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Effettuato il primo studio sulla presenza di tursiopi comuni nel mar ionio calabrese orientale

tempo di lettura: 6 minuti

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livello elementare
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ARGOMENTO: ECOLOGIA MARINA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: MAR MEDITERRANEO
parole chiave: Tursiopi, citizen science
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È stata recentemente pubblicata la prima ricerca scientifica sulla presenza dei tursiopi nel Mar Ionio orientale. Lo studio First scientific research on common bottlenose dolphins in the Calabrian (Italy) Ionian Sea di Maria Assunta Menniti, Adriana Vella e Jessica Alessi, affronta il comportamento di questi cetacei, protetti dalla direttiva europea Habitat e da varie altre convenzioni (Berna, Barcellona, Bonn) nonché accordi come l’ACCOBAMS, in un tratto dello Ionio meridionale compreso tra Brancaleone e Botricello, offrendo informazioni utili sulla presenza e la distribuzione delle specie di cetacei in quella regione marina.

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I ricercatori hanno operato su tre campi: la ricerca scientifica effettuata dai ricercatori sul campo, la citizen science e la rimozione dei rifiuti marini nei Fondali di Stalettì al fine di ridurre l’impatto negativo che questi potrebbero avere sulla salute dei tursiopi, in particolare sui pericoli causati dalle reti fantasma da pesca abbandonate e dall’ingestione di rifiuti plastici.

I tursiopi (Tursiops truncatus) soffrono di molteplici “pressioni antropogeniche” a causa della loro preferenza di habitat nelle acque costiere e sono una componente essenziale della biodiversità nel Mar Mediterraneo e negli oceani per cui la loro presenza è fondamentale per mantenere l’equilibrio degli ecosistemi marini. Potremmo definirli all’apice della catena alimentare come predatori, veri e propri bio indicatori dello stato di salute dell’ambiente marino. Il tursiope Tursiops truncatus (Montagu, 1821) è una delle specie di cetacei più studiate ed è stata segnalata in tutti i mari e oceani temperati e tropicali.

Il tursiope comune è una specie protetta ai sensi della Direttiva Habitat (92/43/CEE) e la popolazione mediterranea è inclusa nella lista rossa IUCN come specie “vulnerabile” per cui è fondamentale identificare quei provvedimenti che favoriscano la conservazione e la protezione non solo della specie, ma anche dell’habitat in cui vive. Sebbene tutta l’area mediterranea sia caratterizzata da insulti ecologici e biologici legati ai crescenti impatti antropici, l’area calabrese del Mar Ionio presenta il deterioramento e la frammentazione dei suoi habitat con inquinamenti chimici e la ricorrenza per i cetacei ed altre specie protette di catture accidentali.
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Va da sé che studiare questo dominio marittimo è molto importante per l’istituzione di aree marine protette e per raggiungere il Buono Stato Ecologico degli ecosistemi marini dell’UE anche secondo la Direttiva Quadro sulla Strategia Marina.
Nel caso dei cetacei è quindi fondamentale disporre di dati sulla loro abbondanza e distribuzione dei cetacei.
A tal fine, il Centro Studi e Ricerca Ambiente Marino CESRAM ha avviato un progetto inserito nel programma operativo regionale 2014-2020, 6.5.a.1-sub-azione 2 “Conservazione, ripristino e protezione degli habitat e delle specie della rete Natura 2000”, finanziato dall’EU FESR-FSE per la Regione Calabria, per lo studio di Tursiops truncatus nel tratto del Mar Ionio compreso tra Brancaleone e Botricello al fine di sviluppare programmi di conservazione dei cetacei nel Mediterraneo al fine di informare e sensibilizzare le autorità locali.

La ricerca, oggetto dello studio citato, è stata effettuata nel tratto del Mar Ionio calabro compreso tra Brancaleone e Botricello, particolarmente necessaria a causa delle limitate conoscenze sulla presenza e la distribuzione locale delle specie di cetacei.

Sono stati effettuati 34 rilievi, nella maggior parte durante l’estate (16 rilievi da giugno ad agosto) e in primavera (9 rilievi da marzo a maggio) a causa delle condizioni meteorologiche richieste per la ricerca. Il resto è stato effettuato in autunno (8 sondaggi da settembre a novembre) e inverno (1 sondaggio da dicembre a febbraio). L’area di studio è caratterizzata da un’analisi batimetrica profonda, relativamente vicino alla riva, con la presenza di canyon e spaccature profonde. I rilievi sono stati condotti utilizzando un progetto di campionamento a transetto, a seguito di una batimetria di circa 100-200 m all’interno di un’area di studio geograficamente ben definita indicata.
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I rilievi sono stati condotti da un’imbarcazione di 8 m e sono stati effettuati in condizioni meteo marine ottimali (Beaufort ≤ 1 fino a 2) ed una buona visibilità (≥2 km). Durante ogni avvistamento, la dimensione del gruppo è stata stimata mediante conteggi visivi corretta a posteriori con le analisi di foto-identificazione. I gruppi di delfini osservati in apparente associazione erano costituiti da membri che di solito rimanevano a circa 100 m l’uno dall’altro. Durante le indagini sono state registrate altre informazioni ecologiche, la presenza di altre specie protette, le attività di pesca e la presenza di rifiuti marini.

Il progetto ha usufruito, nell’ambito della citizen science, della raccolta di informazioni da parte di turisti e naviganti sugli avvistamenti in mare aperto. Per formare questi collaboratori è stato organizzato un workshop in cui sono state fornite informazioni generali sui cetacei e i segni identificativi per distinguere le diverse specie, fornendo quindi schede di identificazione dei cetacei del Mediterraneo e un modulo da compilare e inviare all’indirizzo di posta elettronica in caso di avvistamento con foto e video.

Nell’ambito delle 34 missioni sono stati seguiti tracciati in mare per un totale di 3.825 km di sforzo di rilevamento del transetto per i cetacei, concentrando l’intervallo di profondità in aree con profondità tra 100 e 150 m nell’area compresa tra Soverato e Marina di Gioiosa Ionica. Il monitoraggio ha portato a 26 avvistamenti delle seguenti specie: 17 avvistamenti di tursiopi, sette di stenelle striate, di cui uno in gruppo misto con delfini comuni dal becco corto, e un avvistamento di delfini di Risso. Il rapporto di incontri dei tursiopi è risultato direttamente proporzionale alla distanza dalla costa, registrando il valore più alto a distanze superiori a 7,5 km, in un intervallo di profondità compreso tra 51 e 100 m. Da notare che durante 13 dei 17 avvistamenti di tursiopi è stato registrato un comportamento di branco. Nello studio citato sono riportati nei dettagli le tipologie e le aree di scoperta.

In estrema sintesi, lo studio riporta i risultati della prima ricerca scientifica sul campo per la conservazione del tursiope comune nel Mar Ionio meridionale calabrese, condotta in una vasta area di studio durante le diverse stagioni e fornisce elementi utili per comprenderne il comportamento in questa regione calabrese del Mar Ionio meridionale che è risultato essere molto simile a quello di questi cetacei nell’area marina protetta di Portofino che presenta un habitat molto simile. La comprensione dell’impatto antropico a fronte del comportamento sociale dei tursiopi può certamente fornire le conoscenze necessarie per l’istituzione di nuove aree marine protette (AMP) e per il monitoraggio e migliore conservazione dei mammiferi marini.

 

immagini dallo studio citato 

 

Note
1. ACCOBAMS è un accordo, creato sotto gli auspici della Convenzione di Bonn (UNEP/CMS), sulla conservazione dei cetacei del Mar Nero, del Mar Mediterraneo e dell’area atlantica contigua (ACCOBAMS) basato sulla cooperazione internazionale. Si tratta del primo Accordo sulla conservazione dei cetacei che vincola i Paesi di queste subregioni, consentendo loro di lavorare insieme su una questione di interesse generale.

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La zona dell’accordo comprende tutte le acque marittime del Mar Nero, del Mediterraneo e della contigua area atlantica a ovest dello Stretto di Gibilterra. L’Area comprende il Santuario Pelagos dedicato ai mammiferi marini del Mediterraneo nord-occidentale e istituito da Francia, Italia e Monaco. L’estensione dell’ambito geografico dell’area ACCOBAMS alle zone economiche esclusive di Spagna e Portogallo è stata adottata nel 2010. Il Segretariato Generale di ACCOBAMS è ospitato nel Principato di Monaco ed è il risultato della consultazione tra i Segretariati di quattro Convenzioni:
– Convenzione di Barcellona per la protezione dell’ambiente marino e della regione costiera del Mediterraneo e relativo protocollo relativo alle aree particolarmente protette e alla diversità biologica nel Mediterraneo;
– Convenzione di Bonn sulla conservazione delle specie migratrici degli animali selvatici;
– Convenzione di Berna sulla conservazione della fauna selvatica e degli habitat naturali europei;
– Convenzione di Bucarest sulla protezione del Mar Nero dall’inquinamento. ACCOBAMS fu firmato il 24 novembre 1996 ed è entrò in vigore il 1° giugno 2001. Il Segretariato Permanente è ospitato dal Principato di Monaco attraverso un Accordo di Sede.

 

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