Ocean for Future

Ultima Clock Widget

  • :
  • :

Vediamo che tempo fa o farà

Diamo un’occhiata al tempo meteorologico

Meteo facile per tutti: vediamo che tempo fa o farà prossimamente con un insieme di link per aggiornarvi in tempo reale sulle condizioni meteorologiche locali e marine 

  Address: OCEAN4FUTURE

L’emissione di una nube radioattiva proveniente dall’Est è stata rivelata da valori anomali in alcune specie di funghi commestibili

tempo di lettura: 5 minuti

 .
livello elementare
.

ARGOMENTO: EMERGENZE AMBIENTALI
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: NORD EUROPA – SCANDINAVIA – RUSSIA
parole chiave: radioisotopi, radiazioni, fughe radioattive, centrali nucleari

 

Alti valori di radioattività misurati nell’Europa orientale indicano che un incidente nucleare è avvenuto nell’ultima settimana di settembre in un impianto nucleare in Russia o in Kazakistan.

Il Ministero dell’Ambiente austriaco rilevò, martedì 3 ottobre 2017, piccole quantità di rutenio, non  preoccupanti per l’ambiente e la salute. Questa segnalazione fu confermata dall’Autorità norvegese per la sicurezza nucleare (NRPA). L’Ufficio federale svizzero della sanità pubblica (FOPH) fornì quindi  i primi risultati delle misurazioni che indicavano bassi livelli di radioattività nell’aria, con tracce di rutenio-106 in aerosol prelevati nella regione del Ticino, tra il 25 settembre e il 2 ottobre 2017. In particolare, la concentrazione di rutenio 106 era circa 40 micro-Bq/m³, 17.000 volte inferiore al limite fissato per questo radionuclide nell’ordinanza di protezione dalle radiazioni.

Da dove proveniva?
Secondo l’IRSN, un istituto di sicurezza nucleare francese, l’emissione di questa nube radioattiva era scaturita in un impianto nucleare in Russia o in Kazakistan, probabilmente nell’ultima settimana di settembre. In Italia le stazioni dell’Arpa e dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) rilevarono che i valori di rutenio-106 non destavano allarme. Le tracce erano state rilevate dai sensori la sua rete di monitoraggio della radioattività Resorad in Friuli, Lombardia, Emilia, Piemonte ed in Toscana. Per fare un raffronto, nel 1986, la nube radioattiva di Chernobyl provocò un innalzamento dei livelli di radiazione decine di migliaia di becquerel al metro quadro.


radiazioni

Gli scienziati escludono un incidente ad un reattore nucleare in quanto ciò avrebbe portato alla contaminazione della nube con altri radionuclidi; ritengono invece che possa esserci stata una perdita in un sito di trattamento del combustibile nucleare o un centro di medicina nucleare. Ha anche escluso che derivi dal rientro di un satellite alimentato al rutenio, dato che nessun satellite contenente rutenio è caduto sulla terra durante questo periodo. Inoltre, le misurazioni delle stazioni europee hanno mostrato all’inizio di ottobre dei livelli anomali di rutenio 106 nell’atmosfera con una costante diminuzione delle dosi dal 6 ottobre in poi. Sulla base dei modelli di circolazione delle masse d’aria atmosferiche, la zona più plausibile dell’incidente si troverebbe a sud delle montagne Ural, tra gli Urali e il fiume Volga.

Per fortuna non sembra esserci alcun pericolo sulla salute umana o sull’ambiente in Europa, ha dichiarato l’IRSN. “Le autorità russe hanno dichiarato di non essere a conoscenza di un incidente sul loro territorio“, ha detto il direttore dell’IRSN Jean-Marc Peres alla Reuters”. Inoltre, ha aggiunto che l’istituto non aveva ancora potuto raggiungere le autorità del Kazakistan o dell’ambasciata kazaka a Mosca. Il mistero sulla sua origine quindi permane.

ruIl rutenio, sebbene fosse stato scoperto nel 1808 per la prima volta dal chimico polacco Jedrzej Sniadecki, fu isolato da Karl Ernst Claus nel 1844.  Claus dimostrò che l’ossido di rutenio conteneva un nuovo elemento ed ottenne sei grammi di rutenio metallico dal platino grezzo.  In natura si trova nei minerali del platino, in lega con esso. E’ un metallo duro e di colore argenteo biancastro, con una superficie lucida. Il suo punto di fusione è di circa 2.300 a 2.450 ° C (da 4.200 a 4.400 ° F). Il rutenio è impiegato nelle leghe metalliche e come catalizzatore per i processi industriali. La fuga radioattiva misurata all’inizio di ottobre 2017 è riferita al  rutenio 106, un suo isotopo radioattivo con un diverso numero di neutroni nel suo nucleo, usato per la radioterapia nel trattamento dei tumori agli occhi. A causa della sua breve emivita (di circa un anno) il rutenio 106 viene infatti utilizzato comunemente nella medicina nucleare. Altri impieghi si hanno nei generatori termoelettrici a radioisotopi che vengono utilizzati per alimentare i satelliti. Nel caso specifico nessun rientro anomalo di satelliti in quella zona è stato registrato.

Peres ha affermato che nelle ultime settimane l’IRSN e diversi altri istituti di sicurezza nucleare in Europa hanno misurato livelli elevati di rutenio 106, un nuclide radioattivo che è il prodotto degli atomi di separazione che si generano in un reattore nucleare. La quantità di rilascio di rutenio 106 all’origine è stata  stimata tra i 100 e 300 teraBecquerel.

Ma non è la prima volta
Quest’anno, non è la prima volta che sostanze radioattive vengono rilevate nell’aria di tutta Europa. Le stazioni di qualità dell’aria in tutto il continente hanno infatti segnalato tracce di iodio radioattivo 131 anche nel mese di gennaio 2017. L’isotopo iodio-131 può causare danni perché ha una emivita molto breve, di soli otto giorni, rendendolo quindi molto pericoloso. Il modello di movimento delle particelle radioattive suggerisce che anch’esse possono essere state originate in Europa orientale. I pericoli vanno agli alimenti che fanno da vettore verso il nostro organismo nella catena alimentare. Gli scienziati francesi ritengono che la probabilità di importazione in Francia di prodotti alimentari, in particolare funghi, contaminati dal rutenio 106, raccolti in prossimità del sito dell’incidente e poi commercializzati sia estremamente bassa.

Ci sono pericoli in Italia?
Sin dal 1986, anno del terribile  incidente della centrale di Chernobyl, è stato predisposto un monitoraggio nazionale della radioattività ambientale. Tra i diversi alimenti che vengono periodicamente analizzati vi sono proprio i funghi che hanno forti caratteristiche ipercaptanti per le sostanze radioattive. Ancor oggi, alcune specie, tra cui i boleti (della famiglia dei porcini) presentano ancor oggi livelli significativi di radioattività di Cesio 137.

La scoperta, fatta nell’ambito delle ricerche iniziate dopo il gravissimo incidente di Cernobyl, ha evidenziato la capacità di alcuni funghi  di assorbire il Cesio 137, fattore che causerebbe un possibile rischio per l’alimentazione umana. Tra di essi si ritrova uno dei funghi più diffusi  in Italia, il ‘porcino rosso’ che conterrebbe un pigmento che assorbe il Cesio 137 bonificando i terreni circostanti. Tra i funghi potenzialmente più “pericolosi”, il Rozites caperatus, meglio conosciuto come Foliota grinzosa, e lo Xerocomus badius, comunemente chiamato “castagnino”, due funghi commestibili che hanno presentato in certe zone del nostro Paese una radioattività elevata. Esse sono di per sé specie ipercaptanti di sostanze radioattive che suscitano molto interesse da parte della comunità scientifica anche riguardo la loro possibilità di togliere dall’ambiente la radioattività e quindi bonificare aree inquinanti.

In particolare, alcuni scienziati dell’università  Louis Pasteur di Strasburgo, guidati dalla ricercatrice Anne-Marie Albrecht-Gary, hanno recentemente identificato una molecola, il Normadione A, che sembra essere direttamente coinvolta nel processo di fissazione del Cesio 137. Si tratta della stessa molecola che produce la colorazione tipica al cappello del porcino; essa sarebbe quindi responsabile dell’assimilazione del Cesio 137 che “preleva” non solo nel terreno ma anche dall’atmosfera. Una buona notizia per l’ambiente ma pessima per gli amanti dei porcini.

Sebbene ci sia necessità di effettuare ancora molti studi a riguardo, la buona notizia potrebbe essere che il Cesio 137 ha un tempo di dimezzamento di circa 30 anni; questo significa che i funghi assimilano ormai una quantità di sostanza radioattiva relativamente bassa. Il fatto che alcuni funghi abbiano ancora livelli alti fa pensare che l’azione purificatrice da parte dei funghi, per fortuna non commestibili,  sia ancora da studiare. Stime cautelative fatte in diversi studi scientifici hanno portato a valutare che il consumo di questi funghi non faccia superare il valore di dose di 10 µSv che rappresenta la soglia per la non rilevanza radiologica, stabilita dal Decreto del Lavoro 230/95. Un pericolo non ancora ben definito o sottovalutato?

 fonte della notizia la Reuters ed il Phoebe Weston For Mailonline

 

PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE

Loading

(Visited 565 times, 1 visits today)
Share
0 0 voti
Article Rating
Sottoscrivi
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
vedi tutti i commenti

Translate:

Legenda

Legenda

livello elementare
articoli di facile lettura

livello medio
articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile
articoli di interesse specialistico

 

Attenzione: È importante ricordare che gli articoli da noi pubblicati riflettono le opinioni e le prospettive degli autori o delle fonti citate, ma non necessariamente quelle di questo portale. E’ convinzione che la diversità di opinioni è ciò che rende il dibattito e la discussione più interessanti, aiutandoci a comprendere tutti gli aspetti della Marittimità

Chi c'é online

18 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Climatologia
Conoscere il mare
Didattica
Didattica a distanza
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Letteratura del mare
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
Materiali
Medicina
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
Miti e leggende del mare
nautica e navigazione
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Personaggi
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia contemporanea
Storia Contemporanea
Storia della subacquea
Storia della Terra
Storia Navale
Storia navale del Medioevo (post 476 d.C. - 1492)
Storia Navale dell'età antica (3.000 a.C. - 476 d.C,)
Storia navale dell'età moderna (post 1492 - oggi)
Storia navale della prima guerra mondiale (1914-1918)
Storia navale della seconda guerra mondiale (1939 - 1945)
Storia navale Romana
Subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
sviluppi tecnologici
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uomini di mare
Video
Wellness - Benessere

I più letti di oggi

I più letti in assoluto

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

> Per contatti di collaborazione inviate la vostra richiesta a infoocean4future@gmail.com specificando la vostra area di interesse
18 visitatori online
18 ospiti, 0 membri
Complessivo: 742 alle 21-09--2018 06:47 pm
Numero max di visitatori odierni: 45 alle 03:29 pm
Mese in corso: 65 alle 12-05--2024 04:06 pm
Anno in corso: 118 alle 06-04--2024 04:33 am
Share
Translate »
0
Cosa ne pensate?x