Esecuzioni, milizie e indifferenza: la Siria affonda nel caos

Gino Lanzara

12 Marzo 2025
A Syrian soldier aims an AK-47 assault rifle from his position in a foxhole during a firepower demonstration, part of Operation Desert Shield. The soldier is wearing a Soviet-made Model ShMS nuclear-biological-chemical warfare masks.
tempo di lettura: 3 minuti

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livello elementare

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ARGOMENTO: GEOPOLITICA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: SIRIA
parole chiave: instabilità medio oriente

La Siria continua a far parlare di sé; di fatto non ha mai interrotto alcuna attività degna di resoconto, ma le relazioni internazionali ed un battage pubblicitario ben indirizzato, hanno condotto a considerare i nuovi padroni di Damasco degni della massima stima, forti di un capo che, dismessa la mimetica, ha trovato degna collocazione internazionale con completi giacca e cravatta politically correct.

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Un soldato siriano di Assad punta un fucile d’assalto TYPE 56-1S (AK47 di fabbricazione cinese) durante una dimostrazione di fuoco. Il soldato indossa una maschera da guerra nucleare-biologica-chimica modello ShMS di fabbricazione sovietica, 1992
Syrian soldier aims an AK-47.JPEG – Wikimedia Commons

Peccato non aver più approfonditamente scavato in un passato neanche così lontano che, a Idlib, non dimenticheranno mai. La Siria è sotto pressione di Israele a cui premono il Golan e la tutela della comunità Drusa e rimane al centro di commerci che vedono il captagon1 quale catalizzatore di interessi a svariate cifre. La Siria è anche oggetto di attenzioni prive di velo da parte di Ankara, mentre combattenti caucasici ed asiatici imperversano facendo deflagrare odi di decenni ora lasciati liberi. Alawiti ed ex governativi sono oggetto di caccia indiscriminata mentre le Nazioni Unite ancora non prendono una posizione mentre Jolani mette sull’avviso le prossime potenziali vittime ma non frena la caccia degli jihadisti.

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Comandanti della Brigata dei Martiri di Idlib durante l’annuncio della loro formazione, il 29 aprile 2012 File: Idlib Martyrs’ Brigade.png – Wikimedia Commons

Il governo assicura che le esecuzioni sommarie debbano essere ricondotte ad azioni individuali non coordinate con le forze di sicurezza; peccato che ancora non sia state definite le linee entro cui le milizie debbano essere inquadrate; milizie arrivate a Latakia per partecipare ad una repressione che sembra sempre più una pulizia etnica. Stridono molte cose, e spiccano l’assenza di un Occidente refrattario alle vittime siriane di ogni età, e l’inanità delle istituzioni internazionali.
Gino Lanzara
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  1. la fenetillina, una anfetamina conosciuta come captagon, mescolata a caffeina, è stata utilizzata da gruppi del radicalismo islamico, come l’ISIS, durante la guerra civile siriana. Infatti, fino al 2011, i principali centri di produzione sono stati la Libia e il Libano ma, dopo lo scoppio della guerra civile, la Siria ne è diventato il primo produttore, essendo prodotta localmente con un processo semplice ed economico. Secondo le fonti di intelligence la droga viene prodotta in piccoli laboratori lungo il confine siriano-libanese, così come in stabilimenti più grandi vicino al confine tra Siria e Giordania ma una parte della produzione avverrebbe anche in Libano. Non a caso i gruppi terroristici, compresi quelli di Hamas, che effettuarono l’attacco contro i coloni israeliani, ne fanno uso. Secondo fonti locali, i gruppi militanti oltre ad utilizzarla per i loro militi, la esportano in cambio di armi e contanti. Di fatto questa sostanza dopante si sta diffondendo tra i combattenti mediorientali favorendo l’aumento della combattività e dell’aggressività ed il pericolo è che possa essere trasportata via mare ed impiegata da gruppi della criminalità organizzata internazionale.

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