Ritrovato e identificato nelle acque di Siracusa il relitto del Rimorchiatore Curzola 

tempo di lettura: 4 minuti

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livello elementare

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ARGOMENTO: RELITTI SUBACQUEI
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: SICILIA
parole chiave: Regio rimorchiatore Curzola

 

Recentemente è stato ritrovato, a poche miglia nautiche di distanza dalla località di Brucoli, in provincia di Siracusa, il rimorchiatore Curzola , scoperto e segnalato da Fabio Portella, Ispettore Onorario per i Beni culturali sommersi della provincia di Siracusa, a seguito di accurate indagini storico archivistiche svolte in collaborazione con la Soprintendenza del Mare.

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Il relitto giace ad una profondità di 116 metri, in assetto di navigazione, con la prua rivolta a 320° e mostra ancora in maniera chiara il suo nome in evidenza sulla poppa.

Il Curzola era un rimorchiatore di 250 tonnellate di stazza lorda, lungo 29 metri e largo sei, varato in Olanda nel 1914 e inizialmente battezzato “Luigi”. A seguito del suo trasferimento dalla II Squadra di Taranto alla I Squadra di Augusta, il 10 marzo 1935 alle 21,30 salpò verso la sua nuova destinazione con un infausto destino. La nave fu avvistata al traverso di Punta Stilo alle 17:00 del giorno successivo ed ebbe l’ultimo contatto con Radio Messina alle 19:13; sarebbe dovuto arrivare ad Augusta la mattina del 12 marzo.

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I successivi quattro giorni di intense ricerche, condotte con l’utilizzo di non meno di 15 unita navali, un sommergibile e aerei CANT 501 della 186° squadriglia idrovolanti di Augusta (sebbene questi ultimi purtroppo ostacolati da condizioni meteo marine avverse), non diedero alcun esito. Il sinistro presagio della tragedia si ebbe il successivo 25 marzo quando, sulla spiaggia di Vaccarizzo (a sud della foce del fiume Simeto), furono ritrovati due salvagenti con la scritta “Rimorchiatore Curzola”, parte del legname ed un’asta di bandiera.

Vista la robustezza del rimorchiatore, l’esperienza del comandante, la mancanza di una richiesta di soccorso, e le condizioni del mare non proibitive fu allora ritenuto che l’affondamento potesse essere avvenuto in un tempo brevissimo, per un evento fortuito improvviso come ad esempio la collisione con una nave a sud di Capo Spartivento.

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Nel naufragio perirono diciotto uomini, tre sottufficiali e quindici marinai, le cui famiglie, informate con un telegramma tra il 19 e il 22 marzo, furono successivamente sostenute economicamente tramite un fondo finanziario dall’Istituto Principe di Piemonte.

La Soprintendenza del Mare si farà portavoce presso la Marina Militare sull’opportunità di avvisare gli eventuali eredi delle famiglie che allora vissero la tragedia della scomparsa dei propri cari, e chiederà alla Guardia Costiera di Siracusa l’emissione di un’ordinanza di regolamentazione dell’accesso al sito.

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La vicenda riporta alla memoria un altro episodio che ha interessato le acque siracusane dieci anni prima del dramma del “Curzola”, a testimonianza del fatto che al di là della maggiore robustezza e dell’addestramento degli equipaggi, anche le unita militari potevano essere perdute in tempo di pace per tragiche fatalità.

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operatore del GOS del COM.SUB.IN. sul regio sommergibile Sebastiano Veniero

Ci riferiamo al regio sommergibile Sebastiano Veniero, affondato nel 1925 a seguito di una collisione con il piroscafo Capena e segnalato già nel 1993 da Enzo Maiorca, che ora condivide con il rimorchiatore Curzola lo status di sacrario militare all’interno del circondario marittimo di Siracusa. Da un articolo sul Curzola pubblicato su “Il Popolo Marinaro” del 15 marzo 1935: “ … È la storia di tutti i tempi e tutte le marine. È il tributo che il mare, di tanto in tanto, richiede all’’umanità ardimentosa, come a conferma e a ricordo della sua forza e della sua ira indomabile dinanzi a cui la tecnica e la scienza chinano il capo rassegnate …”.

La Soprintendenza del Mare ringrazia, oltre l’Ispettore Onorario Fabio Portella, lo staff che ha consentito le immersioni sul sito e le ricerche storiche: Stefano Gualtieri, Linda Pasolli, Alessandro Celano, Antonio Di Grazia, Luca Galanti, Marco Gargari, e Salvatore Portella.

da comunicato della Soprintendenza del mare – photo credit Stefano Gualtieri

 

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