If you save the Ocean You save the Planet

Eventi

  • No events

OCEAN4FUTURE

La conoscenza ti rende libero

su Amazon puoi trovare molti libri sulla storia del mare (ma non solo) e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

i 100 libri da non perdere

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti. Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile e che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo a raccoglierle con la speranza che la classe politica al di là delle promesse comprenda realmente l'emergenza che viviamo, ed agisca,speriamo, con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

Un’antica tradizione marinara della Settimana Santa riportata in vita

Reading Time: 6 minutes

.

livello elementare

.

ARGOMENTO: MARINERIA
PERIODO: XIX SECOLO
AREA: TRADIZIONI
parole chiave: navi a vela, imbroncatura
,

Le tradizioni in difesa della cultura del mare
Il XIX secolo è stato un secolo di innovazione a tutto tondo, dalla caduta di Napoleone all’unità d’Italia, ma ciò che più di ogni altra cosa ha inciso sulla storia dell’Umanità è stata senza dubbio la seconda rivoluzione industriale che ha investito tutti i settori della tecnologia: chimico, metallurgico, energetico, comunicazioni, trasporti, sanitario, etc. Per quanto riguarda da vicino l’ambiente “mare”, la nuova tecnologia consentì il passaggio dalla propulsione velica alla propulsione a motore e segnò la fine della navigazione in balia dei venti; fu solo la prima delle grandi rivoluzioni marittime che in pochi anni cambiarono la struttura delle navi, le comunicazioni, rimossero alberi e pennoni, dimezzarono gli equipaggi.

Una rivoluzione vera e propria se pensiamo che nel più avanzato cantiere della penisola, Castellammare di Stabia, ancora nel 1850 veniva varato un vascello a vela, il Monarca, da 3600 tonn, e nel 1875 già si costruiva la prima corazzata italiana, il Duilio, di oltre 12.600 tonnellate. In poco più di venti anni cambiarono tattiche, strategie, condotta e gestione delle navi, professionalità degli equipaggi e con le novità, piano piano, in questo nuovo mondo di acciaio e vapore si persero le tradizioni, vecchie di secoli, legate alla marineria velica. Parole come polena, giardinetto e gabbiere lasciarono lentamente il posto a elica, caldaia e fuochista, sconosciuti solo pochi anni prima ma ben più affascinanti, come da sempre è affascinante il futuro.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 2-corazzata-con-pennoni-imbroncati-1024x662.png

corazzata con i pennoni imbroncati

Scomparse le navi a vela, la fiammella di quella marineria è stata mantenuta accesa dalle grandi navi scuola della Marina Militare che formano ufficiali e sottufficiali in un ambiente in cui possono vivere il mare in prima persona ed imparare così a conoscerlo, ad affrontarlo e a rispettarlo come merita; in questo modo ha anche tramandato tradizioni e memorie della marineria italiana del passato che altrimenti avrebbero trovato spazio solo su vecchi diari di bordo macchiati dalla salsedine.

Gli onori alla banda, il fischio del nostromo, il saluto alla voce, il gergo marinaresco fondano le loro radici in questo passato, rappresentano una parte della storia della Marina di oggi e ne definiscono l’identità. Un vero popolo è geloso delle sue tradizioni, le tramanda di generazione in generazione e, se può, le trasmette agli altri popoli per assimilarli ed imporsi, per sostituire i loro ricordi con i propri, da sempre. Come hanno fatto Greci e Romani qualche secolo fa e come fa con noi il mondo anglosassone da qualche decennio.
.

I velieri e la settimana santa

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 13-Fabio-Castiglia-738x1024.png

Fabio Castiglia a bordo di Quinto Remo

Una di queste tradizioni perdute è venuta alla luce in questi giorni grazie all’iniziativa di Fabio Castiglia, attrezzatore navale dell’arsenale della Spezia in pensione e “padre” della caracca Quinto Remo, che ha sollecitato il mondo della marineria spezzina a cercare documentazione che attestasse come, in occasione della passione di Cristo, le navi a vela “imbroncassero” i pennoni a lutto. Un’antica tradizione marinara che, come vedremo, era sancita da regolamenti ufficiali  e ricordata in diversi documenti del secolo scorso.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 10-quinto-remo-lerici-1024x768.png

la caracca Quinto Remo ormeggiata qualche anno fa a Lerici nel periodo di Pasqua, con i pennoni imbroncati

In diverse persone ci siamo lasciati coinvolgere nella ricerca e il primo risultato è arrivato da Fanja e Luca, istruttori dell’Associazione Vela Tradizionale della goletta Pandora.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 12-Pandora-vista-di-prua_Foto-Maccione.png

la goletta Pandora in navigazione al largo della costa ligure

A loro va il merito del ritrovamento di un documento della Marina Imperiale austriaca del 1827 che, all’articolo XXVII, recita testualmente: “Nella settimana di passione il giovedì santo, quando viene sospeso il suono delle campane, saranno a bordo dei bastimenti di Sua Maestà incrociati tutti li pennoni, ed ammainate le insegne a mezza asta, e vi rimarranno così sino al momento del gloria, dovendosi allora ristabilire il tutto come prima, ed ove non sia facile, di prendere norma dalle campane, li segni del lutto avranno luogo a mezzodì del giovedì santo, e saranno tolti a mezzodì nel sabbato santo.”

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 3-venerdi-santo-marina-austriaca-2.png

l’articolo XXVII del Regolamento della Marina austriaca del 1927

A seguire sono poi emersi altri documenti che richiamavano questa usanza: presso la Biblioteca del Museo Navale, il “Regolamento su le bandiere, le insegne, gli onori e le visite”, edito dal Ministero della Marina italiano nel 1938.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 4b-REGOLAMENTO-bandiere-marina-italiana-19381-1-1024x709.jpg

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 4a-art-166-del-Regolamento-bandiere-marina-italiana-1938-1-1024x705.jpg

Inoltre, da internet, un racconto di Lorenzo Viani, “Croci in chiesa e sul mare”, della raccolta “Il nano e la statua nera”; dal sito Trentoincina.it la storia del Comandante Da Zara nel 1932 al comando della nave scuola Colombo.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 5-lorenzo-viani-1-1024x777.jpg

stralcio del racconto di Lorenzo Viani “Croci in chiesa e sul mare” della raccolta “Il nano e la statua nera”

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 6-sito-trentoincina-794x1024.png

stralcio del racconto sul Comandante Da Zara e nave Colombo nel 1932, tratto dal sito Trentoincina.it

Non ultima una pubblicazione in vigore dello Stato Maggiore Difesa, “Regolamento sul servizio territoriale e di presidio” del 1973.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 7-art-62-SMD-G-1061-1024x620.jpg

articolo 62 della pubblicazione dello Stato Maggiore della Difesa “Regolamento sul servizio territoriale e di presidio” del 1973

Una tradizione ben radicata e normata ancora oggi, ma che da tempo non ha più trovato applicazione forse perchè non è semplice scrociare i pennoni, imbroncarli, cioè angolarli sul piano orizzontale o verticale; così la manovra è stata riservata a circostanze particolari, come l’ingresso in bacino o l’ormeggio in un canale ad alto traffico, per evitare che i pennoni, uscendo oltre il limite della fiancata, potessero urtare contro degli ostacoli e danneggiarsi.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è effetto-dei-pennoni-imbroncati-683x1024.png

Ma il richiamo simbolico alla Croce di Cristo ha fatto sì che l’usanza si affermasse in passato per le onoranze funebri da rendersi alle Alte personalità dello Stato e venisse poi estesa, in occasione della Settimana Santa, proprio in commemorazione della passione e morte di Cristo; una tradizione che richiama tempi lontani, quando la religiosità era molto più sentita e spontanea di oggi.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è nave-Vespucci-al-molo-Varicella-683x1024.png

Trovati i documenti storici e, soprattutto, emersa la norma ancora in vigore, è stato informato il Comandante dell’Amerigo Vespucci ed è arrivato il parere favorevole dello Stato Maggiore della Marina.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 8-MSG-MARISTAT1-1024x517.jpg

messaggio inviato dallo Stato Maggiore della Marina il 1° aprile 2021 in cui si ordina che le navi a vela imbronchino i pennoni dal giovedì al sabato santo, con riferimento alla pubblicazione già citata

Così quest’anno, la mattina del giovedì santo, nave Vespucci e nave Palinuro hanno incrociato i pennoni più alti, ben visibili anche all’esterno dell’arsenale dove sono ormeggiate. Una bella tradizione recuperata in difesa di quella cultura del mare di cui l’Italia è stata per secoli maestra e che oggi sembra aver quasi dimenticato! Ci piace pensare che, grazie al nostro intervento, questa tradizione sia stata definitivamente tolta dall’oblio in cui era caduta.                                                                                           

Silvano Benedetti
.

immagine di testata: velieri ormeggiati in banchina con i pennoni di trevo e mezzana imbroncati a lutto

 

Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited   Scopri i vantaggi di Amazon Prime

 

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo
,

PAGINA PRINCIPALE

print

(Visited 382 times, 1 visits today)
Share

1 commento

  1. SILVIA+SCARPELLINI SILVIA+SCARPELLINI
    08/04/2021    

    le tradizioni fanno parte della nostra cultura e sono un retaggio storico che dovremo cercare di non perdere. Pertanto, ringraziamo coloro che hanno riesumato questa tradizione e applicato nuovamente l’imbroncatura dei pennoni, sperando possa ancora segnalarci prossimamente altri eventi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 42 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della traduzione

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro, e la pubblicazione per qualunque utilizzo degli articoli e delle immagini pubblicate è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore degli stessi che può essere contattato tramite la seguente email: infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettetemi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

28 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Filter by Categories
archeologia
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
astronomia e astrofisica
Biologia
biologia e ecologia marina
Cartografia e nautica
Chi siamo
Conoscere il mare
Didattica
Didattica a distanza
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
letteratura del mare
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
marine militari
Materiali
Medicina subacquea
meteorologia e climatologia
Meteorologia e stato del mare
nautica e navigazione
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Relitti Subacquei
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
scienze marine
Sicurezza marittima
storia
Storia della subacquea
storia della Terra
Storia Navale
subacquea
subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uncategorized
Uomini di mare
Video
 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

> Per contatti di collaborazione inviate la vostra richiesta a infoocean4future@gmail.com specificando la vostra area di interesse
Share
Translate »