La vittoria dell’acciaio, e non solo: una sorta di conversione per le costruzioni militari statunitensi

Gian Carlo Poddighe

12 Febbraio 2024
tempo di lettura: 3 minuti

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livello elementare
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ARGOMENTO: MARINE MILITARI
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: STATI UNITI
parole chiave: nuove costruzioni, FREMM
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Il cantiere navale statunitense AUSTAL USA, situato in Alabama, sinora dedicato a costruzioni esclusivamente in alluminio, ha appena annunciato un’importante espansione del suo cantiere di Mobile per entrare nel più tradizionale settore delle costruzioni in acciaio.

Una notizia che di fatto stravolge gli orientamenti industriali del cantiere, quasi assurto a simbolo di multipli assistenzialismi in quanto cospicuo e sicuro bacino elettorale per i vari politici statunitensi, e noto tra l’altro per le controverse costruzioni delle unità LCS della classe Independence e dei trasporti veloci della classe Spearhead. La struttura impiantistica, che comprende nuovi scali coperti su una superficie di circa 18.000 metri quadrati a tre campate (circa la stessa area coperta del cantiere COSTCO, il maggiore del gruppo) entrerà nella fase di costruzione nei prossimi mesi, aggiungerei con la non certo casuale concomitanza della fase elettorale decisiva dell’attuale campagna. Il progetto da 250 milioni di dollari interessa nel complesso un’area di circa due ettari appena a sud del cantiere esistente, sul sito dismesso dell’ex Arsenale navale Alabama Shipyard. Nel comunicato AUSTAL USA ha affermato che il cantiere sarà dedicato alla costruzione dei pattugliatori di altura della classe Heritage della Guardia Costiera e delle unità di sorveglianza oceanica di nuova generazione T-AGOS-25. Attualmente la società sta costruendo i rimorchiatori di salvataggio di altura della classe Navajo (T-ATS) ed i nuovi mezzi da sbarco LCU-1700.

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Tutto il mondo è paese e politicamente non si può non osservare che l’operazione, se si può chiamare industriale, ricalca quella che portò alla disastrosa suddivisione del programma LCS in due classi diverse di unità navali, anche allora in coincidenza di una fase elettorale, con l’assegnazione della commessa dei monoscafi (in acciaio) al cantiere in concorrenza, ovvero il FINCANTIERI MARINETTE MARINE che è sito nel Wisconsin. A parità di attori, di fatto gli stessi nel tempo, l’annuncio di AUSTAL arriva mentre la marina statunitense sta valutando l’apertura di un secondo cantiere per il suo programma di fregate della classe Constellation (FFG-62), per acquisizioni ad un ritmo di produzione superiore a quello del cantiere capocommessa, FINCANTIERI MARINETTE MARINE; tra l’altro, molto chiaramente e induttivamente quanto poco elegantemente, nel rendering che accompagna il comunicato, è stata collocata una fregata Constellation in primo piano, al centro della nuova struttura arsenalizia. Forse lo possiamo vedere come un ritorno ad una maggiore logica ingegneristica con tecnologie e materiali più affidabili in campo navale, ovvero gli acciai, certamente una grande affermazione dei principi tecnico/operativi che da subito la Marina Militare Italiana aveva impostato.

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With the steel panel line in full production our expansion focus has shifted to the erection and launch facilities required to support our growing backlog,” ha commentato Michelle Kruger per il Presidente di Austal USA. “This new facility is continuing evidence of the close relationship we have with our local community including our community leaders; local, state and federal political leaders; and, regional organizations such as the Mobile Area Chamber of Commerce.” – notare nel rendering che accompagna il comunicato stampa di AUSTAL USA è stata collocata una fregata Constellation in primo piano e al centro della nuova struttura.

Va ricordato che questi erano stati da subito proposti alla US Navy che però a suo tempo aveva optato per le LCS; in estrema sintesi, certamente un successo per la cantieristica italiana ed in particolare di FINCANTIERI con le sue versioni delle FREMM. Senza parlare di vittorie, possiamo considerarlo certamente un riconoscimento alle proposte di collaborazione italiane che da subito furono avanzate sia dalla Marina che dalla cantieristica italiane per puntare decisamente su un tipo di unità polivalente, oceanica. Malgrado gli ormai evidenti errori, molti di origine politica e di lobbies, che hanno inciso sul programma LCS e, in particolare, sui materiali, il tempo, una volta tanto, non è passato invano e la correzione è stata ancora tempestiva e valida, quando persino i più accaniti avversari delle proposte di FINCANTIERI, si sono dovuti adeguare per le nuove unità della marina statunitense.

Giancarlo Poddighe

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