If you save the Ocean You save the Planet

Eventi

  • No events

OCEAN4FUTURE

La conoscenza ti rende libero

su Amazon puoi trovare molti libri sulla storia del mare (ma non solo) e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

i 100 libri da non perdere

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti. Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile e che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo a raccoglierle con la speranza che la classe politica al di là delle promesse comprenda realmente l'emergenza che viviamo, ed agisca,speriamo, con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

Strategia e guerra tecnologica: le minacce di Pechino contro Taiwan e la lotta per i semiconduttori

Reading Time: 7 minutes

.

livello elementare

.

ARGOMENTO: GEOPOLITICA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: OCEANO PACIFICO

parole chiave: Cina, Taipei

 

Sullo sfondo del confronto con l’Occidente si pongono le recenti e chiare parole pronunciate da Xi Jinping riguardo alla «soluzione» della questione di Taiwan/Taipei per ottenere «la totale riunificazione dell’isola alla madrepatria“.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è flotta-cinese-1024x576.jpg

Quale è il reale pericolo dovuto al rapido sviluppo della flotta cinese a sostegno della sua politica economica di predominio dei mari? La situazione si allarga, dal mar Cinese Meridionale alla vecchia disputa con Taipei – photo credit AOP

Recentemente, il primo ministro giapponese Yoshihide Suga ha lanciato un deciso avvertimento al Presidente della Repubblica Popolare cinese (RPC) Xi Jinping, il tutto nella semplice affermazione che «il Giappone prenderà in considerazione qualsiasi attacco alla Repubblica di Cina, meglio nota come Taiwan, come una minaccia esistenziale». Atteso questo, per comprendere gli equilibri nel Mare cinese, è necessario definire se sia imminente un attacco militare di Pechino alla «fastidiosamente democratica» Taipei e da cosa scaturisce il rinfocolarsi periodico del nazionalismo comunista cinese.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è xi-jiping-cina.png

Le minacce di Xi Jinping
Nel suo discorso del 1° luglio, per celebrare i cento anni dalla fondazione del Partito comunista cinese (PCC), parlando dalla Porta di Tiananmen, Xi, vestito tradizionalmente, a favore della propaganda interna come il presidente Mao, è stato intransigente e ha affermato che «il sangue e la carne di 1,4 miliardi di cittadini cinesi respingerebbe il tentativo dell’Occidente di “opprimerci o schiavizzarci” e che “teste insanguinate” sarebbero il risultato di qualsiasi interferenza negli affari cinesi». Egli ha inoltre affermato che la riunificazione di Taiwan con il continente è «un compito storico in cui il Partito comunista è fermamente impegnato ed è desiderio comune del popolo cinese risolvere la questione di Taiwan e ottenere la totale riunificazione della madrepatria». Poi, minacciosamente, è andato oltre: «Noi avremo un esercito di livello mondiale in modo da poter salvaguardare la sovranità dello Stato, la sicurezza e gli interessi di sviluppo con maggiori capacità e metodi più affidabili».

Un attacco possibile … seppure non nell’immediato
Attese le dichiarazioni «guerrafondaie», la minaccia posta dall’Esercito Popolare di Liberazione (PLA) a Taiwan si può considerare possibile ma non immediatamente probabile. Nonostante gli impressionanti progressi nella modernizzazione delle forze armate sino popolari, che inquadrano 2,7 milioni di uomini, un attacco congiunto di natura aerea marittima e anfibia oltreché terrestre, su tale scala, rappresenterebbe un rischio immenso per Pechino. Infatti, come contrappeso della sua eventuale offensiva, in primo luogo va considerato che le forze armate di Taiwan schierano circa 300.000 militari in servizio attivo, che possono contare sul rinforzo di più di un milione e mezzo di riservisti; in secondo luogo non va dimenticato che nell’area di Taiwan vi sono 30.000 membri della “difesa statunitense”, incluse delle forze operative. Infine, va considerato che la traversata più breve tra la Cina continentale e l’isola di Taiwan è lunga 110 chilometri, dunque la logica porta a considerare che Pechino potrebbe impiegare soltanto una parte delle sue forze in un assalto a Taiwan in quella che sarebbe un’area di combattimento fortemente complessa.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è liaoning_2016_cina-1024x683-1.jpg

portaerei cinese Liaoning.  Varata nel 1988 nei cantieri navali di Nikolayev con il nome Varyag, dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica fu trasferita incompleta all’Ucraina, che nel 1998 la vendette alla Repubblica Popolare Cinese. Il nome deriva dalla provincia cinese Liaoning, dove la nave fu completata nei cantieri navali di Dalian. da chinatimes.com

Guerra navale nel mar cinese meridionale
Per ridurre i rischi di un probabile attacco, Pechino ha militarizzato illegalmente una serie di barriere coralline e alcune isole attorno al perimetro del Mar Cinese Meridionale allo scopo di disporre di più basi di appoggio per le azioni antinave eventualmente tese a bloccare efficacemente la marina degli Stati Uniti d’America e quelle dei suoi alleati in caso di attacco a Taipei.

Per questo molte potenze occidentali conducono regolarmente nel bacino operazioni di «libera di navigazione», soprattutto, nel Canale di Taiwan, per dimostrare a Pechino che non ha titolo a qualsiasi controllo de facto del braccio di mare che viene, anche questo senza rispettare la legalità internazionale, reclamato come suo vitale spazio marittimo strategico.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è china-submarine-in-russian-artic-1024x683.jpg

Un sottomarino nucleare di tipo 094A Jin-class missile balistico sottomarino dell’Esercito Popolare Cinese di Liberazione (PLA) Navy è visto durante un display militare nel Mar Cinese Meridionale Aprile 12, 2018. La foto è stata scattata il 12 aprile 2018. Fonte Reuters/Stringer

Storicamente la Cina Popolare non ha mai condotto operazioni offensive paragonabili a quanto minacciato, ma solamente alcune grandi esercitazioni anfibie, quindi potrebbe pagare dazio in conseguenza della sua carenza di esperti militari in grado di condurre e pianificare operazioni del genere.

L’opzione sottile
Per la Cina e il Partito comunista intraprendere un’operazione cosi imponente senza alcuna esperienza pregressa costituirebbe un’enorme scommessa sul piano militare e un suo eventuale fallimento avrebbe conseguenze politiche e strategiche estremamente negative anche sul piano della propaganda interna. Pertanto, nonostante l’enfasi posta dalle minacce alla democrazia di Xi, è ipotizzabile che Pechino preferisca di gran lunga provare a influenzare gradualmente Taiwan dall’interno e creare le condizioni per un’eventuale e relativamente sua pacifica reintegrazione con la Cina continentale.

Tale disegno potrebbe prevedere la sovversione della classe politica di Taipei, rafforzata dall’implacabile opposizione a qualsiasi suo tentativo di raggiungere  sia la piena indipendenza sia il riconoscimento in ambito internazionale, e l’uso del PLA come strumento di pressione nell’azione di coercizione strategica. Numerosi analisti oggi ritengono che nonostante l’apparenza del potere totale detenuto dal PCC, ci sia la contingenza che il discorso di Xi abbia cercato di rafforzare l’idea del partito forte nella consapevolezza che lo stesso PCC rimanga eternamente convinto dell’esistenza di una minaccia da parte dei nemici del comunismo, sia all’interno sia all’esterno della RPC.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è china-cina-navy.jpg

I PCC e la visione del mondo sino-centrica
Sulla scia della pandemia da «Virus di Wuhan», anche le democrazie asiatiche e l’Occidente, la principale area di mercato e fonte dell’aumento di potere economico cinese, sono sempre più diffidenti nei confronti di Pechino. Piuttosto che muoversi per alleviare tali preoccupazioni, Xi ha perseguito la linea opposta, ponendo il suo paese su posizioni sempre più belligeranti e aggressive. Quanto sopra porta a interrogarsi sul fatto se la RPC costituisca una minaccia per la regione e per il mondo. È ovvio che alla base del potere di Xi ci sono le forze armate, che vengono conseguentemente equipaggiate e modernizzate di continuo. Ma, a questo punto le esigenze di bilanciamento strategico comportano enormi implicazioni di natura economica per gli Usa e per la NATO, aspetto che la maggior parte degli europei sembra incapace di comprendere. In effetti, il discorso di Xi in occasione del centenario del PCC è stato un chiaro indicatore della strada verso il potere auspicata dal PCC in una visione del mondo sino-centrica.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è NED-2225-China-s-carrier-killer-missiles-544x1024.jpg

TSMC e microchip
Conseguenza  di questo (e forse motivazione) potrebbe essere sia l’evidenza che le potenze occidentali sono quotidianamente sottoposte a livello industriale da attacchi informatici e spionaggio sia il motivo per cui Pechino trasgredisce regolarmente le regole sul furto di proprietà intellettuale. Tuttavia, ogni violazione di un trattato e ogni abuso di potere devono essere affrontati perché quando si ha a che fare con una Cina Popolare che si sposta costantemente dall’autoritarismo al totalitarismo, l’Occidente e i suoi leader devono essere rispettosi e pragmatici, ma anche lucidi e guardare ben oltre il denaro cinese. Tralasciando i diritti soppressi nel vitale polo finanziario di Hong Kong, soprattutto quando ci si riferisce a Taiwan, «punge vaghezza» che dietro l’azione di Pechino potrebbero celarsi motivazioni più concrete di quelle dichiarate, non solo storiche o di ego: a Taiwan, infatti, c’è la TSMC, il campione della produzione mondiale di microchip.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Made-in-China-Microchip-large.jpg

La spinta di Pechino verso la tecnologia avanzata
Da anni i cinesi tentano di creare a una propria industria tecnologica avanzata, in particolare nel settore dei microchip, in modo da slegarsi totalmente da Taipei e dall’Occidente. Per ora i tentativi di Pechino non sono del tutto riusciti (o meglio, i progressi ci sono stati, ma non come era stato previsto) e le tensioni geopolitiche tra RPC e Usa (che impediscono a molte realtà cinesi legate al settore militare di servirsi da TSMC), unitamente alle criticità create dal virus pandemico proveniente dal laboratorio di Wuhan, hanno reso chiaro a Pechino e al resto del mondo che chi controlla la produzione tecnologica si troverà in posizione di vantaggio industriale.

Il Presidente Xi, anche se vestito da “vecchio rivoluzionario”, ha ben presente che se si arriverà ad un punto in cui nell’economia del terzo millennio non si sarà più nelle condizioni di continuare a gestire le attività industriali a causa della mancata fornitura di componenti fondamentali come i semiconduttori, questo porterà a minacciare e, spero mai, di assumere posizioni estreme, non per ideologia e storia, bensì per la ricerca ossessiva della supremazia economica. 

Giuseppe Morabito

.

Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited   Scopri i vantaggi di Amazon Prime

 

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo
,

PAGINA PRINCIPALE
print
(Visited 137 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 42 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della traduzione

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro, e la pubblicazione per qualunque utilizzo degli articoli e delle immagini pubblicate è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore degli stessi che può essere contattato tramite la seguente email: infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettetemi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

4 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Filter by Categories
archeologia
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
astronomia e astrofisica
Biologia
biologia e ecologia marina
Cartografia e nautica
Chi siamo
Conoscere il mare
Didattica
Didattica a distanza
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
letteratura del mare
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
marine militari
Materiali
Medicina subacquea
meteorologia e climatologia
Meteorologia e stato del mare
nautica e navigazione
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Relitti Subacquei
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
scienze marine
Sicurezza marittima
storia
Storia della subacquea
storia della Terra
Storia Navale
subacquea
subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uncategorized
Uomini di mare
Video

I più letti di oggi

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

> Per contatti di collaborazione inviate la vostra richiesta a infoocean4future@gmail.com specificando la vostra area di interesse
Share
Translate »