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Vintage video: Il mondo del silenzio di Jacques Cousteau

tempo di lettura: 2 minuti

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livello elementare
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ARGOMENTO: VIDEO
PERIODO: XX SECOLO
AREA: OCEANI
parole chiave: Cousteau

 

Jacques-Yves Cousteau, nel 1956, con l’aiuto di un giovane regista che sarebbe poi diventato altrettanto famoso, Louis Malle, girò il suo primo documentario subacqueo, chiamandolo con lo stesso titolo del suo primo libro pubblicato pochi anni prima. Il documentario ebbe un successo straordinario e si aggiudicò la Palma d’Oro al Festival di Cannes nel 1956 e l’Oscar come miglior documentario nel 1957. Di fatto fu uno dei primi filmati a mostrare a colori l’ambiente sottomarino, portandolo al pubblico che all’epoca, incominciava ad avvicinarsi al continente blu. Il documentario fu girato completamente dal team di subacquei della nave Calypso che nello stesso tempo di fatto sperimentarono un nuovo modo di immergersi negli abissi.

Il “mondo del silenzio“, visto con gli occhi di oggi, è assolutamente deprecabile dal punto di vista ambientale, mostrando delle azioni che oggi sarebbero ingiustificabili come le martellate dei sommozzatori sui coralli tropicali (a scopo di campionamento biologico) e l’uso di cariche esplosive sulle barriere coralline, metodi al tempo usati per catalogare la fauna e flora marina.

Forse ancora più evidente la mancanza assoluta di rispetto dei sommozzatori dell’equipe e dei membri dell’equipaggio verso le specie marine incontrate. Tra le tante, la mattanza inutile degli squali, richiamati dalla scia di sangue di un piccolo di capodoglio ferito gravemente dalla nave e per questo ucciso. Azioni che vanno viste con gli occhi dell’epoca. Dobbiamo considerare che il film fu girato di fatto nel lontano 1956 quando il concetto di salvaguardia dell’ambiente marino era ancora sconosciuto e il mare era solo un territorio da conquistare e sfruttare. Negli anni a seguire, il comandante Cousteau fece autocritica di quegli anni e divenne un veemente attivista della protezione del mare, impegnandosi in tutti i contesti per un futuro più consapevole e fondando importanti Fondazioni. Non ultimo  pubblicò la carta dei diritti delle generazioni future.

Il documentario va quindi  visto con gli occhi curiosi e ingenui degli spettatori di cinquantanni fa: l’approccio dei subacquei e la loro consapevolezza ambientale sono di fatto cambiati grazie ad Uomini come Cousteau. Anche  la tecnologia ha fatto progressi incredibili: la qualità video ed audio dell’epoca possono non soddisfare gli spettatori più attenti ma nel guardare questi video dobbiamo cercare di fare un passo indietro nel tempo e immedesimarsi nella vita di bordo di quegli uomini e pensare che senza il loro contributo molte delle attrezzature, oggi alla portata di tutti, non esisterebbero.

In sintesi, è quindi importante contestualizzare il documentario con le conoscenze educative del 1956 e soffermarsi a notare l’evoluzione che c’è stata da allora ad oggi, sia nella percezione del mondo subacqueo sia nella sua protezione e conservazione.

 

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