ARGOMENTO: EMERGENZE AMBIENTALI
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: NORD EUROPA – SCANDINAVIA – RUSSIA
parole chiave: radioisotopi, radiazioni, fughe radioattive, centrali nucleari
Alti valori di radioattività misurati nell’Europa orientale indicano che un incidente nucleare è avvenuto nell’ultima settimana di settembre in un impianto nucleare in Russia o in Kazakistan.
Il Ministero dell’Ambiente austriaco rilevò, martedì 3 ottobre 2017, piccole quantità di rutenio, non preoccupanti per l’ambiente e la salute. Questa segnalazione fu confermata dall’Autorità norvegese per la sicurezza nucleare (NRPA). L’Ufficio federale svizzero della sanità pubblica (FOPH) fornì quindi i primi risultati delle misurazioni che indicavano bassi livelli di radioattività nell’aria, con tracce di rutenio-106 in aerosol prelevati nella regione del Ticino, tra il 25 settembre e il 2 ottobre 2017. In particolare, la concentrazione di rutenio 106 era circa 40 micro-Bq/m³, 17.000 volte inferiore al limite fissato per questo radionuclide nell’ordinanza di protezione dalle radiazioni.
Da dove proveniva?
Secondo l’IRSN, un istituto di sicurezza nucleare francese, l’emissione di questa nube radioattiva era scaturita in un impianto nucleare in Russia o in Kazakistan, probabilmente nell’ultima settimana di settembre. In Italia le stazioni dell’Arpa e dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) rilevarono che i valori di rutenio-106 non destavano allarme. Le tracce erano state rilevate dai sensori la sua rete di monitoraggio della radioattività Resorad in Friuli, Lombardia, Emilia, Piemonte ed in Toscana. Per fare un raffronto, nel 1986, la nube radioattiva di Chernobyl provocò un innalzamento dei livelli di radiazione decine di migliaia di becquerel al metro quadro.
Gli scienziati escludono un incidente ad un reattore nucleare in quanto ciò avrebbe portato alla contaminazione della nube con altri radionuclidi; ritengono invece che possa esserci stata una perdita in un sito di trattamento del combustibile nucleare o un centro di medicina nucleare. Ha anche escluso che derivi dal rientro di un satellite alimentato al rutenio, dato che nessun satellite contenente rutenio è caduto sulla terra durante questo periodo. Inoltre, le misurazioni delle stazioni europee hanno mostrato all’inizio di ottobre dei livelli anomali di rutenio 106 nell’atmosfera con una costante diminuzione delle dosi dal 6 ottobre in poi. Sulla base dei modelli di circolazione delle masse d’aria atmosferiche, la zona più plausibile dell’incidente si troverebbe a sud delle montagne Ural, tra gli Urali e il fiume Volga.

Per fortuna non sembra esserci alcun pericolo sulla salute umana o sull’ambiente in Europa, ha dichiarato l’IRSN. “Le autorità russe hanno dichiarato di non essere a conoscenza di un incidente sul loro territorio“, ha detto il direttore dell’IRSN Jean-Marc Peres alla Reuters”. Inoltre, ha aggiunto che l’istituto non aveva ancora potuto raggiungere le autorità del Kazakistan o dell’ambasciata kazaka a Mosca. Il mistero sulla sua origine quindi permane.




