Si fa presto a dire coralli

Redazione OCEAN4FUTURE

1 Novembre 2015
tempo di lettura: 4 minuti

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livello elementare
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ARGOMENTO: BIOLOGIA MARINA
PERIODO: NA

AREA: NA
parole chiave: Coralli, ecologia

 

Quando parliamo di coralli, la maggior parte di noi pensa immediatamente a mari lontani caratterizzati da barriere coralline frequentate da pesci di mille colori. In realtà i coralli, più propriamente chiamati Antozoi (fiori animali), sono animali cosmopoliti, che vivono in tutti i mari del mondo, sia nelle acque superficiali che in quelle profonde, dalle calde acque tropicali fino alle fredde acque delle alte latitudini che ospitano scogliere coralline e piattaforme carbonatiche chiamate barriere coralline di acque profonde. Ci arriveremo.

Quasi tutti i coralli sono organismi coloniali. Ciò significa che sono composti da centinaia a centinaia di migliaia di singoli animali che sono chiamati polipi. Ogni polipo ha uno stomaco che si apre solo ad un’estremità, chiamata bocca. Essa è circondata da un cerchio di tentacoli usati per catturare piccoli animali ma anche per rimuovere i detriti. Infatti il suo nutrimento entra nello stomaco attraverso la bocca e, dopo essere stato consumato, i prodotti di scarto vengono espulsi attraverso la stessa apertura.

Per catturare il loro cibo, i coralli usano delle cellule urticanti chiamate nematocisti che si trovano nei tentacoli del polipo corallino e nei tessuti esterni. Per darvi un’idea, se sfortunatamente siete stati urtati da una medusa (come vedremo un parente molto stretto dei coralli) in realtà avete avuto un contatto proprio con i suoi nematocisti.

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sezione di un polipo di un corallo (Image: NOAA Ocean Service)

Le nematocisti sono un’arma potente, in grado di iniettare tossine, spesso letali, essenziali per catturare le prede. La dimensione delle prede di un corallo varia da animali quasi microscopici, zooplancton, a piccoli pesci, ovviamente commisurate alle dimensioni dei polipi del corallo. Oltre a catturare lo zooplancton e animali di dimensioni maggiori con i loro tentacoli, molti coralli raccolgono anche minuscole particelle organiche in film mucosi, che poi attirano nelle loro bocche.

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zooxantellae sui polipi dei coralli – Credit: © osf.co.uk. Source

La maggior parte dei coralli che formano la barriera corallina contiene alghe fotosintetiche, chiamate zooxantelle, che vivono nei loro tessuti. I coralli e le alghe hanno una relazione simbiotica. In pratica, i coralli forniscono alle alghe un ambiente protetto, al riparo dai loro predatori, ed i composti di cui hanno bisogno per la fotosintesi, mentre le alghe producono ossigeno ed aiutano il corallo a rimuovere i rifiuti. Ancora più importante, le zooxantelle forniscono al corallo glucosio, glicerolo e aminoacidi, che sono prodotti dalla fotosintesi.

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I polipi di corallo formano un substrato vivente su uno scheletro di carbonato di calcio. Photo: G.P. Schmahl/FGBNMS dal sito Coral Basics | Flower Garden Banks National Marine Sanctuary (noaa.gov)

Questi  prodotti sono usati dai coralli per produrre proteine, grassi e carboidrati e produrre carbonato di calcio. La relazione tra le alghe e i polipi dei coralli facilita il riciclo dei nutrienti nelle acque tropicali povere di nutrienti. Infatti, fino al 90% del materiale organico prodotto foto sinteticamente dalle zooxantelle viene trasferito al tessuto corallino ospite. In altre parole grazie a questo rapporto mutualistico si innesca il processo di crescita delle barriere coralline. Oltre a fornire ai coralli i nutrienti essenziali per il loro sviluppo, le zooxantelle hanno anche una funzione, per così dire, estetica, essendo responsabili dei fantastici colori di molti coralli duri. Il colore è anche sintomo di salute della colonia, tano che quando un fattore disturbane interviene i polipi espellono le loro cellule algali e la colonia assume un aspetto completamente bianco. Questo è comunemente descritto come “sbiancamento dei coralli“, un fattore che se è persistente può provocare la morte della colonia.

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L’espulsione di zooxantelle dal corallo ne causa lo sbiancamento e la morte Foto: The Ocean Agency / XL Catlin Seaview Survey / Richard Vevers

A causa del loro rapporto intimo con le zooxantelle, i coralli che formano la barriera corallina rispondono all’ambiente come delle piante, per cui necessitano di acqua limpida in modo che la luce solare possa raggiungere le loro cellule algali per la fotosintesi. Per questo motivo i coralli prosperano generalmente solo in acque con piccole quantità di materiale in sospensione. Se ci pensate, si tratta di un paradosso interessante: le barriere coralline richiedono acqua limpida e povera di nutrienti, e in queste condizioni diventano tra gli ambienti marini più produttivi e diversificati. In caso di maggiori nutrimenti, soffrono e possono morire.

Ma come si formano le barriere coralline? Ne parleremo in un prossimo articolo.

in anteprima foto di eunicella – credit andrea mucedola 

 

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