La Turchia vara la prima fregata della classe Istanbul

tempo di lettura: 4 minuti

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livello elementare
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ARGOMENTO: MARINE MILITARI
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: MAR MEDITERRANEO

parole chiave: Marina turca, fregate, classe Istif, TCG Istanbul
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Negli ultimi tempi, Turchia e Grecia si sono avvicinate più volte ad uno scontro militare a causa di controversie politiche mai risolte. Nonostante siano passati oltre 60 anni in cui i due Paesi hanno servito e servono nella stessa Alleanza esistono tuttora delle frizioni legate all’uso della piattaforma continentale, dello spazio aereo, e in certi casi in merito alle acque territoriali. Non ultima la contesa, che indirettamente ha toccato anche gli interessi  italiani,  sulle rispettive pretese nelle “dichiarate unilateralmente” zone economiche esclusive (Z.E.E.) intorno all’isola di Cipro.

Rinviando ad un futuro articolo i problemi politici e di diritto internazionale, affronteremo oggi lo sviluppo nell’ambito della Marina Turca di modernissime unità, che si inseriscono nell’ambizioso programma di Ankara di creare una marina moderna e decisamente di grandi capacità.

Il controllo delle rotte marittime
Le unità navali più adatte per compiti di interdizione e difesa tridimensionale sono le fregate, che consentono di svolgere azioni rapide e incisive nei teatri marittimi senza necessitare grandi capacità offensive. Non a caso in tutte le Marine stanno entrando in servizio nuove classi, sempre più performanti.

Il 23 gennaio 2021 la marina turca ha varato una nuova fregata, il TCG Istanbul, appartenente alla nuova classe Istif che rimpiazzerà le quattro unità classe Meko 200, ormai al termine della loro vita operativa.

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TCG Burgazada (F-513) – Autore foto del Mass Communication Specialist 3rd Class Louis Staats File:TCG Burgazada (F-513).jpg – Wikimedia Commons

Ankara sta portando avanti un ambizioso programma (MILGEM) che prevede la produzione di quattro corvette classe Ada e quattro fregate interamente costruite in Turchia. MILGEM risale all’inizio degli anni 2000 con lo scopo di realizzare unità navali per sostenere la sua politica estera più assertiva nel Mediterraneo orientale. Il programma è stato realizzato con il contributo di molte aziende nazionali, tra cui Aselsan, Roketsan e Havelsan, ed è sotto la responsabilità di STM con la partecipazione di molte società dei cantieri navali di Istanbul in coordinamento con il Comando delle forze navali turche.

La fregata Istanbul è stata costruita nell’ambito di un contratto firmato nel 2019, assegnato dall’Agenzia governativa per gli appalti a STM, una società dell’industria difesa controllata dal Governo. La fregata sarà utilizzata in compiti di difesa aerea avanzata, di pattugliamento e di sicurezza marittima. Si prevede che il TCG Istanbul F 515 sarà consegnato alla Marina Militare turca nel settembre 2023.

Sistemi di armamento
Le fregate della classe Istif saranno dotate di sistemi d’arma allo stato dell’arte con un cannone super rapido da 76 mm, due torrette CIWS (close-in weapon system) Gokdeniz prodotto da Aselsan, un sistema di lancio verticale MDAS a 16 celle per un totale di 64 missili terra-aria, due contenitori di lancio SSM per l’Atmaca/Harpoon, e due lanciatori binati per siluri da 324 mm, ed un missile cruise anti-nave a lungo raggio, sviluppato dal produttore di missili turco Roketsan. L’Atmaca, di progettazione e costruzione interamente nazionale, sostituirà gradualmente i missili Harpoon statunitensi. Inoltre, sarà dotato di un sistema di contromisure siluro HIZIR.

Una fregata di tutto rispetto che ha avuto nel tempo visibili modifiche. Innanzitutto la forma del ponte, dell’albero e la presenza di nuove aperture lungo lo scafo che indicano la possibilità di portelli apribili sul ponte di coperta verso poppa. Sulle corvette classe Ada quell’area viene utilizzata per il rifornimento ed è lecito ritenere che potrebbe avere lo stesso scopo.

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Anche la posizione delle antenne SATCOM sembra essere cambiata. Nei disegni del IDEF 2015 si trovavano verso la fine dell’albero mentre all’IDEF del 2017 apparivano spostati a proravia, anche se di pochi metri. Inoltre, appare cambiato il sistema di rilevamento elettro-ottico. Nel 2015 era tondo ed a forma sferica, come l’ASELFLIR 300D ma nell’ultima versione ha una forma rettangolare, cosa che fa pensare possa ospitare il sistema Denizgözü-AHTAPOT, sviluppato specificatamente per le piattaforme navali per le esigenze del Sistema Electro-Optical Diffuser (EOD) in sostituzione del sistema ASELFLIR-2018D, utilizzato sulle corvette classe Ada e sulle motovedette di classe Tuzla.

Secondo un’agenzia di stampa, le specifiche della classe Istif sono:

Dimensioni Lunghezza: 113,2 metri;
Larghezza: 14,4 metri;
Pescaggio: 4,05 metri
Dislocamento 3.000 tonnellate
Velocità velocità massima maggiore di 29 nodi
velocità economica 14 nodi
Autonomia alla velocità economica 5700 miglia nautiche
Propulsione principale CODAG, due motori diesel MTU 20V 4000 M93L (azionanti due alberi) ed una turbina a gas LM2500 (in configurazione CODAG)
Produzione di energia quattro generatori diesel
Componente volo due elicotteri S70 Seahawk (uno nell’hangar e uno sulla piattaforma)
dotazione  due gommoni a scafo rigido
Endurance minimo 15 giorni di autonomia operativa in mare senza rifornimenti
Armamento 1 x Mk-41 Vertical Launching System (VLS)
per
RIM-66 Standard Missile SM-2MR
RIM-162 Evolved Sea Sparrow Missile (ESSM)
RUM-139 VL-ASROC anti-submarine rocket

1 x Oto-Melara 76/62 SR (76 mm/62-caliber) Super Rapid Gun
2 x Aselsan STOP 25mm remote controlled, stabilized machine gun systems
con guida Laser / IR / TV / EO
8-16 x Rocketsan ATMACA SSM 
1 x Mk-49 missile launching system per 21 x RIM-116 Rolling Airframe Missiles (RAM)
2 x Mk-32 (12.75″/324mm) twin torpedo tubes
per 4 Mk-46 torpedos
Radar un radar di ricerca 3D (probabilmente lo Smart-S Mk2), due radar di controllo del tiro AKR-D, ed un radar di navigazione LPI 

In sintesi, una nave interessante che si colloca a pieno titolo tra le unità più moderne dell’Alleanza. 

 

in anteprima: con l’ingresso in servizio della nuova classe di unità Istanbul la Marina turca salpa verso il futuro confermando la politica blu che da anni sta perseguendo

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