Una “migrazione di massa” di stelle dal centro della Via Lattea potrebbe spiegare perché esiste la vita nel nostro sistema solare.

tempo di lettura: 3 minuti

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livello elementare
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ARGOMENTO: ASTRONOMIA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: VIA LATTEA
parole chiave: Gaia, Via Lattea
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Gaia, un osservatorio spaziale dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) lanciato nel 2013 e rimasto operativo fino a marzo 2025, ha raccolto durante la sua vita operativa oltre un miliardo di dati di oggetti astronomici misurando posizioni, distanze e movimenti delle stelle e degli esopianeti che vi orbitano attorno con una precisione senza precedenti. Se la sua missione è terminata, continua l’opera di elaborazione dei dati raccolti, con l’obiettivo di costruire il più grande e preciso catalogo spaziale tridimensionale mai realizzato, principalmente stelle, ma anche pianeti, comete, asteroidi e quasar.

Gaia svela due antichi flussi di stelle nella Via Lattea ESA – Gaia unravels the ancient threads of the Milky Way

Gaia, un osservatorio spaziale dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) lanciato nel 2013 e rimasto operativo fino a marzo 2025, ha raccolto durante la sua vita operativa oltre un miliardo di dati di oggetti astronomici misurando posizioni, distanze e movimenti delle stelle e degli esopianeti che vi orbitano attorno con una precisione senza precedenti. Basti pensare che ad oggi il telescopio spaziale Gaia è stato in grado di individuare 6.594 “gemelle” stellari, ovvero stelle con età, temperature, composizioni e gravità superficiale simili a quelle del Sole che, più di 4 miliardi di anni fa, migrarono verso l’esterno dal centro della nostra galassia. Gli astronomi hanno potuto verificare che la maggior parte di queste stelle si ritrovano nelle vicinanze, si fa per dire, del nostro Sole. Questo fa ipotizzare che nella formazione della galassia avvenne un movimento di massa di stelle dal suo centro verso l’esterno.

Questa immagine composita a infrarossi e ottica mostra la giovane stella simile al Sole HD 61005, a circa 120 anni luce di distanza. L’immagine ingrandita è composta da osservazioni a raggi X di Chandra e osservazioni a infrarossi di Hubble. Mostra come la giovane stella stia emettendo “bolle”, ovvero gonfiando la sua astrosfera. Crediti immagine: Raggi X: NASA/CXC/John Hopkins Univ./C.M. Lisse et al.; Infrarossi: NASA/ESA/STIS; Ottica: NSF/Noir Lab/CTIO/DECaPS2; Elaborazione immagine: NASA/CXC/SAO/N. Wolk

Secondo uno studio pubblicato dalla rivista Astronomy & Astrophysics,  Solar twins, Gaia DR3 GSP-Spec – I. Building a large catalog of solar twins with ages di Taniguchi Daisuke, professore assistente presso la Tokyo Metropolitan University e co-responsabile del team insieme a Takuji Tsujimoto dell’Osservatorio Astronomico Nazionale del Giappone, è emerso che durante la formazione della “barra” centrale di stelle e gas nella Via Lattea, vennero espulse numerose stelle (compreso il nostro Sole) verso altre regioni della galassia. Questa formazione e “migrazione”, come l’hanno definita i ricercatori, ha coinvolto anche il Sole. Secondo Taniguchi, la formazione della barra centrale della Via Lattea favorì la formazione stellare e innescò migrazioni su larga scala, portando alla formazione verso l’esterno del Sole e di molte stelle simili. 

A questo punto nell’ipotesi che la barra galattica nella Via Lattea funga da “barriera” per le stelle che si allontanano dal centro della galassia, questa migrazione stellare potrebbe essere giustificata solo nell’ipotesi che essa si sia formata in un secondo tempo ovvero quando tutte le stelle avevano già lasciato la regione centrale. Al di là di questo aspetto esiste una ricaduta affascinante che ci riguarda direttamente. La fuga dal centro galattico sarebbe stata determinante per la formazione della vita sul nostro pianeta in quanto l’altissima densità stellare nel centro della via lattea avrebbe presentato intense emissioni di raggi X e gamma, incompatibili per la sopravvivenza di molecole organiche complesse.

Video credit ESA/Gaia/DPAC, S. Payne-Wardenaar, L. McCallum et al (2025)

Inoltre, nella regione centrale, vengono a verificarsi con maggiore frequenza eventi catastrofici come le supernove, che avrebbero potuto spazzare via l’atmosfera di un pianeta in formazione. Il caso ha quindi voluto che il nostro Sole, come altre stelle similari, si allontanò inizialmente dal centro della via lattea, garantendo al nostro pianeta in formazione le condizioni di relativa stabilità che favorirono poi l’evoluzione della vita.

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