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Cosa succede alla flotta russa del Mar Nero?

tempo di lettura: 6 minuti

 

livello elementare

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ARGOMENTO: GEOPOLITICA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: MAR NERO
parole chiave: Flotta russa

 

La guerra in Ucraina continua tra tanti morti in una sorta di stallo militare dove le parti si colpiscono a distanza senza un evidente vantaggio. Negli ultimi tempi la controffensiva russa sembra aver preso il sopravvento contro le forze ucraine che con fatica resistono in un mare di fango e di ghiaccio ma il generale inverno continua a dominare in una situazione irreale tra combattimenti a distanza con lanci reciproci di droni e missili che spesso colpiscono la popolazione inerme.

Un’area strategica per l’attuazione del piano russo è il mantenimento del controllo della penisola della Crimea. Di fatto quella terra contesa si colloca tra il Don Bass e l’Ucraina libera, restando una spina nel fianco per Kiev a causa delle forze russe che vi sono dislocate che hanno così modo di sfruttare i porti ed il territorio per lanciare attacchi continui contro l’avversario. Secondo Serhiy Kuzan, co-fondatore del think tank del Centro ucraino per la sicurezza e la cooperazione, la Russia rifornisce le sue truppe dislocate nella penisola in quattro modi:

con aerei cargo dalla Russia;

attraverso il corridoio terrestre che la Russia ha creato a seguito dell’invasione dell’Ucraina;

attraverso il ponte Kerch, che collega la Russia alla Crimea, che ricorderete è stato oggetto di numerosi attacchi da parte dei droni navali di superficie ucraini;

per mare attraverso il Mar Nero ed il Mar d’Azov.

Viene da se che gli ultimi due modi necessitano del dominio marittimo da parte della marina russa per poter essere impiegati a pieno per i loro scopi.  Nei giorni scorsi i media internazionali hanno distribuito le immagini dell’ultima nave russa, ovviamente dal punto di vista temporale, colpita da un attacco missilistico nell’ambito della strategia ucraina di indebolimento delle vie di rifornimento nemiche.

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nave logistica classe Ropucha BDK-46 “Novocherkassk” in porto a Sebastopoli, Crimea, maggio 2015 Fonte https://web.archive.org/web/20161031233606/http://www.panoramio.com/photo/125263202 – Autore Vadim Indeikin Cирийский экспресс 142. БДК-46 «Новочеркасск». Севастополь. Крым. Россия. Май 2015 – panoramio.jpg – Wikimedia Commons

Si tratta della nave da sbarco Novocherkassk, un’unità appartenente alla flotta russa del mar Nero, secondo fonti ucraine, ormai ridotta del 20%. Un dato importante se si considera che la marina di Kiev era stata resa non più utilizzabile dagli attacchi russi già nei primi giorni di guerra, per cui ciò si è ottenuto utilizzando missili a lungo raggio di produzione propria o occidentali e droni navali di diverse tipologie che hanno inferito duri colpi alla Chernomorskiy flot. Una tattica che sembra aver costretto le unità russe a rifugiarsi in porti sicuri, di fatto diminuendo la loro capacità offensiva e logistica di supporto alle forze terrestri inn questa fase delicata del conflitto. Un’altra conseguenza in campo marittimo è stata la ripresa da parte delle navi mercantili ucraine e internazionali delle attività commerciali, in particolare per il trasporto strategico del grano. Come si è arrivati a questa situazione? Di seguito una breve cronologia dei principali eventi marittimi di questo conflitto.

Cronologia degli eventi principali

13 aprile 2022 L’incrociatore classe SLAVA Moskva, l’ammiraglia della flotta del Mar Nero e la nave da guerra più potente della zona, viene colpito da due missili antinave ucraini Neptune. Affonderà il giorno dopo.
maggio 2022 droni ucraini TB2 colpiscono due navi d’assalto Raptor e affondano un mezzo da sbarco ormeggiato al molo
17 giugno 2022 la nave russa Vasiliy Bekh, con sistema missilistico di difesa aerea SA-15 GAUNTLET (Tor), viene affondata da missili Harpoon e Neptune
20 giugno 2022 l’Ucraina attacca le piattaforme di gas controllate dalla Russia nel mezzo del Mar Nero con missili Harpoon e Neptune
luglio 2022 Avviene un cambiamento significativo nella strategia navale russa. Sotto la minaccia dei missili Harpoon e Neptune, le navi russe si ritirano in gran parte dal lato occidentale del Mar Nero settentrionale
31 luglio 2022 un drone ucraino attacca il quartier generale della marina russa a Sebastopoli
20 agosto 2022 nuovo attacco contro Sebastopoli
24 agosto 2022 l’incrociatore classe SLAVA Maresciallo Ustinov lascia il Mediterraneo per tornare nella Flotta del Nord
settembre 2022 il sottomarino nucleare russo, probabilmente Severodvinsk, viene segnalato nel Mediterraneo
8 settembre 2022 dragamine di classe Musca della Marina rumena, Dimitrie Nicolescu viene danneggiato da una mina alla deriva al largo della costa rumena. Le forze rumene neutralizzano diverse mine che si ritiene si siano liberate dai loro ormeggi più a nord
29 ottobre 2022 attacco combinato di droni marittimi ucraini (USV) e UAV a Sebastopoli. Diversi USV penetrano nel porto e due navi da guerra, il dragamine Ivan Golubets e la fregata Admiral Makarov, vengono colpite. Nessuna delle due navi viene affondata. Dopo l’attacco la Russia ritira la flotta nelle basi più interne e potenzia le sue difese costiere
18 novembre 2022 un USV ucraino attacca Novorossijsk
11 gennaio 2023 navi da guerra e sottomarini russi con sede a Novorossijsk vengono temporaneamente evacuati
24 maggio 2023 la nave dei servizi segreti russi Ivan Khurs viene attaccata in navigazione da tre droni navali ucraini ma l’attacco non ha successo e la nave riesce a tornare a Sebastopoli
13 settembre 2023 attacco ucraino a Sebastopoli, con missili da crociera Storm Shadow / SCALP-EG. Vengono danneggiate Pr.775 Nave da sbarco classe Ropucha Minsk e Pr.636.3 Sottomarino classe KILO migliorato Rostov-sul-Don (B-237)
4 novembre 2023 corvetta russa classe Pr. 22800 Karakurt viene colpita da missili ucraini nel cantiere navale di Kerch
10 novembre 2023 i droni marittimi ucraini (USV) colpiscono due mezzi da sbarco della marina russa a Chornomors’ke, nel nord della Crimea (Pr. 11770 Classe Serna e Pr. 1176 Classe Ondatra)
25-26 dicembre 2023 missili ucraini colpiscono la nave da sbarco russa classe Ropucha Novocherkassk nel porto di Feodosia, in Crimea. La nave prende fuoco ed è gravemente danneggiata. Si ipotizza che sia affondata nei pressi del molo.

 

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Il Novocherkassk (BDK-46) è una grande nave da sbarco del Progetto 775 (775 / II) della classe Ropucha, in servizio con la flotta del Mar Nero della Marina russa – Baia di Sebastopoli – autore foto George Chernilevsky
BDK Novocherkassk 2012 G2.jpg – Wikimedia Commons 

Perché tanto scalpore per questo nuovo attacco?

Secondo una scheda informativa militare statunitense sul Novocherkassk sono imbarcate circa 87 persone con una capacità di accomodare 237 soldati. La Marina ucraina afferma che al momento dell’attacco a bordo c’erano circa 80 persone ma il numero delle vittime non è chiaro. L’unità, dopo l’attacco, risulterebbe affondata davanti al molo. Sembrerebbe quindi un successo minore, considerando che le unità classe Ropucha sono navi logistiche e non combattenti ma, secondo una dichiarazione del comandante dell’aeronautica ucraina Mykola Oleshchuk su Telegram, la nave trasportava numerosi droni d’attacco Shahed di fabbricazione iraniana. 

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Un’unità classe Ropucha con il portellone di prora aperto per lo sbarco dei mezzi – Fonte RIA Novosti archive, image #476349, http://visualrian.ru/ru/site/gallery/#476349 35 mm slide / 35 мм слайд Author Alexander Polyakov / Александр Поляков RIAN archive 476349 Pacific Fleet naval infantry.jpg – Wikimedia Commons

Secondo una scheda informativa militare statunitense sul Novocherkassk sono imbarcate circa 87 persone con una capacità di accomodare 237 soldati. La Marina ucraina afferma che al momento dell’attacco a bordo c’erano circa 80 persone ma il numero delle vittime non è chiaro. L’unità, dopo l’attacco, risulterebbe affondata davanti al molo. Sembrerebbe quindi un successo minore, considerando che le unità classe Ropucha sono navi logistiche e non combattenti ma, secondo una dichiarazione del comandante dell’aeronautica ucraina Mykola Oleshchuk su Telegram, la nave trasportava numerosi droni d’attacco Shahed di fabbricazione iraniana. 

Questa dichiarazione non è stata confermata dal ministero della Difesa russo che ha comunicato, tramite la TASS, solo di un danneggiamento della nave e la morte di un solo membro dell’equipaggio con il ferimento di quattro. Ovviamente non sarà facile appurare la verità ma, da un punto di vista di immagine, il risultato politico per l’Ucraina appare essere superiore a quello militare, in quanto effettuato in un momento di difficoltà per Kiev nella sua campagna di terra nell’Est del paese. Inoltre, la distruzione di numerosi droni (se confermata) potrebbe ridurre lo stillicidio degli attacchi sulla popolazione di quel martoriato paese in queste ultime settimane. 

immagine in anteprima il Novocherssak in fiamme nel porto di Fedosia – fonte HI Sutton H I Sutton – Covert Shores

 

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