla nostra e sull’economia globale.

Nel tempo il concetto geopolitico, geostrategico e geoeconomico che individuava la nostra area di primario interesse nazionale ha subito un progressivo allargamento geografico, coerente con l’espansione dei nostri interessi nazionali, che dal Mar Mediterraneo è oggi arrivato a includere il bacino somalo, il Golfo di Guinea, e lo stretto di Hormuz e l’Indo-Pacifico. Per tutelare i propri interessi nazionali, per contare in Europa e nel Mediterraneo, il nostro Paese deve quindi essere autorevolmente presente sui mari del mondo. L’Italia è diventata nel tempo una media potenza regionale con interessi globali. È per questo motivo che l’Italia, con la Marina Militare italiana, è estremamente attiva sia in termini cooperativi che operativi, sostenendo e promuovendo azioni per la sicurezza marittima e la difesa delle linee di comunicazione marittime e della libertà di navigazione, per la tutela degli interessi nazionali, per il concorso alla stabilità regionale e alla gestione delle crisi, nell’ambito di relazioni bilaterali, multilaterali e nel quadro di Alleanze adeguatamente strutturate.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Screenshot-2024-06-24-145634.png

In tale ambito è importante sottolineare che, coerentemente, l’Italia continua ad assumersi crescenti e importanti responsabilità internazionali per la tutela della libertà di navigazione e per la sicurezza degli approvvigionamenti energetici e delle linee di comunicazione telematica, mettendo in campo tutta la professionalità degli operatori del settore. Una professionalità riconosciuta in ambito internazionale, tant’è che l’Italia ha il comando in mare di tutte e tre le missioni navali europee prima citate. Un settore specifico, quello della sicurezza marittima, che dopo anni in cui l’Unione Europea non è stata in grado di esercitare una reale leadership nei vari teatri di crisi, ha permesso e permette all’Europa di avere un ruolo di alto profilo in ambito internazionale. L’operazione “Aspides”, infatti, mostra la volontà e la capacità di proteggere efficacemente gli interessi dell’Europa ed è un esempio della capacità dell’UE (e dell’Italia) di essere un fornitore di sicurezza marittima. Dimostra anche come sia possibile la realizzazione di una efficace Difesa Europea, a partire proprio dalle questioni marittime, elemento vitale per il progresso economico, geopolitico e sociale del vecchio continente. Una Difesa Europea che deve essere intesa come complementare alla struttura della NATO che è e rimane un pilastro fondamentale della Difesa Occidentale e la base delle relazioni transatlantiche.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Screenshot-2024-06-24-145704.png

In tale ambito il Mar Rosso, nonostante sia una regione strettamente sorvegliata da terra, dal mare, dai cieli e dallo spazio, rimane un’area tra le più instabili e vulnerabili al mondo, minacciata dai numerosi conflitti interni e dalle perduranti rivalità tra Stati, in continua competizione per un posto di rilievo sul palcoscenico internazionale. Un teatro la cui sicurezza e stabilità è cruciale per l’Italia e per l’Unione Europea. La volatilità del contesto geo-politico regionale, pesantemente condizionato dai conflitti dichiarati e latenti in Medio Oriente e dalle ripercussioni della guerra in Ucraina, ha un impatto effettivo e crescente sul nostro Paese e sulle economie mondiali, che giustifica ampiamente l’esigenza di lavorare per mettere in sicurezza le linee di comunicazione marittime, di approvvigionamento energetico e di collegamento telematico. Il Mar Rosso continua a ricordare al mondo che è un canale non antagonista né alternativo di collegamento e di scambio, ma che rimane un’arteria economica fondamentale per l’economia europea e per i fornitori dell’Estremo Oriente. Le nuove vie della seta, terrestri o marittime, attraverso l’Asia centrale o l’Iran, o le ipotizzate nuove vie lungo le rotte artiche non sono ancora in grado, né è prevedibile lo saranno per molti anni, di minacciare questo quasi monopolio delle linee di comunicazione marittima a livello mondiale.

Nella regione permane, tuttavia, una situazione molto complessa, esposta a strumentalizzazioni di vario tipo, che si pongono come obiettivo il raggiungimento di interessi esterni contrapposti ad altri, con i rischi di una generale ulteriore destabilizzazione di tutta l’area. L’esigenza di evitare ciò è evidente per i nostri compositi interessi su quel teatro e, in tal senso, sarebbe opportuna una seria e approfondita  riflessione politica in merito da parte dell’Unione Europea. L’Europa è, infatti, essenziale ai fini della sicurezza e del mantenimento della stabilità nella regione, sia attraverso un’autorevole presenza navale sia stabilendo una rete di rapporti basati su interessi e problemi condivisi, evitando di lasciare tutto il teatro nelle mani di attori neo-colonialisti. Il futuro ruolo strategico e geopolitico del Mar Rosso non potrà quindi non tener conto della legittimazione dei governi dei Paesi rivieraschi e della affidabilità dell’intreccio delle relazioni internazionali che questi sapranno tessere isolando, laddove possibile, gli elementi endogeni delle crisi e favorendo una visione d’insieme che permetta di assicurare condizioni sostenibili di stabilità nella regione.
Renato Scarfi

originariamente pubblicato su Geopolitica del Mar Rosso – Difesa Online
.

PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE
.

PARTE I PARTE II PARTE III
,
PARTE IV
.

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo
.

(Visited 227 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Share
Traduci l'articolo nella tua lingua