Un disco magico a 155 anni luce

tempo di lettura: 3 minuti

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livello elementare

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ARGOMENTO: ASTRONOMIA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: SISTEMI SOLARI
parole chiave: Beta Pictoris, HD 181327

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L’acqua è vita, almeno come la consideriamo noi e, secondo gli astronomi il vapore acqueo è presente nel nostro sistema solare, cosa che fa ipotizzare che possa ritrovarsi in tutto l’Universo. Grazie al John Webb Space Telescope ora ci sono prove definitive; a circa 155 anni luce di distanza da noi, nella costellazione del Pittore, c’è una giovane stella, chiamata Beta Pictoris, intorno alla quale è stato scoperto un disco di detriti polverosi dove i ricercatori hanno confermato la presenza di ghiaccio d’acqua cristallino.

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Il disco di detriti attorno a Beta Pictoris, immagine realizzata con i dati raccolti dal JWST – Crediti immagine: NASA/ESA/CSA JWST NIRCam Andras Gaspar et al. HD 181327 NIRCam coronagraph.jpg – Wikimedia Commons

Va compreso che il termine ghiaccio d’acqua ne specifica la composizione, poiché nello spazio si osservano anche molte altre molecole congelate, come il ghiaccio di anidride carbonica, o “ghiaccio secco” la cui presenza è stata confermata su Marte. Secondo la rivista Nature, la possibile presenza di ghiaccio d’acqua in quel sistema lontano era stata ipotizzata nel 2008, analizzando i dati del telescopio spaziale Spitzer della NASA, ormai in disuso, ma ora il John Webb Space Telescope ha rilevato inequivocabilmente non solo la presenza di ghiaccio d’acqua, ma di ghiaccio d’acqua cristallino. Uno stato che si trova anche in luoghi come gli anelli di Saturno e i corpi ghiacciati nella Fascia di Kuiper del nostro sistema solare. Questa acqua ghiacciata è associata a particelle di polvere fine sparse nel disco, come minuscole “palle di neve sporca”.

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I dati di Hubble per questa pubblicazione sono stati ottenuti dalla proposta HST 12228 (PI: G. Schneider) – Credit NASA, ESA, G. Schneider (University of Arizona), and the HST/GO 12228 Team

Secondo gli astronomi, il ghiaccio d’acqua è un ingrediente importante nei dischi attorno alle stelle giovani perché influenza fortemente la formazione dei pianeti giganti e può anche essere trasportato da corpi celesti più piccoli, come comete e asteroidi, verso pianeti rocciosi completamente formati. Una teoria interessante che apre nuovamente l’ipotesi di trasporto di elementi fondamentali per lo sviluppo della vita attraverso l’Universo.

Beta Pictoris è una giovane stella bianca con un’età stimata non superiore ai 23 milioni di anni che ha una luminosità nove volte quella del Sole ed una temperatura superficiale di 8050 K, mentre massa e raggio sono del 75% circa superiori a quelli della nostra stella. Questo ha probabilmente portato alla formazione di un sistema leggermente più grande attorno a sé. Il disco di polveri e ghiaccio è stata denominato HD 181327 ed è significativamente più giovane del nostro Sole (23 milioni di anni rispetto ai 4,6 miliardi di anni della nostra Stella). Le osservazioni di Webb confermano un divario significativo tra Beta Pictoris e il suo disco di detriti ovvero un’ampia area priva di polvere simile alla Fascia di Kuiper del nostro sistema solare, dove si trovano pianeti nani, comete e altri frammenti di ghiaccio e roccia; cosa che fa ipotizzare che miliardi di anni fa Kuiper probabilmente era simile a questo disco di detriti.

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Il ghiaccio d’acqua non è distribuito uniformemente e si trova nelle zone più fredde e più lontane dalla stella; verso la parte centrale del disco di detriti, Webb ha rilevato circa l’8% di ghiaccio d’acqua mentre l’area esterna del disco di detriti ne è composta per oltre il 20%. Avvicinandosi alla stella il ghiaccio diminuisce per cui è probabile che la luce ultravioletta della stella vaporizzi i granelli di ghiaccio d’acqua più vicini. Un altro mistero dell’universo.
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immagini e disegni NASA
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