.
livello elementare
.
ARGOMENTO: BIOLOGIA MARINA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: Mixine
.
Le mixine sono creature marine anguilliformi, scheletricamente dotate del solo cranio, appartenenti all’Ordine dei Mixiniformi. Questi non certo attraenti animali sono pressoché gli unici vertebrati isosmotici rispetto al mezzo in cui vivono. In parole semplici, il loro corpo presenta lo stesso grado di salinità dell’acqua in cui sono immersi. Ma non è la loro unica caratteristica curiosa.

Una delle sue caratteristiche è la capacità di agganciarsi alla preda e strapparne un pezzo dopo essersi annodata su se stessa, facendo leva sul proprio corpo. Hag fish knot.jpg – Wikimedia Commons
I loro “occhi” in realtà sono strutture fotosensibili molto semplici, incapaci di formare immagini, ed utili solo a distinguere la luce dal buio. La sua bocca è sprovvista di mascelle (cosa che li inserisce negli agnati), ed è dotata di sei corti tentacoli e una lingua a pistone dentellata con la quale, agganciandola al dente palatino, dilaniano le loro prede. A tal riguardo la loro alimentazione si basa principalmente su invertebrati, pesci morti e cadaveri di varia natura, ma anche su animali non morti, che mostrano qualche problema. Non è pertanto corretto definire la mixina un parassita, come talvolta si legge: è più propriamente uno spazzino, che occasionalmente sa procurarsi fonti alternative di cibo. Per la legge non scritta naturale, se un grosso pesce malandato si imbatte nel territorio delle mixine, queste gli si avventeranno addosso, penetrando nel corpo del malcapitato da tutti gli orifizi disponibili, specialmente le aperture branchiali. A questo punto entra in gioco la funzione dei pori laterali. Da qui infatti viene secreta una sostanza proteica concentrata in grado di assorbire all’istante un’immensa quantità di acqua, producendo così una massa impressionante di muco appiccicoso. Per capirci, un secchio d’acqua con una missina dentro si tramuta all’istante in un secchio di muco. Questa capacità “magica” delle mixine è valso loro il nome anglosassone di hag fish (pesce-strega).
| Un episodio davvero curioso è accaduto, tempo fa, lungo la statale 101 nello Stato dell’Oregon, negli Usa. Un autocarro che trasportava ben 3.400 chili di mixine, perse il suo strano carico durante il tragitto. Gli animali, impauriti da ciò che stava accadendo, emisero una notevole quantità di muco, un’arma di difesa che utilizzano in caso di pericolo. Il risultato fu un vero disastro per la circolazione stradale e la sostanza viscida provocò un incidente a catena che interessò ben cinque auto. |
La strategia di caccia di questi organismi marini è curiosa; penetrano nella faringe della preda e la soffocano producendo quantità spropositate di sostanza mucosa, finendo così per ucciderla per poi divorarla dall’interno. Una curiosità ulteriore è la capacità di agganciarsi alla preda e strapparne un pezzo annodandosi su se stesse e facendo leva sul proprio corpo. Una tecnica che impiegano anche per liberarsi dalla presa di un predatore.

un gruppo di Mixine del Pacifico (Eptatretus stoutii) condividono una fenditura a 150 metri di profondità. California, Santuario Marino Nazionale di Cordell Bank
Sanc1691 – Flickr – NOAA Photo Library.jpg – Wikimedia Commons
Differentemente dagli altri vertebrati, le mixine posseggono più cuori, uno in prossimità delle branchie (stranamente a numero variabile da 1 a 16, sebbene non sempre attive) e altri, accessori, nella regione caudale. Un’analisi del sistema riproduttivo ha messo in evidenza come alcune specie siano ermafrodite (ne esistano oltre 50), ma le conoscenze sui meccanismi di accoppiamento non sono chiare; le uova, fecondate durante la deposizione, sono allungate e hanno dimensioni pari a circa di un centimetro e si agganciano al substrato con degli uncini Dalla loro schiusa nascono dei piccoli organismi a sviluppo diretto.

un piatto di hag-fish offerto a Busan, Korea Korea-Busan-Haeundae Market-Inshore hagfish-Gomjangeo bokkeum-01.jpg – Wikimedia Commons
Il loro muco è alquanto complesso: un insieme di fibre setose intrecciate super resistenti, elastiche, flessibili e con proprietà ignifughe. Tutte caratteristiche interessanti ed in fase di studio e sperimentazione per giubbotti antiproiettile e di protezione per vigili del fuoco e sommozzatori per creare delle mute per immersioni in acque profonde. Non ultimo sono parte della cucina orientale … chissà forse da cucinate possono essere più attraenti che da vive.
Vincenzo Popio
.
PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE
.
Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo
.
..

