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livello elementare.
ARGOMENTO: PALEONTOLOGIA
PERIODO: 200 MILIONI DI ANNI FA
AREA: DIDATTICA
parole chiave: Ittiosauri
Gli Ittiosauri popolavano gli archeo mari, seminando il terrore. Erano grandi rettili marini, vissuti nel Giurassico inferiore in Europa, dotati di una pinna carnosa sul dorso e di una pinna a mezzaluna al termine della coda, sorretta dalle ultime vertebre caudali fortemente articolate verso il basso. Erano lunghi circa due metri, e le loro prede dovevano essere piccoli pesci o molluschi a corpo molle come i cefalopodi, che venivano catturati dalle lunghe fauci dell’ittiosauro e strette fra i lunghi denti conici. Oggi pubblichiamo un articolo originariamente apparso sul blog Greenreport su una scoperta straordinaria avvenuta sulle Alpi della Svizzera orientale.
Più di 30 anni fa, i ricercatori dell’Universität Zürich scoprirono sulle Alte Alpi della Svizzera orientale vertebre, costole e un dente che dovevano essere appartenute a grandi rettili marini: gli ittiosauri, ma mancava il corrispondente materiale comparativo. Ora un nuovo studio “Giant Late Triassic ichthyosaurs from the Kössen Formation of the Swiss Alps and their paleobiological implications”, pubblicato sul Journal of Vertebrate Paleontology da P. Martin Sander, et alii (Pablo Romero Pérez de Villar e Tanja Wintrich dell’Abteilung Paläontologie, Institut für Geowissenschaften dell’Universität Bonn e da Heinz Furrer del Paläontologisches Institut und Museum dell’Universität Zürich) consente di dare a quei fossili una classificazione più precisa: «Appartengono a tre diversi ittiosauri di circa 15 – 20 metri di lunghezza. Il dente è particolarmente insolito: con un diametro della radice di sei centimetri, è due volte più grande del più grande dente di dinosauro acquatico trovato fino ad oggi».
I primi ittiosauri nuotavano negli oceani primordiali nel primo periodo del Triassico circa 250 milioni di anni fa. Avevano un corpo allungato e una testa relativamente piccola e, poco prima che la maggior parte di loro si estinguesse, circa 200 milioni di anni fa, si erano evoluti in forme gigantesche. I ricercatori sottolineano che «Con un peso stimato di 80 tonnellate e una lunghezza di oltre 20 metri, questi giganti preistorici avrebbero rivaleggiato con un capodoglio. Tuttavia, non hanno lasciato quasi nessun fossile» cosa che era rimasta un grande mistero.
I reperti esaminati provengono dal Cantone svizzero dei Grigioni e Furrer li aveva recuperati tra il 1976 e il 1990 durante la mappatura geologica nella Formazione Kössen. «Più di 200 milioni di anni prima gli strati rocciosi con i fossili coprivano ancora il fondale marino. Invece, con il “piegamento” delle Alpi, sono finiti a quota 2.800 metri”. Sander ipotizza che i ghiacciai potrebbero nascondere altri resti di queste gigantesche creature marine.
A più di 30 anni dal loro ritrovamento, i fossili di ittiosauri dei Grigioni erano stati quasi dimenticati ma recentemente, sono comparsi altri resti di ittiosauri giganti. che hanno portato a rivisitare quelli precedenti. Dal nuovo studio appena pubblicato si evince che «I fossili provengono da tre diversi animali vissuti circa 205 milioni di anni fa. Di uno degli ittiosauri si conserva una vertebra insieme a dieci frammenti di costola. Le loro dimensioni suggeriscono che il rettile fosse probabilmente lungo 20 metri. Al contrario, sono state scavate solo una serie di vertebre di un secondo ittiosauro. Il confronto con reperti scheletrici meglio conservati suggerisce una lunghezza di circa 15 metri».
Sander fa notare che «Tuttavia, dal nostro punto di vista è il dente a essere particolarmente eccitante. Perché questo è enorme per gli standard di un ittiosauro: la sua radice aveva un diametro di 60 millimetri: l’esemplare più grande ancora in un cranio completo fino ad oggi era di 20 millimetri e proveniva da un ittiosauro lungo quasi 18 metri».
Furrer è naturalmente entusiasta dell’interesse, anche se tardivo, verso questi spettacolari resti di ittiosauro: «La pubblicazione ha confermato che i nostri reperti all’epoca appartenevano all’ittiosauro più lungo del mondo; con il dente più spesso trovato fino ad oggi e la più grande vertebra del tronco scoperta in Europa!»
E’ comunque improbabile che gli animali che popolavano gli oceani primordiali 205 milioni di anni fossero molto più grandi di quanto ipotizzato. Sander ritiene che «Il diametro del dente non può essere utilizzato per dedurre direttamente la lunghezza del suo proprietario. Tuttavia, la scoperta solleva naturalmente delle domande», per cui il gigantismo estremo ed uno stile di vita predatorio (che richiede denti aguzzi per afferrare le prede) siano fattori incompatibili fra di loro. All’Università di Bonn fanno notare che «C’è un motivo se l’animale più grande del nostro tempo è sdentato: la balenottera azzurra, che può raggiungere i 30 metri di lunghezza e pesare 150 tonnellate. Accanto a lei, il capodoglio dentato (20 metri e 50 tonnellate) sembra un adolescente. Mentre la balenottera azzurra filtra minuscole creature dall’acqua, il capodoglio è un cacciatore perfetto. Ciò significa che richiede una porzione maggiore delle calorie che consuma per alimentare i suoi muscoli» … «Quindi, i predatori marini probabilmente non potevano diventare molto più grandi di un capodoglio. Per questo, è possibile che il dente non provenisse da un ittiosauro particolarmente gigantesco, ma da un ittiosauro con denti particolarmente giganteschi».
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