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  Address: OCEAN4FUTURE

Prime aree marine protette a Malta per la conservazione degli uccelli marini

Reading Time: 5 minutes

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livello elementare
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ARGOMENTO: ECOLOGIA
PERIODO: XXI
AREA: MALTA
parole chiave: aree marine protette

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Tre specie di uccelli marini, quattro anni di ricerca, otto nuove aree marine protette. Parliamo di Malta, piccola isola del Mediterraneo, che ha il privilegio di ospitare sulle sue spettacolari coste rocciose alcune tra le più importanti colonie di uccelli marini del Mediterraneo: la Berta maggiore mediterranea (Calonectris diomedea diomedea), la Berta minore (Puffinus yelkouan) e l’Uccello delle tempeste europeo (Hydrobates pelagicus melitensis). Per la loro salvaguardia, BirdLife Malta insieme ad alcuni partner (il Ministero per lo Sviluppo sostenibile, Ambiente e Cambiamento ambientale maltese, la Royal Society for the Protection of birds e la Sociedade Portuguesa para o estudio das Aves), ha realizzato il Life+ Seabird project, un progetto di ricerca europeo che, attraverso l’uso di una rigorosa metodologia scientifica e tecnologie innovative, ha portato all’identificazione di otto siti marini importanti per gli uccelli (Marine Important Bird Areas) riconosciuti a livello internazionale e designati dal Governo maltese a Luglio del 2015 come Zone marine di Protezione Speciale (Marine Special Protected Areas), in recepimento della Direttiva Uccelli (79/409CEE), rete Natura 2000.

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La berta maggiore, Calonectris diomedea, è un uccello pescatore che può arrivare fino a 20 m sott’acqua. Caratteristico è il suo canto che somiglia ad una voce umana, come di bambino, più acuta nel maschio e più grave nella femmina. Questa caratteristica alimentò la leggenda del mito delle sirene che, secondo la mitologia erano metà donna e metà uccello marino. photo by Maria De Filippo

Il risultato sorprendente del progetto di ricerca è che quasi un terzo delle acque maltesi sono state definite cruciali per la vita ed i cicli annuali delle tre specie di Procellariformi nidificanti a Malta, le cui caratteristiche biologiche li rendono particolarmente vulnerabili e con uno sfavorevole status di conservazione globale. L’arcipelago maltese è la “casa” del 10% della popolazione mondiale di Berta minore, del 3% di quella della Berta maggiore e ben del 50% degli Uccelli delle tempeste europei.

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La berta minore mediterranea (Puffinus yelkouan Acerbi, 1827) è un uccello marino della famiglia Procellariidae che nidifica solo in Mediterraneo e migra verso il Mar Nero. In Italia nidifica sulle coste delle isole ed in particolare le coste sarde nord-orientali, dove le isole di Tavolara e Molara, all’interno dell’Area Marina Protetta di Tavolara ospitano la più grande colonia di Berta minore del Mediterraneo, formata da oltre 10 mila coppie. Altre grandi colonie, in Italia, si trovano a Montecristo, Capraia e Lampedusa. Grandi stormi si possono talvolta osservare in pesca davanti alla foce dei fiumi della Sardegna e della Toscana. In passato ritenuta una sottospecie della berta minore atlantica (Puffinus puffinus) oggi è invece riconosciuta come specie endemica del Mediterraneo centro-orientale. – photo by Maria De Filippo

Proprio come i cugini “albatros”, questi uccelli sono strettamente pelagici, cioè trascorrono la maggior parte della loro vita in alto mare e tornano sulla terra ferma soltanto durante il periodo riproduttivo, dove nidificano in grotte e cavità rocciose, e dove i partner si alternano nella cova e nell’allevamento dei pulcini, ritornando al nido soltanto di notte, dopo lunghi viaggi di foraggiamento in mare aperto. Caratteristici delle Berte sono gli inconfondibili vocalismi di ritorno al nido, struggenti come lamenti, tanto che un tempo venivano associati al canto delle sirene!

Il Life+ Seabird project è nato dalla necessità di conoscere e proteggere le aree chiave di riposo ed alimentazione utilizzate da questi Procellariformi che dalle alte falesie maltesi si spingono in alto mare alla ricerca di cibo e dove vanno incontro a numerosissime minacce: il rischio di essere catturati nelle reti e nelle lenze dei pescatori, di essere sparati dai  bracconieri, di essere disturbati dal traffico marittimo intenso, di rimanere impigliati nel marine litter, di venire disorientati dall’illuminazione artificiale lungo coste eccessivamente edificate.

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L’uccello delle tempeste europeo (Hydrobates pelagicus Linnaeus, 1758) è il più piccolo uccello marino europeo (15 cm di lunghezza) della famiglia degli Hydrobatida . photo by Ben Metzger

Prima che questo progetto iniziasse, le loro rotte, le destinazioni ed il comportamento a mare erano largamente sconosciuti, per cui la loro protezione non poteva essere garantita. L’identificazione dei siti marini più importanti per questi uccelli ed il rigore scientifico utilizzato sono stati gli obiettivi principali del Life+ Seabird project, che costituisce lo strumento tecnico per le successive azioni di tutela. Tra i metodi utilizzati vi è stata l’applicazione di strumentazioni innovative come GPS (Global Posytion System), Geolocator e radiotrasmettitori per il tracciamento in mare delle Berte maggiori,  Berte minori e Uccelli delle tempeste, sia durante i viaggi di foraggiamento estivi che migratori quando lasciano le colonie per dirigersi verso i cosiddetti luoghi di “svernamento”. I dati ottenuti hanno permesso di scoprire come i movimenti estivi di questi uccelli alla ricerca di cibo prima del ritorno al nido, coprano un ampio raggio che va da aree produttive vicino alle coste maltesi fino a centinaia di miglia da esse, lungo le coste siciliane, libiche e tunisine per trasvolate che durano anche 20 giorni.

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L’uccello delle tempeste è visibile in Europa, Asia, ed Africa, nei pressi delle coste e sulle isole rocciose, dove nidifica. Vive e si nutre in mare aperto. In tutto il Mediterraneo è presente solo la sottospecie melitensis, di dimensioni leggermente maggiori di quella atlantica. Negli ultimi anni è arrivata nel golfo di Napoli dove è presente in maniera massiccia – photo by Ben Metzger

Un altro metodo di studio impiegato è stato la realizzazione di conteggi da imbarcazione secondo un protocollo standardizzato a livello europeo; questo ha permesso, dopo 224 giorni di spedizione entro le 25 miglia nautiche di pertinenza delle acque territoriali maltesi, di creare mappe di densità, di conoscerne il comportamento, i tipi le aggregazioni in mare, le aree di riposo e quelle di alimentazione, le associazioni con cetacei,  tartarughe marine, squali ed altri organismi.

Ma qual è il canto della Berta maggiore?
La berta maggiore, Calonectris diomedea, è un uccello pescatore che può arrivare fino a 20 m sott’acqua. Caratteristico è il suo canto che somiglia ad una voce umana, come di un bambino, più acuta nel maschio e più grave nella femmina. Questa caratteristica alimentò la leggenda del mito delle sirene che, secondo la mitologia erano metà donna e metà uccello marino.

Purtroppo, le popolazioni di uccelli marini sono in declino in tutto il mondo e molte di esse sono pericolosamente vicine all’estinzione. 

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Colonia di berta maggiore (Calonectris diomedea, Scopoli, 1769). foto Aron Tanti

Gli sforzi locali per la loro conservazione assumono quindi grande importanza per salvaguardarne la biodiversità globale. Adesso sarà compito del Governo maltese assicurare che questi fragili ed elusivi uccelli pelagici abbiano la giusta tutela.

Maria De Filippo 
 

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

 

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2 commenti

  1. fabio fabio
    01/11/2016    

    buongiorno,
    iniziativa interessante, ma, mi lascia perplesso la mancanza di conoscenza che tra le più grandi colonie nel mediterraneo c’è anche LINOSA

    • admin admin
      01/11/2016    

      L’autrice, Maria De Filippo le potra’ fornire maggiori informazioni

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