If you save the Ocean You save the Planet

Eventi

  • No events

OCEAN4FUTURE

La conoscenza ti rende libero

su Amazon puoi trovare molti libri sulla storia del mare (ma non solo) e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

i 100 libri da non perdere

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti. Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile e che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo a raccoglierle con la speranza che la classe politica al di là delle promesse comprenda realmente l'emergenza che viviamo, ed agisca,speriamo, con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

Reportage: EXPLORO ORDA CAVE 2019 parte II di Andrea Murdock Alpini

Reading Time: 7 minutes


livello elementare

.
ARGOMENTO: REPORTAGE
PERIODO: ODIERNO
AREA: RUSSIA
parole chiave: Cave, cavern, grotte, speleologia subacquea

2 febbraio 2019
La scala
Ogni giorno la scala in ferro che permette di accedere al pozzo di ingresso alla grotta è sempre più ghiacciata. Ogni volta che si entra ed esce tutta l’acqua che vi cade sopra, nel giro di breve tempo, si solidifica, creando uno strato di ghiaccio notevole. Ci sono due corrimano, o meglio due tondini edili di grande diametro che permettono di reggersi durante i passi instabili. Quando ci si sente leggeri non è perché si ha “la grazia innaturale di Nisinskij” ma perché aumenta improvvisamente la frequenza cardiaca al solo pensiero di scivolare agghindati di tutto punto, e con il bi-bombola in spalla per di più. Se la scala è diventata il mio primo pensiero ogni volta che scendo in grotta, lo “screpicciare” della muta stagna, fredda e dura, che si attacca al legno della panca quando si esce dall’acqua è diventato un suono familiare, per così dire. Il laminatoio è un luogo davvero suggestivo posto a circa 350m dall’ingresso.

Si trova nella parte meridionale della grotta, proprio contro la parete di “confine” per così dire. Ho ribattezzato così questo spazio poiché la roccia appare fresata sia nella parte sommitale che in quella inferiore. Sono in realtà una serie di piani inclinati lunghi una ventina di metri circa in cui si passa quasi radenti il soffitto. Lo spazio è suggestivo anche poiché si arriva dopo una svolta secca a sinistra mentre si proviene dal volume precedente che è invece molto frastagliato. I blocchi sono lisci e squadrati. Istintivamente la caratteristica della pietra in questo punto mi ha ricordato la “scanalatura” che gli antichi egizi facevano nella pietra per estrarre i blocchi monolitici degli obelischi. Qui la sensazione è di star attraversando un spazio vuoto a cui sia stata sottratta materia, in netta contrapposizione con altri ambienti della grotta in cui si ha invece proprio la percezione di stare in uno spazio solido anche se pervaso dall’acqua.

3 febbraio 2019
Accettate …
Potrebbe sembrare l’incipit di un sermone religioso, e invece no! A Orda Cave “accettate” è quello che letteralmente fa il nostro portatore di bombole quando usciamo dall’acqua per spaccare il ghiaccio dalla scala e facilitarci l’uscita. Questa è la subacquea in Russia.

Stamattina altri novanta minuti nel ramo sinistro nord della grotta. La parte occidentale è un tunnel di un centinaio di metri con fondo limaccioso mentre il soffitto con le bolle sporca ancora tanto poiché è un punto poco battuto. Abbiamo poi proseguito tornando in senso nord sud in un altro tunnel dello stesso ramo. Qui una serie di portali telescopici ci hanno permesso di fare della belle immagini. Tra poche ore si torna in acqua per visitare il ramo di destra che punta a nord e termina con un piccolo laghetto.

4 febbraio 2019
Il sapore del gesso
L’ultima immersione è quella che lascia il gusto del viaggio. A volte scegliere diventa difficile e si rischia di farsi sopraffare dalla bulimia subacquea. Oggi per noi è stata la quinta immersione a Orda Cave. Il mattino abbiamo girato per il ramo occidentale del sifone mentre il pomeriggio, dopo aver ripulito i circuiti lasciati nei giorni scorsi, ci siamo dedicati a visitare la parte orientale della grotta. In questo caso dall’ingresso abbiamo percorso tutta la parte della prima camera che, attraverso una pietraia, conduce a un primo grande lago. Da qui è stato necessario creare un jump verso la linea che ci avrebbe condotto all’interno del ramo est. Questa parte di esplorazione parte da circa 200 metri dall’ingresso e si estende per oltre 400 metri, per una lunghezza totale di circa 600 metri alla profondità costante di quindici metri.

La Prospettiva Nevskij è il più grande e suggestivo rettifilo che si trova San Pietroburgo. La strada è conosciuta per l’eleganza degli edifici che vi si affacciano oltre che per la qualità degli incontri letterari che sono stati descritti dai noti autori russi del passato. Il ramo che ci stiamo accingendo ad osservare può essere paragonato per bellezza, lunghezza e particolarità alla via pietroburghese. L’apertura del tunnel è ampia, si tratta di un portale a tutti gli effetti per maestosità e definizione delle proporzioni della roccia. Il fondale è completamente limaccioso, lunare, composto di doline che celano tacito buchi neri entro cui la luce si perde. Dall’alto scendono grandi blocchi di gesso squadrati. Intagliati e incastonati compongono rilievi geometrici che si contrappongono per forza e linearità al moto ondulatorio del piano inferiore.

Talvolta le bolle causano il distacco di particelle che come scaglie o squame ondeggiano fluttuanti verso il basso. In alcuni passaggi poco battuti il distacco è tale che l’acqua cristallina sembra essere stata mitigata con il latte. Le pareti perimetrali di questo ramo sono nette, geometriche. Il passaggio è molto ampio, almeno una decina di metri, mentre l’altezza interna varia a seconda delle sezioni ma restando costante sulla media di circa quattro metri. Saltuariamente si incontrano dei massi distaccatosi dal soffitto che si sono coricati a terra creando delle quinte sceniche molto suggestive.

Quarantacinque minuti dopo aver intrapreso il ramo, arriviamo al termine dello stesso. In cima alla linea si trova sulla destra un rocchetto di dimensioni ragguardevoli che è stato lasciato da coloro che per primi hanno esplorato la grotta. Questo sguardo sul passato è significativo ed emotivo allo stesso tempo. La distanza del tempo, seppur in un istante, ti fa apprezzare il significato della nostra momentanea quotidianità e del senso della nostra visita a Orda Cave.

Marker, spool, jump …  e riprendiamo una nuova linea che ci permette di risalire fino a quota zero all’interno di una bolla d’aria (respirabile) che sovrasta un piccolo specchio d’acqua. Aspettiamo l’altra metà del nostro team, prendiamo il tempo di visualizzare il percorso fatto e quel che manca da fare e poi di nuovo pollice verso: giù. Si disfa un jump, si torna alla linea principale del ramo e si fa un nuovo jump che porta dritto alla parete di fondo di uno spazio semi sferico. La roccia sembra tutta compatta a prima vista, eppure vedo scomparire un paio di pinne al di là della parete. Una fessura diagonale inclinata a trenta gradi con asse longitudinale nord/est – sud/ovest. Meravigliosa.

Si passa da uno spazio relativamente ampio a un passaggio un pò più tecnico e molto suggestivo. Le spalle di un subacqueo passano ma non i bracci aperti con i fari video. Vanno girati anche loro nel senso della spaccatura e tutto torna a funzionare. Il passaggio è lungo non più di una decina metri. Quando arrivi alla fine, in basso a sinistra, gli occhi colgono una gola aperta pronta ad accoglierci in uno spazio incantato. L’acqua è così trasparente che sembra essere irreale il tutto. L’altezza non supera il metro e venti, la larghezza i quattro metri. Eppure è tutto così bianco e candido. Due ambienti uncinati e concatenati tra di loro formano dei piccoli spazi che sembrano essere cappelle radiali di un abside gotico. Resto sempre più convinto che sacralità e monumentalità siano due elementi che contraddistinguono e determinano il carattere di questa grotta: “Quando le cattedrali erano bianche“. Ultimo giro di walzer, sguardi incrociati all’unisono. È l’ora di tornare e ripercorrere i 600 metri che ci separano dall’ingresso.

Ho trascorso tutto il rientro ripensando a quel che ho visto in questi giorni, al freddo che mi aspetterà una volta uscito dall’acqua, alla muta ed ai moschettoni ghiacciati. Poi ci saranno le interminabili scalinate che si devono percorrere con le sacche speleo in spalla per rientrate al casa base. Quest’ultime ti spezzano il fiato quando hai cappuccio bagnato e il vento ti soffia in faccia la neve ad oltre meno venti gradi.

Mi fermo un paio di volte perché sono troppo stanco, devo recuperare il ritmo respiratorio e abbassare la frequenza cardiaca altrimenti lo sforzo è molto e i risultati pochi. Sono passati meno di dieci minuti da quando ho lasciato la superficie del pozzo eppure qui fuori la muta è praticamente gelata. Il neoprene si sta indurendo sempre di più e limita i movimenti. Meglio riprendere il passo dopo pochi istanti altrimenti la situazione non può che peggiorare. È l’ultima volta che posso guardare il fiume gelato e la steppa, al di là dell’argine; da domani si torna alla realtà. Anche il vento fa il suo giro in un carosello che porta con sé il rumore della canne sbattute e il rumore di una slitta trascinata da un pescatore solitario.  Un passo, e poi un altro passo, poi un altro ancora …

 

Andrea Murdock Alpini

SPONSOR per EXPLORO ORDA CAVE 2019:
ILLUMINAZIONE: Giò SUB
MUTE e ACCESSORI: LTS
ANALIZZATORE: DE-OX

 

 

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

 

PAGINA PRINCIPALE
.

PARTE I
PARTE II

print

(Visited 150 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 42 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della traduzione

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro, e la pubblicazione per qualunque utilizzo degli articoli e delle immagini pubblicate è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore degli stessi che può essere contattato tramite la seguente email: infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettetemi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

4 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Filter by Categories
archeologia
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
astronomia e astrofisica
Biologia
biologia e ecologia marina
Cartografia e nautica
Chi siamo
Conoscere il mare
Didattica
Didattica a distanza
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
letteratura del mare
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
marine militari
Materiali
Medicina subacquea
meteorologia e climatologia
Meteorologia e stato del mare
nautica e navigazione
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Relitti Subacquei
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
scienze marine
Sicurezza marittima
storia
Storia della subacquea
storia della Terra
Storia Navale
subacquea
subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uncategorized
Uomini di mare
Video

I più letti di oggi

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

> Per contatti di collaborazione inviate la vostra richiesta a infoocean4future@gmail.com specificando la vostra area di interesse
Share
Translate »