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Giappone, l’Impero nato da una spada – parte II

tempo di lettura: 5 minuti

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livello elementare

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ARGOMENTO: GEOPOLITICA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: GIAPPONE
parole chiave: Equilibrio oceano Pacifico

 

Oltre alla forza di superficie il Giappone può vantare una componente subacquea, in espansione 21, di almeno 22 battelli che hanno evidenziato una capacità tecnologica ormai in grado di operare autonomamente 22. Il 14 ottobre 2020 è stato annunciato il sottomarino Taigei da 3.000 tonnellate, prima nave della classe Taigei e 22a nave sottomarina del JMSDF. Il Taigei è entrato in servizio nel 2022 e la seconda nave della classe, Hakugei, è stato varato nel 2023.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è marina-giapponese-640px-JMSDF_Submarine_Division_with_Clew.jpg

JMSDF Submarine Division con gli equipaggi sul ponte, 19 luglio 2018 – Fonte https://www.mod.go.jp/msdf/jmp/index.html – Autore  海上自衛隊JMSDF Submarine Division with Clew.jpg – Wikimedia Commons

Il Giappone ha una sola base aerea ad Okinawa, la Naha Air Base, unica struttura a difesa dell’intera area meridionale; disponendo di portaerei, Tokyo potrebbe disperdere la forza aerea non più vincolata a strutture fisse, inevitabile bersaglio primario. Non a caso Tokyo ha iniziato a costruire una base sull’isola di Mageshima, nella prefettura sud-occidentale di Kagoshima, utile a rafforzare le difese nelle isole Ryukyu ed a fornire una base aerea di riserva in caso di attacco su Okinawa; per effetto della sua posizione Mageshima è divenuta il luogo ideale per gli atterraggi dei velivoli delle portaerei americane, attualmente indirizzati su Iwojima. Come riportato da Asia Times l’importanza strategica di Mageshima deriva dal fatto che, per quanto piccola, può fungere da base logistica, barriera protettiva, base operativa, indicatore geografico per le rivendicazioni marittime23

Come potrebbe svilupparsi un’ipotetica azione bellica sino-nipponica?
Le navi cinesi presumibilmente impegnerebbero quelle giapponesi in punti diversi per impedire loro di concentrarsi nelle zone di attività di sbarco anfibio a sud delle Ryukyu, e puntare poi ad un’occupazione stabile; c’è tuttavia da tenere conto che la dispersione delle unità non considera né il controllo dello spazio aereo né come esso incida sulle attività marittime, limitate della libertà di movimento. La capacità antinave giapponese, aeronautica e aeronavale, rende rischiosa un’azione in profondità nelle acque controllate da Tokyo, dato che esporrebbe a rischi i velivoli decollati da terra; rischiosa come l’idea di impegnare interi gruppi da battaglia navali. Data la presenza di presidi giapponesi sulle Ryukyu24, le forze di invasione cinesi rischiano di andare incontro alle conseguenze della strategia di riduzione graduale25, volta ad infliggere forti perdite.

Da ricordare infine la strategia della distributed lethality volta a garantire un aumento del potere marittimo aumentando le capacità offensive di ogni singola unità di superficie, littoral combat ship, navi anfibie26 (destinate a diventare portaerei leggere dotate di F-35B) e logistiche comprese; le unità dovrebbero formare dei gruppi SAG27 piccoli e disseminati, difficili da colpire secondo una ratio che riguarderà anche le basi aeree e navali come Guam con la rotazione dei velivoli, cosa porterebbe un eventuale invasore a disperdere la sua potenza di fuoco come già avvenuto tra il 41 ed il 45 proprio nel Pacifico. È una strategia adeguata? Va considerata l’effettiva capacità navale cinese, caratterizzata dalla prevalenza delle fregate rispetto ai caccia, non tutti evoluti. Una maggiore operatività delle LCS comporterebbe un vantaggio in grado di eguagliare l’azione delle fregate cinesi liberando i caccia per l’azione.

Conclusioni
Date politica e globalizzazione, anche in Giappone l’invasione ucraina ha ingenerato sia un timore di vuoto logistico, sia la necessità di riconsiderare le incertezze poggiate su un intervento difensivo americano in caso di conflitto con Russia o Cina, o di attacco cinese su Taiwan; vista la politica occidentale ecco, giocoforza, il crollo delle convinzioni costituzionali e pacifiste di un Paese che ha dovuto prendere atto della mancanza di un’effettiva capacità deterrente o, per meglio dire, di contrattacco28, data la natura esclusivamente difensiva delle sue forze armate che potrebbero trovarsi comunque coinvolte in un conflitto con armi nucleari americane condivise. Tokyo ha dovuto prendere atto sia della fine delle regole dell’ordine internazionale vigente, sia delle possibili difficoltà di mantenimento in sicurezza delle vie di comunicazione marittima specialmente in carenza di alleanze regionali e globali. Estendendo il concetto, si può presumere che il Giappone intenda passare da un pacifismo passivo ad uno attivo.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è MARINA-GIAPPONESE-DDH-184_Kaga&DD-107_Ikazuchi.jpg

il DDH-184 Kaga ed il DD-107 Ikazuchi in esercitazione nell’Indo Pacifico, 2020 – Autore https://www.mod.go.jp/msdf/ – Fonte https://www.mod.go.jp/msdf/opeeral/cooperate/ipd20/#ipd20-032-4

Politicamente il Giappone sta rivendicando un proprio ruolo centrale nel raggiungimento e nel mantenimento di un nuovo equilibrio regionale e globale, assumendo una posizione di rilievo nella global supply chain. Al momento, come spesso avviene, spicca la labilità dell’UE. Un errore da evitare è comunque il considerare solo i maggiori contendenti, USA e Cina, impegnati nel dar sostanza alla loro trappola di Tucidide, senza valutare la presenza degli altri attori, ovvero Giappone, India, Vietnam, Filippine, Indonesia, Australia, impegnati a contrastare l’arbitraria nine dash line cinese. Sotto l’aspetto navale, il potere aeronavale indiano rivestirà un ruolo significativo di contenimento della Cina, in funzione dell’alleanza con Tokyo, l’altro braccio della tenaglia che serrerebbe Pechino, condizionata da un concetto di potere marittimo ancora influenzato da visioni continentali; britannici e giapponesi, non a caso, hanno dimostrato che flotte più contenute e guidate da una strategia chiara e pungente spesso prevalgono su flotte più numerose ma non alla pari nell’addestramento.

Gino Lanzara 

 

in anteprima JS Taigei (SS-513) in porto a Kobe, 9 marzo 2022 – Autore HuniniCreative Commons Attribution-Share Alike 4.0 JS Taigei(SS-513) sailing in Port of Kobe March 9, 2022 36.jpg – Wikimedia Commons

 

articolo originalmente pubblicato su DIFESAONLINE

 

Note

21 Nel 2022 è entrato in servizio il primo battello della classe Taigei, potrà imbarcare un equipaggio di circa 70 persone; lungo 84 metri, con un pescaggio di 10,4 metri e un dislocamento di circa 3.000 tonnellate, è leggermente più grande rispetto ai precedenti Soryu. Il battello è alimentato da un motore diesel-elettrico ed è dotato di batterie agli ioni di litio. La classe Taigei avrà anche un nuovo e più avanzato Combat Management System e potrà impiegare il più recente siluro pesante giapponese Type 18, e potrà lanciare missili antinave Boeing UGM-84L Harpoon Block II, utilizzabili anche contro bersagli terrestri. Finora il Giappone è l’unico Paese noto ad aver installato batterie agli ioni di litio; la Corea del Sud potrebbe essere il prossimo Stato a farlo.

22 Vedasi il missile antinave SSM1, con portata di oltre 80 miglia e testa esplosiva di 225 kg.

23 Non si può escludere che gli USA possano qui posizionare missili a lungo raggio, data l’intenzione di costruire un muro missilistico nella prima e nella seconda catena di isole.

24 Vedasi batterie di missili antinave Mitsubishi Type 12 SSM e antiaerei Mitsubishi Type 03 Chu-SAM; batterie antibalistiche PAC-3 Patriot

25 zengen sakusen, strategia con operazioni d’attrito che miravano a indebolire il nemico con la graduale riduzione della sua potenza

26 Vedasi la classe America (capoclasse America e Tripoli), con la previsione di altre 11 unità. L’US Navy non disporrà soltanto delle super-carrier della classe Nimitz e Ford, ma avrà anche la possibilità di impiegare portaerei più piccole con F-35B. La Type 001 e la Type 001° cinesi non eguagliano la classe America riconfigurata come portaerei leggera, sia per la presenza di velivoli di 5 generazione, sia per le prestazioni complessive.

27 Surface Action Group

28 Capacità di attaccare direttamente il territorio di un altro paese in caso di emergenza e in determinate circostanze.

 

PARTE I PARTE II

 

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

 

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