tempo di lettura: 6 minuti

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livello elementare
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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: MARINA TEDESCA
parole chiave: sommergibili, posamine, mine navali 

 

Ci sono alcuni sistemi d’arma impiegati durante la Prima Guerra Mondiale che sono poco conosciuti pur essendo stati tra quelli di maggior successo. Oggi parliamo degli U-boot Tipo UC I, sommergibili costieri della Kaiserliche Marine che furono ideati e progettati per un compito particolare: la posa delle mine.

L’equipaggio di un tedesco UC-1 classe di sottomarini sul ponte. Introdotti nel 1915, i sottomarini di questa classe furono impiegati principalmente come posamine. I Sommergibili tedeschi affondarono 1.845.000 tonnellate di naviglio alleato e neutrale nelle loro spedizioni tra febbraio e aprile 1917 – data e autore sconosciuto
Sunk | Shot in the Dark

Probabilmente il loro impiego li rese poco popolari, per assurdo non per la loro efficienza, che fu notevole, ma perché l’uso delle mine navali era considerato inviso e poco onorevole nei corridoi dello Stato Maggiore. Un errore che si perpetuò nei conflitti successivi quando il loro uso fu accettato a denti stretti e poi rapidamente abbandonato al cessare della necessità.

daH I Sutton – Covert Shores

Dal 1915, la Marina tedesca costruì tre classi di battelli UC caratterizzati dalla presenza di pozzetti verticali per l’alloggiamento di una dozzina di mine. Racconterò oggi la storia di questa prima serie. Sebbene il sommergibile russo Krab fu varato in precedenza (1912), i battelli costieri tipo UC I furono i primi posamine subacquei veramente operativi al mondo. Ne furono costruiti quindici con un design che potremmo definire per l’epoca innovativo ma anche semplice ed estremamente efficace. Il metodo di posa era elementare. Giunti sulla posizione, il sommergibile apriva i contenitori e le mine scivolavano, posate come uova, verso il basso. Arrivate sul fondo, l’ancora rilasciava il cavo di ormeggio e la mina si posizionava alla giusta quota.

metodo di funzionamento: la mina, dopo essere arrivata sul fondo, per un gioco meccanico legato al rilascio dei bracci laterali, veniva liberata dalla cassa e portata alla quota predisposta del cavo di ormeggio
H I Sutton – Covert Shores

Questi sommergibili posamine furono progettati dal Dr. Werner dell’Ispettorato Torpedini della marina tedesca, basandosi sul modello dei piccoli sommergibili costieri tipo UB I. In pratica, Werner rimodellò la sezione di prua in modo da poter ospitare i tubi inclinati che avrebbero contenuto le mine navali. In pratica, l’unico armamento del sommergibile era costituito da quei sei tubi interni che potevano ospitare dodici mine. Solo negli ultimi modelli (dal 1916 in poi) venne effettuata una modifica introducendo un tubo lanciasiluri poppiero. Per compensare l’aumento del dislocamento e la forma più tozza del battello fu necessario però potenziare i motori. La necessità di introdurli rapidamente in attività belliche comportò inizialmente un certo numero di problemi nel sistema di posa delle mine in quanto, in alcuni casi, le mine si armavano prima di uscire dai loro tubi e potevano esplodere prematuramente.

I sommergibili, costruiti dai cantieri AG Vulcan Stettin e dal AG Weser Brema, avevano un dislocamento di 168 tonnellate in superficie e 183 tonnellate in immersione con un complemento di quattordici uomini. L’armamento di superficie era assicurato da una mitragliatrice MG-08 da 8 millimetri. Avevano una lunghezza complessiva di 33,99 m con una larghezza di 3,15 metri. I sommergibili erano alimentati da un motore diesel a sei cilindri, quattro tempi, da 105 cv, con una potenza di 50-90 cv, ed un motore elettrico che produceva 175 hp trasmessi all’unica elica. Erano in grado di operare fino ad una profondità di 50 metri, più che sufficiente per posare gli ordigni in sicurezza.

Una foto curiosa che ritrae il sommergibile UC 5 dopo la sua cattura nel 1916. UC 5 era un U-boat tedesco di tipo UC I, commissionato il 19 giugno 1915 ad Amburgo. Il battello prestò servizio nella prima guerra mondiale sotto il comando di Herbert Pustkuchen (giugno 1915 – dicembre 1915) e Ulrich Mohrbutter (dicembre 1915 – aprile 1916) ottenendo 29 navi affondate per un totale di 36.288 tonnellate su 29 missioni. La sua fine fu dovuta ad un errore di navigazione quando si incagliò sul Shipwash Shoal mentre era in pattugliamento il 27 aprile 1916. Il suo equipaggio fu catturato dal cacciatorpediniere HMS Firedrake e il sommergibile fu esposto al Temple Pier sul fiume Tamigi, e successivamente a New York per scopi di propaganda – autore Bain News Service
SM UC 5 afloat.jpg – Wikimedia Commons

La loro velocità massima di superficie era di circa 6,5 nodi con una velocità massima in immersione di circa 5,5 nodi. Una volta immersi potevano operare per 50 miglia nautiche a quattro nodi mentre in superficie avevano un’autonomia di circa 850 miglia nautiche a cinque nodi. Per la sua funzione di posamine, Werner progettò sei tubi posamine inclinati da 100 centimetri che portavano dodici mine UC 120 (due per ogni tubo).

Imbarco di una mina su un posamine tedesco classe UC II IWM photograph Q 20345.

L’alloggio dell’equipaggio era molto spartano, legato alla natura delle missioni, tutte di breve durata (pochi giorni). La missione tipica consisteva nell’attraversare il Mare del Nord fino alle trafficate rotte marittime, al largo della costa orientale inglese, dove deporre uno sbarramento di mine in maniera occulta, spesso proprio al di fuori dei porti britannici.

Una classe di successo
Nonostante la rapidità dello sviluppo ingegneristico, il design si dimostrò particolarmente efficace per gli scopi prefissati. Il primo battello, UC-1, fu ordinato nel novembre 1914, varato solo sei mesi dopo, nell’aprile 1915, e messo in servizio nel luglio 1915. Meno di un mese dopo rivendicò la sua prima vittima, la HMS Lightning, un cacciatorpediniere della classe Janus. Solo l’UC 1, il primo modello, collezionò 36 navi affondate per un totale di 55869 tonnellate di cui cinque da guerra per un totale di 3067 tonnellate e nove danneggiate (52899 tons). Le ultime unità furono dotate anche di un tubo lanciasiluri poppiero che poteva lanciare un siluro.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è uci.gif

U-Boot-Typ: UC I – Minenboot – estratto daDie U-Boot-Typen des Deutschen Reiches 1906-1919 – UC I-III, UD und UF (deutscher-historischer-jahrweiser.de)

UC 12
Tra i 15 battelli costruiti, l’UC-12 prestò servizio presso la Pola Flotilla di Cattaro, nell’Adriatico, operando come posamine con sette missioni in questo ruolo. Le mine posate dall’UC-12 affondarono sei navi tra cui il Marechiaro, una nave a vapore italiana requisita come nave ospedale durante la prima guerra mondiale. L’evento avvenne il 21 febbraio 1916 nei pressi di Capo Laghi, vicino al porto albanese di Durro. Due pescherecci armati britannici, l’Hasting Castle e Selina, utilizzati per la posa e la vigilanza delle reti antisommergibili dello sbarramento del canale d’Otranto, accorsero sul luogo dell’evento e salvarono 104 uomini, mentre 33 rimasero uccisi. Altre fonti citano che le vittime furono più di 200 vittime.

Il 16 marzo l’UC 12 venne affondato dalla detonazione di una delle sue mine, mentre posava un campo di sbarramento di mine al largo del porto di Taranto. Subito dopo l’affondamento, il relitto venne individuato da palombari della Regia Marina a 1.700 metri dalla riva e si decise di tentarne il recupero, visto che giaceva in acque basse (31 metri di profondità). L’operazione risultò facilitata dal fatto che lo scafo appariva diviso in due parti, a causa dell’esplosione, cosa che facilitava l’opera di sollevamento del relitto. I resti del battello furono recuperati con l’impiego di un pontone a gru semovente in circa due settimane e, il 4 aprile, entrambi i tronconi del relitto furono trasportati in bacino di carenaggio nell’Arsenale di Taranto, dove ne fu decisa la ricostruzione. 

Un anno dopo il recupero il sommergibile, ribattezzato X 1, entrò in servizio come primo sommergibile posamine della Regia Marina Italiana. Destinato a Venezia, fu inquadrato nella I Squadriglia Sommergibili, con temporanee dislocazioni a Porto Corsini, e svolse il 25 ottobre 1917 la sua prima missione, posando un campo minato nei pressi dell’isola di Unie. Il 20 maggio 1918 (al comando del tenente di vascello Aldo Castellani) fu inviato al largo di Porto Cigale per effettuare la posa di un altro campo di dodici mine. Una missione ripetuta con successo anche nel novembre quando penetrò anche nel Golfo del Carnaro, attraversando i campi minati austroungarici.

Pochi mesi dopo il termine della guerra il sommergibile X 1 fu radiato ma le esperienze maturate non furono perdute.

 

in anteprima l’UC 65 – Fonte  6 Décembre (histomar.net)

 

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