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livello elementare
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ARGOMENTO: REPORTAGE
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: Musei navali, La Spezia, Marina Militare italiana, Polene
Tra i musei navali italiani quello della Spezia ha un particolare posto nel mio cuore. Non perché si trova nella mia città di origine ma perché mi ricorda l’impressione che ebbi la prima volta che lo visitai, durante un’apertura straordinaria durante la festa patronale di San Giuseppe. Dovevo avere poco più di cinque anni e ricordo che entrai in quelle sale che agli occhi di un bambino mi sembravano enormi ed ancora più austere. Dalla penombra (all’epoca l’illuminazione non era quella di oggi) fuoriuscivano modelli di navi antiche, cannoni e statue di donne in legno che si proiettavano nella stanza, le polene. Dopo quella volta tornai diverse volte al Museo che è ancora sito all’ingresso principale dell’antico Arsenale della Marina Militare e, ogni volta, voglio sottolineare, è sempre una nuova scoperta.

Raccontiamo la sua storia
Il museo, voluto dalla Marina Militare italiana ed istituito con R.D. 19 aprile 1925, n.659, ha l’intento di “mantenere vivo nel popolo italiano il culto e le tradizioni della marineria in genere e della Marina Militare in particolare” e raccoglie e custodisce “degnamente le testimonianze del passato di entrambe, delle loro tradizioni, delle loro glorie, dei loro sacrifici“, documentando “altresì l’evoluzione tecnica delle costruzioni delle navi, delle armi e mezzi impiegati nelle attività e nella guerra marittima“. Nel tempo, grazie all’impegno appassionato dei suoi Direttori, ha subito numerosi ed importanti ammodernamenti per rendere il notevole materiale espositivo sempre meglio fruibile al pubblico.

L’ingresso principale dell’Arsenale Militare di La Spezia alla cui sinistra è collocato il Museo Navale
Ospita complessivamente oltre 150 modelli di navi ed imbarcazioni, circa 2.500 medaglie, 1.500 nastri per berretti da marinaio, 6.500 cimeli e reliquie, 2.000 documenti ed oltre 5.500 volumi tecnici e storici. Tutto a disposizione del pubblico in vaste sale sistemate su due piani ed in un cortile esterno.

In particolare, l’esposizione permanente mette in evidenza l’evoluzione dell’arte navale attraverso i secoli, corredata da molti cimeli provenienti sia da Unità delle Marine pre-unitarie italiane, sia della ormai unificata, dopo il 1861, Regia Marina Militare Italiana. I visitatori hanno la possibilità di apprezzare la complessa arte navale e ripercorrere gli eventi navali del periodo storico dal Risorgimento fino ai giorni nostri.
Un cammino nei secoli
La visita si snoda attraverso le sale a pianterreno e al primo piano per una superficie complessiva di circa 1.500 mq. Incominciamo la nostra rapida visita con la sala dei modelli. Se ne potranno ammirare diversi: dalle imbarcazioni egiziane del 1.500-1.350 a.C. ad una nave da carico etrusca del V-IV secolo a.C., da una trireme romana alle misteriose navi di Nemi.

splendidi modelli di imbarcazioni antiche ci accompagnano nella storia dell’evoluzione dell’architettura navale
Oltre alle imbarcazioni dell’antichità classica troviamo una rara Jangada brasiliana, il Kon-Tiki, giunche e sampang cinesi, una nave vichinga di Osenberg, le tre caravelle colombiane, una galera ed una galeazza veneta, una caracca ed un vascello anseatico. In sintesi, il viaggiatore, spostando si da una vetrina all’altra, può effettuare un viaggio meraviglioso nel tempo, osservando lo sviluppo dell’architettura navale che portò l’Uomo a padroneggiare il mare.

la sala modelli, una chicca per tutti gli appassionati
Fra i modelli del periodo delle Marine pre-unitarie, troviamo un vascello toscano della fine del XVIII sec., un vascello murattiano del principio del XIX sec., il modello del vascello Il Monarca della Marina Napoletana e le fregate S. Giovanni, Vettor Pisani e S. Michele della Marina Sarda, le prime ad utilizzare la propulsione mista, cioè vele e motore.
Interessante anche l’esposizione dei modelli delle navi da battaglia che parteciparono alla drammatica battaglia di Lissa; la Regia Marina italiana, dopo l’amara sconfitta, comprese i suoi errori e si accinse finalmente a costruire navi più idonee alle nuove esigenze della giovane Nazione che iniziava la sua avventura sul mare. Il percorso nella sala inizia con la prestigiosa Corazzata Duilio, progettata da Benedetto Brin nel 1873, e si snoda attraverso le classi successive con le RR.NN. Italia, Sardegna, Regina Margherita, Dante Alighieri e Leonardo da Vinci, fino a giungere alle unità da 35.000 tonnellate della II guerra mondiale classe Littorio con il modello della Regia Nave Roma.

il modello della corazzata Roma
Il percorso ci porta ai modelli delle navi più moderne: incrociatori, cacciatorpediniere, torpediniere, sommergibili, cannoniere, dragamine, fino alle navi più moderne in servizio, tra cui spicca, per la pregevole fattura, la porta aeromobili Giuseppe Garibaldi. Molto ammirata dai cultori dell’arte navale è l’esposizione di 115 modelli di ancore, tutti costruiti dal laboratorio del museo in base ai disegni originali, che ne illustrano l’evoluzione nei secoli.

la straordinaria sala delle polene
Imperdibile la sala delle polene: ventotto rare Polene e due Cariatidi provenienti da navi militari della fine del 1700 e dei primi del 1800: alcune di esse sono di particolare interesse storico come la polena Minerva, proveniente dall’omonimo vascello borbonico a bordo del quale nel 1799 venne impiccato l’Ammiraglio Francesco Caracciolo, reo di alto tradimento per aver aderito alla Repubblica Partenopea.

a sinistra un modello di S.L.C. ed a destra, in primo piano, la mignatta di Paolucci e Rossetti
Si arriva quindi alla sezione del Museo dedicata ai Mezzi d’Assalto della Regia Marina italiana, dove è ospitato l’unico esemplare rimasto della torpedine semovente Rossetti, anche nota come Mignatta, un mezzo d’assalto semi subacqueo progettato nella prima guerra mondiale dall’ufficiale del Genio navale, ing. Raffaele Rossetti, da cui prese appunto il nome. La Mignatta fu utilizzata nell’Impresa di Pola per affondare la nave di battaglia SMS Viribus Unitis da Rossetti e da Paolucci , il 1° novembre 1918, la corazzata austroungarica Viribus Unitis. Non può mancare un esemplare del siluro a lenta corsa, comunemente chiamato “maiale”, inventato da Teseo Tesei e Elios Toschi, impiegato dagli uomini Gamma della Regia Marina durante la II guerra mondiale in leggendarie imprese che suscitarono l’ammirazione dell’allora nemico. Nei pressi anche un esemplare dei barchini esplosivi impiegati nello sfortunato assalto a Malta e per l’affondamento dell’incrociatore inglese “York”.
Un momento emozionante è la reliquia di alcune lamiere e strutture della parte prodiera del sommergibile Scirè, impiegato per il trasporto dei mezzi d’assalto nelle azioni contro le basi di Gibilterra ed Alessandria, e tragicamente affondato nella rada di Haifa il 10 agosto 1942.

contenitore di SLC dello Scirè
Queste parti, recuperate sul relitto a 34 metri di profondità nel 1961, ricordano al visitatore il sacrificio di quei meravigliosi 60 uomini che trovarono la morte a bordo del sommergibile, mentre ancora una volta tentavano di effettuare un’azione contro una base nemica.

siluri di inizio secolo scorso
Nella sala armi subacquee è possibile seguire l’evoluzione del siluro, a partire dal prototipo impiegato dalla Regia Marina nel 1875 nei primi lanci sperimentali eseguiti dalla corvetta Caracciolo, per giungere, attraverso i vari tipi impiegati nella I Guerra Mondiale, ai siluri della II Guerra Mondiale e del dopo guerra L’evoluzione delle torpedini e delle mine navali è testimoniata dalla presenza di rari esemplari originali utilizzati dalla nostra Marina nel corso degli ultimi due conflitti mondiali.

un cannone navale OTO da 102 mm
Di sicuro interesse è l’esposizione di antiche armi e bocche da fuoco, tra cui un gruppo di spingarde moresche del XVI secolo, un cannoncino turco in bronzo del 1521, due bombardelle del 1784, una mitragliera Gatling a dieci canne rotanti che fu catturata ai Boxer cinesi nel 1900, due teche di fucili ed altre armi portatili impiegate dai nostri marinai nella guerra di Libia (1911-1912) e nel I conflitto mondiale.

la mitragliera Gatling
In sintesi, un viaggio nella storia del mare e della marittimità che farà sognare grandi e piccini e tutti gli appassionati di mare e, in particolare, di storia navale e marittima.

il “Woodstock”, il mini sommergibile impiegato da nave Anteo per il soccorso sommergibili è esposto nel cortile esterno
Notizie utili
Il Museo Tecnico Navale si trova a la Spezia in Viale Amendola, 1
Tel. (0187) 770750 – 783016
Normalmente il museo è aperto al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 14.00 alle ore 18.00 ma ha un’apertura mattinale il martedì, mercoledì, giovedì e sabato dalle ore 9.00 alle ore 12.00.
Le visite sono gratuite per le scolaresche, i militari in divisa ed i tesserati A.N.M.I. Tutto il ricavato è destinato all’Istituto Andrea DORIA per l’assistenza agli orfani di guerra.
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immagini del museo @andrea mucedola
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