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livello elementare
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ARGOMENTO: FORZE ARMATE
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: ITALIA
parole chiave: Festa delle Forze Armate
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Il 4 novembre si festeggia la festa delle Forze Armate. Una festa importante che trova le sue origini nel giorno in cui, nel 1918 entrò in vigore, l’Armistizio di Villa Giusti, luogo dove avvenne la firma della resa dell’Impero Austro-Ungarico che riconobbe la sua sconfitta e concesse all’Italia i territori di Trento e Trieste. Questo trattato di fatto sancì per il nostro Paese la fine della Prima Guerra Mondiale.

Il 4 novembre si festeggia la festa delle Forze Armate. Una festa importante che trova le sue origini nel giorno in cui, nel 1918 entrò in vigore, l’Armistizio di Villa Giusti, luogo dove avvenne la firma della resa dell’Impero Austro-Ungarico che riconobbe la sua sconfitta e concesse all’Italia i territori di Trento e Trieste. Questo trattato di fatto sancì per il nostro Paese la fine della Prima Guerra Mondiale.
Perché il 4 novembre?
La celebrazione del 4 novembre è l’unica festa nazionale che tra alti e bassi abbia attraversato decenni di storia italiana mantenendo i suoi valori originali: dall’età liberale, al Fascismo, all’Italia repubblicana. Non a caso fu scelta per ricordare l’unità d’Italia ed i componenti delle forze armate che con il loro sacrificio ne hanno garantito la realizzazione.

In questa giornata va ricordato anche il milite ignoto, un soldato sconosciuto che diede la sua vita per la Patria. Il 24 agosto 1920 il colonnello Giulio Douhet, sulla scorta di analoghe iniziative già attuate in Francia e in altri Paesi coinvolti nella prima guerra mondiale, propose per primo in Italia di onorare i caduti italiani con la creazione di un monumento al Milite Ignoto a Roma.
Sulla rivista il Dovere, Dohuet scrisse:
«[…] Tutto sopportò e vinse il Soldato. Dall’ingiuria gratuita dei politicanti e dei giornalastri che […] cominciarono a meravigliarsi del suo valore […], alla calunnia feroce diramata per il mondo a scarico di una terribile responsabilità. Tutto sopportò e tutto vinse, da solo, nonostante. Perciò al Soldato bisogna conferire il sommo onore, quello cui nessuno dei suoi condottieri può aspirare neppure nei suoi più folli sogni di ambizione. […].»
Una storia da conoscere
Il Ministero della Guerra costituì una commissione a cui fu dato l’incarico di individuare undici salme di soldati italiani non identificati: tra esse si sarebbe scelta quella da seppellire solennemente all’Altare della Patria in una tomba che sarebbe diventata il monumento al Milite Ignoto.

Nel frattempo all’Altare della Patria al Vittoriano a Roma fu realizzato il loculo che avrebbe ospitato il Milite Ignoto. Le undici bare furono trasportate dai teatri di guerra ad Aquileia grazie ad alcuni autocarri. Si racconta che al passaggio di questi convogli militari le strade dei paesi si riempivano di gente che attendeva il loro passaggio, con le finestre delle abitazioni che si ricoprivano di bandiere tricolori e le campane delle chiese che suonavano “a morto”.
La scelta della salma a cui dare solenne sepoltura all’Altare della Patria fu affidata a Maria Bergamas, madre di Antonio Bergamas, volontario irredentista di Gradisca d’Isonzo, comune friulano annesso al Regno d’Italia solo dopo la guerra. Antonio Bergamas aveva disertato dall’esercito austroungarico per unirsi a quello italiano ma era morto in combattimento senza che il suo corpo fosse stato mai ritrovato. Il corpo del soldato da tumulare all’Altare della Patria fu scelto il 28 ottobre nella basilica di Aquileia. Maria Bergamas fu condotta di fronte alle undici bare allineate, che passò in rassegna accasciandosi al suolo davanti al decimo feretro urlando il nome del figlio su cui, per questo motivo, cadde la scelta. Le altre dieci salme trovano riposo nel cimitero degli eroi di Aquileia, dove è stabilmente schierata la Guardia d’Onore.

Con il Regio decreto n. 1354 del 23 ottobre 1922, poco dopo la marcia su Roma, la festa cambiò nome in Anniversario della Vittoria mentre alla fine della seconda guerra mondiale, nel 1949, ridiventò la Celebrazione delle forze armate italiane e dell’Unità d’Italia. Negli anni ’60 e ’70 politiche antimilitariste nelle frange giovanili concorsero non poco a velarne l’importanza. Nonostante ciò, fino al 1976, il 4 novembre fu sempre considerato un giorno festivo. Nell’anno seguente, a causa della riforma del calendario delle festività nazionali introdotta con la legge n° 54 del 5 marzo 1977, la ricorrenza fu spostata alla prima domenica di novembre. Questo è il motivo per cui ogni anno molte manifestazioni avvengono la domenica.

Sebbene la sua visibilità come festività andò declinando, nei primi anni 2000, grazie alla volontà del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi si ebbe una rivalorizzazione dei simboli patri italiani, considerando il ruolo politico italiano nell’ambito delle Alleanze e dell’ONU che portò ad un sempre maggiore impiego dei nostri militari nelle missioni all’estero. In altre parole vi fu una nuova presa di coscienza sul ruolo delle Forze Armate, strumenti essenziali per il rafforzamento della politica estera italiana. Il loro impiego, in particolare nel dual use a servizio del Paese nelle emergenze nazionali ed internazionali, è ormai riconosciuto da tutte le forze politiche.
Il 4 novembre
In questa giornata, ricca di contenuti, si intende ricordare in special modo tutti coloro che hanno sacrificato il bene supremo della vita per un ideale di Patria e di attaccamento al dovere: valori immutati nel tempo, per i militari di allora e per quelli di oggi. A loro va il nostro totale riconoscimento ed apprezzamento. Ogni speculazione in merito è pretestuosa e denota ignoranza del loro effettivo impiego che è sempre stabilito e regolato dall’autorità politica nazionale.

La celebrazione
Come ogni anno, la giornata inizia con l’omaggio delle più alte cariche dello Stato al Sacello del Milite ignoto. Un analoga cerimonia si svolge al Sacrario di Redipuglia dove sono custodite le salme di oltre 100.000 soldati italiani caduti durante la prima guerra mondiale. Commemorazioni ai monumenti ai caduti vengono svolte in tutte le località d’Italia.








In sintesi il 4 novembre deve essere considerata una giornata di festa per tutti e non solo per i militari e per gli uomini dei Corpi armati dello Stato che hanno scelto di servire con onore il Paese in divisa. Buona festa dell’Unità nazionale e delle Forze Armate a tutti.
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