{"id":99438,"date":"2023-11-19T00:01:00","date_gmt":"2023-11-18T23:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=99438"},"modified":"2023-11-26T15:53:32","modified_gmt":"2023-11-26T14:53:32","slug":"cavour-e-il-potenziamento-della-marina-di-aldo-antonicelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/99438","title":{"rendered":"Cavour e il potenziamento della Marina &#8211; parte I  di Aldo Antonicelli"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: STORIA NAVALE<br \/>\n<\/strong><strong>PERIODO: XIX SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: REGIA MARINA<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: Re Galantuomo, Cavour<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Prologo<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Delle caratteristiche e della vita operativa delle <strong><span style=\"color: #008000;\">pirofregate corazzate Re d\u2019Italia<\/span><\/strong> (affondata nel corso della battaglia di Lissa) e<strong><span style=\"color: #008000;\"> Re di Portogallo<\/span><\/strong> si \u00e8 occupato con grande competenza e dovizia di particolari <strong><span style=\"color: #008000;\">Franco Gay<\/span><\/strong> nel <em>volume <strong><span style=\"color: #008000;\">Le navi di linea italiane (1861-1875)<\/span><\/strong>,<\/em> edito nel 2011 dall\u2019Ufficio storico della Marina Militare.&nbsp;Questo articolo presenta invece i disegni originali della Re d\u2019Italia eseguiti dal costruttore delle due fregate, il newyorkese <span style=\"color: #008000;\"><strong>William Henry Webb<\/strong><\/span>, che, per quanto \u00e8 noto, non sono mai stati pubblicati in Italia. I disegni (una sezione longitudinale, le viste in pianta dei ponti e una semisezione trasversale), sono contenuti in un album nel quale Webb raccolse i progetti delle principali navi da lui costruite e fece pubblicare nel 1895 <sup>1<\/sup>. Questi disegni permettono di esaminare in dettaglio le sistemazioni interne delle due grandi corazzate, finora noti solo a grandi linee grazie al contenuto dei documenti della Marina relativi a queste due grandi unit\u00e0. Qui indaghiamo per\u00f2 anche le motivazioni che portarono Cavour a ordinarne la costruzione ad un cantiere d\u2019oltreoceano, un argomento sul quale poco si \u00e8 scritto e ricostruiamo la genesi del progetto e i commenti della stampa statunitense che dedic\u00f2 molto spazio alla vicenda, malgrado la concomitante Guerra di Secessione. Rilevo infine la scarsa attenzione dei media italiani per il ritrovamento, avvenuto nel maggio 2005 al largo di Lissa, del relitto della Re d\u2019Italia, da parte di una spedizione archeologica navale congiunta franco-croata <sup>2<\/sup>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Il costruttore<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">La sera del 2 dicembre 1863 il ponte di coperta di una grande nave da guerra ormeggiata ad un molo del porto di Hoboken (cittadina che sorge sulla riva destra del fiume Hudson, prospicente l\u2019isola di Manhattan, New York) era illuminato a giorno da potenti lampade al carburo di calcio. Si trattava della fregata corazzata Re d\u2019Italia, recentemente completata. La nave era stata progettata e costruita da William Henry Webb (1816-99) che all\u2019epoca aveva raggiunto l\u2019apice della sua fama come architetto e costruttore navale. Tra il 1840 e il 1869 dal suo cantiere uscirono 135 navi in legno, sia a vela che a propulsione mista vela e vapore, tra le quali molti famosi clipper. Come era sua consuetudine, Webb aveva organizzato un grande evento pubblico in vista della prossima partenza della nave per l\u2019Italia. Dal primo pomeriggio, la fregata era stata visitata da un gran numero di appartenenti alla borghesia newyorkese accorsa ad ammirare quello che il New York Times defin\u00ec un \u201cmagnifico vascello\u201d. Alle sette di sera nel quadrato aveva avuto inizio un ricco banchetto, al quale avevano partecipato l\u2019ambasciatore, il console generale e gli ufficiali italiani che avrebbero preso in carico la nave, oltre a molti illustri personaggi politici di New York e numerosi ufficiali sia della Marina Unionista che della squadra navale russa che all\u2019epoca si trovava nel porto newyorkese. Dopo il banchetto, sul ponte di batteria si aprirono le danze che durarono fino alla mezzanotte. Per tutta la giornata le macchine della nave erano state mantenute ininterrottamente in funzione a lento moto per consentire ai visitatori di osservarle in movimento <sup>3<\/sup>.&nbsp;Se Webb aveva una grandissima esperienza nella costruzione di navi mercantili e passeggeri, la sua esperienza nel campo delle navi da guerra era invece molto limitata; prima delle due unit\u00e0 italiane aveva realizzato solamente altre due navi da guerra in legno e non corazzate, entrambe per la Marina Russa. La prima era la corvetta a vapore da 1.500 tonnellate <strong><span style=\"color: #008000;\">La Giapponese<\/span><\/strong>, la seconda era la grande fregata ad elica Ammiraglio Generale, che era stata completata nel 1859, L\u2019 <strong><span style=\"color: #008000;\">Ammiraglio Generale<\/span><\/strong> dislocava 5.760 t ed aveva l\u2019eccezionale lunghezza di 93m; poteva contare su un poderoso armamento di 66 cannoni, suddivisi tra il ponte di batteria e quello di coperta.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/MARINA-RUSSA-General-Admiral1857-1870.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-RUSSA-General-Admiral1857-1870.jpg\" width=\"841\" height=\"641\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">fregata dell&#8217;impero russo General-Admiral. \u0420\u0443\u0441\u0441\u043a\u0438\u0439: \u0412\u0438\u043d\u0442\u043e\u0432\u043e\u0439 \u0444\u0440\u0435\u0433\u0430\u0442 \u0413\u0435\u043d\u0435\u0440\u0430\u043b-\u0430\u0434\u043c\u0438\u0440\u0430\u043b \u0432 \u0434\u043e\u043a\u0435. \u0422\u0443\u043b\u043e\u043d \u043b\u0435\u0442\u043e 1868 \u0433\u043e\u0434\u0430. &#8211; foto tra il 1857&nbsp; ed il 1870 &#8211; Fonte \u0410\u0440\u0445\u0438\u0432 \u0444\u043e\u0442\u043e\u0442\u043e\u0433\u0440\u0430\u0444\u0438\u0439 \u043a\u043e\u0440\u0430\u0431\u043b\u0435\u0439 \u0440\u0443\u0441\u0441\u043a\u043e\u0433\u043e \u0438 \u0441\u043e\u0432\u0435\u0442\u0441\u043a\u043e\u0433\u043e \u0412\u041c\u0424<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:General-Admiral1857-1870.jpg\">General-Admiral1857-1870.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Nel corso del viaggio di consegna alla volta del porto di Kronstadt la fregata, che aveva a bordo lo stesso Webb con la sua famiglia, effettu\u00f2 la traversata da New York a Cherbourg nel tempo record di 12 giorni. Ad agosto del 1859, dopo aver consegnato la nave alle autorit\u00e0 russe e prima di far ritorno a New York, Webb visit\u00f2 alcune citt\u00e0 europee nella speranza di ricevere ordinazioni per altre navi, sfruttando la sensazione che la sua fregata aveva prodotto in Europa.&nbsp;Secondo i suoi biografi, in quell\u2019occasione entr\u00f2 in contatto anche con il <strong><span style=\"color: #008000;\">conte di Cavour<\/span><\/strong>, il quale gli avrebbe prospettato la possibilit\u00e0 di affidargli la costruzione di due fregate, un evento del quale non si \u00e8 per\u00f2 trovato alcuna conferma sia nei documenti archivistici che nella corrispondenza privata e pubblica del conte ad oggi edita <sup>4<\/sup>.<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Cavour e il potenziamento della flotta<br \/>\n<\/span><\/strong>Alla fine del 1860 la nave corazzata era nella sua prima infanzia: la Francia, dopo l\u2019esperimento delle batterie corazzate galleggianti della classe Lave, che ebbero battesimo del fuoco nella <strong><span style=\"color: #008000;\">guerra di Crimea<\/span><\/strong>, nell\u2019agosto del 1860, aveva messo in servizio la prima vera e propria nave corazzata d\u2019alto mare, la fregata <strong><span style=\"color: #008000;\">Gloire<\/span><\/strong> con scafo in legno.&nbsp;La risposta britannica, la <strong><span style=\"color: #008000;\">fregata Warrior<\/span><\/strong>, a differenza della nave francese, aveva lo scafo interamente in ferro, e fu invece varata negli ultimi giorni del 1860 ed entr\u00f2 in servizio il 1\u00b0 agosto del 1861 <sup>5<\/sup>.&nbsp;Il <strong><span style=\"color: #008000;\">conte di Cavour<\/span> <\/strong>era stato da sempre aperto all\u2019innovazione tecnologica, sia in campo civile che militare. Una volta tornato alla presidenza del Consiglio dei Ministri del Regno di Sardegna e assunta anche la titolarit\u00e0 dei dicasteri degli Affari Esteri e della Marina, decise di dotare la Marina sabauda di unit\u00e0 corazzate e alla met\u00e0 del 1860 ordin\u00f2 al cantiere francese <strong><span style=\"color: #008000;\">Forges et Chantiers de la M\u00e9diterran\u00e9e<\/span> <\/strong>due batterie corazzate galleggianti, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Terribile<\/span><\/strong> e la <strong><span style=\"color: #008000;\">Formidabile<\/span><\/strong>.&nbsp;Come era sua abitudine, condusse personalmente le trattative con il cantiere francese, scavalcando lo Stato Maggiore della Marina, composto da ufficiali perlopi\u00f9 esitanti, tradizionalisti e per temperamento poco propensi ad adottare le innovazioni tecnologiche <sup>6<\/sup>. Come \u00e8 noto, dopo la sua consegna alla Marina, la Terribile fu ritenuta in grado di essere utilizzata anche come unit\u00e0 d\u2019alto mare, previa esecuzione di alcuni lavori di adattamento, e fu riclassificata \u201cpirocorvetta corazzata\u201d (la <strong><span style=\"color: #008000;\">Formidabile<\/span><\/strong> fu modificata quando ancora era in via di completamento). Ciononostante non potevano essere considerate unit\u00e0 di prima linea all\u2019altezza di quelle francesi e britanniche e neppure di quelle che il Governo sabaudo supponeva fossero state ordinate dalle Marine austriaca e spagnola.&nbsp;Cavour era conscio che all\u2019ingrandimento territoriale dello stato doveva far riscontro anche il potenziamento delle sue Forze Armate e, in particolare, della Marina; ritenne perci\u00f2 indispensabile potenziare la flotta nel pi\u00f9 breve tempo possibile, sia numericamente che qualitativamente, decidendo la trasformazione di alcune fregate a vela in navi a propulsione mista e l\u2019acquisizione di navi corazzate di prima linea <sup>7<\/sup>. Le circostanze che portarono il Cavour a contrattare la costruzione delle due corazzate con Webb non sono molto chiare, sia perch\u00e9 la trattativa fu avviata proprio nel periodo in cui il Regno di Sardegna, dopo l\u2019annessione degli altri stati preunitari italiani, si stava avviando a diventare il Regno d\u2019Italia, sia perch\u00e9 dopo soli pochi mesi, a giugno del 1861, la morte colse inaspettatamente il conte.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/STORIA-ITALIA-640px-Camillo_benso_Conte_di_Cavour_iii.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 STORIA-ITALIA-640px-Camillo_benso_Conte_di_Cavour_iii.jpg\" width=\"866\" height=\"1107\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ritratto del Conte Camillo Benso Conte di Cavour (1810-1861) &#8211; autore Michele Gordigiani https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Camillo_benso_Conte_di_Cavour_iii.jpg<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Poich\u00e9 <span style=\"color: #008000;\"><strong>Cavour<\/strong><\/span>, insofferente delle lungaggini burocratiche e dell\u2019inerzia dei suoi sottoposti militari e politici, era solito gestire gli affari di stato in totale autonomia, senza informarne gli altri ministri, alla sua morte il suo successore al dicastero della Marina, il <strong><span style=\"color: #008000;\">generale Luigi Menabrea<\/span><\/strong>, eredit\u00f2 una situazione della quale conosceva poco o nulla.&nbsp;Poich\u00e9 come detto in precedenza, nessun riferimento al costruttore statunitense \u00e8 stato rintracciato n\u00e9 nei documenti d\u2019archivio del Ministero della Marina sarda n\u00e9 nella corrispondenza pubblica e privata del conte, per ricostruire le vicende che portarono il Governo italiano ad ordinare le due corazzate al cantiere d\u2019oltreoceano le uniche fonti sono costituite dalle dichiarazioni, a volte &nbsp;contraddittorie, rese da vari ministri e deputati \u2013 che si basavano spesso unicamente sulla propria memoria &#8211; nel corso di alcuni dibattiti parlamentari riguardanti la Marina avvenuti tra il 1861 e il 1872.&nbsp;Il 6 luglio 1861 il <strong><span style=\"color: #008000;\">generale Menabrea<\/span><\/strong> riepilog\u00f2 in una seduta della Camera gli eventi che l\u2019avevano portato a firmare il contratto con Webb dopo la morte di Cavour. Alla base dell\u2019urgenza con la quale fu stipulato il contratto per la costruzione di due fregate corazzate vi era la diffusa convinzione che una nuova guerra contro l\u2019Austria fosse non solo probabile ma imminente. Poich\u00e9 le informazioni di cui disponeva il Governo davano per certo che la Marina austriaca avesse avviato la costruzione di alcune unit\u00e0 corazzate, era necessario ammodernare la Marina italiana al pi\u00f9 presto possibile. Le industrie e gli unici due cantieri italiani in grado di costruire navi di grandi dimensioni, quello della Foce di Genova e quello di Castellammare di Stabia, non erano ritenuti in grado di realizzare in tempi brevi gli scafi, le corazze e le macchine propulsive necessarie; l\u2019unica alternativa era quindi rivolgersi all\u2019estero.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/REGNO-ITALIA-640px-Perrin_C._lith._-_Ritratto_del_generale_Menabrea_-_litografia_-_1861.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 REGNO-ITALIA-640px-Perrin_C._lith._-_Ritratto_del_generale_Menabrea_-_litografia_-_1861.jpg\" width=\"822\" height=\"1212\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">generale del regno di Sardegna Luigi Menabrea, pubblicato 1861 (edito Perrin C. litografia) https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Perrin_C._lith._-_Ritratto_del_generale_Menabrea_-_litografia_-_1861.jpg<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Si dovette rinunciare ad utilizzare i cantieri inglesi a causa della vigente legislazione britannica, che proibiva di consegnare le navi costruite per conto di governi stranieri qualora questi si fossero trovati in stato di guerra <sup>8<\/sup>, un evento ritenuto [come si \u00e8 detto] molto probabile. Il cantiere <strong><span style=\"color: #008000;\">Forges et Chantiers de la M\u00e9diterran\u00e9e<\/span><\/strong> dichiar\u00f2 invece di non poter costruire le navi entro i 30-36 mesi richiesti dal Governo italiano. Esclusi i cantieri europei, gli unici in grado di realizzare grandi navi rimanevano quelli statunitensi, che per\u00f2 erano completamente privi di esperienza nel campo delle navi corazzate. Secondo quanto dichiararono i <strong><span style=\"color: #008000;\">ministri della Marina Guglielmo Acton nel 1871 e Luigi Federico Menabrea nel 1872<\/span><\/strong>, alla fine del 1860, il <strong><span style=\"color: #008000;\">conte di Cavour<\/span><\/strong>, una volta presa la decisione di far costruire le corazzate nei cantieri d\u2019oltre Atlantico, aveva chiesto informazioni su quale fosse il costruttore pi\u00f9 affidabile al quale rivolgersi; quando fonti non meglio identificate gli raccomandarono il <strong><span style=\"color: #008000;\">Webb<\/span><\/strong>, lo invit\u00f2 a recarsi a Torino <sup>9<\/sup>. Al contrario il <strong><span style=\"color: #008000;\">deputato Giovanni Ricci<\/span><\/strong>, ex ufficiale della Marina del Regno di Sardegna, che quale Aiutante Generale della Marina era stato anche collaboratore di Cavour, dichiar\u00f2 che Webb si era presentato a Cavour di sua iniziativa<sup>10<\/sup>. Secondo Ricci, il costruttore inizialmente aveva proposto di costruire una sola grande fregata in legno ma, su richiesta di Cavour, aveva modificato la sua offerta in quella di una unit\u00e0 corazzata. Dopo aver chiesto l\u2019opinione&nbsp;<span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">dell&#8217;Ing<\/span><span style=\"color: #008000;\"><b><span style=\"color: #000000;\">.<\/span> Felice Mattei<\/b><\/span><\/span>, ex Ingegnere direttore delle costruzioni della Marina Sarda e Ispettore generale del Genio Navale di quella d\u2019Italia e anch\u2019egli deputato, il conte decise di portare l\u2019ordine a due unit\u00e0, in modo da ottenere un prezzo unitario pi\u00f9 vantaggioso. Il primo riferimento ad un eventuale utilizzo di cantieri newyorkesi per le necessit\u00e0 della nuova Marina italiana si trova in una lettera che il Ministero della Marina invi\u00f2 al Comandante Generale della Marina a febbraio del 1861, nella quale lo si informava dell\u2019intenzione del Governo di trasformare le fregate a vela San Michele (ex-sarda), Regina e Partenope (ex-borboniche) in unit\u00e0 a propulsione mista. Poich\u00e9 i cantieri nazionali erano impegnati, l\u2019intenzione del ministro era di far eseguire i lavori di trasformazione da un cantiere di New York. Il ministero invitava perci\u00f2 il Comandante della Marina ad inviare i disegni delle tre navi al console italiano residente in quella citt\u00e0 che li avrebbe poi inoltrati al costruttore che sarebbe stato scelto tra quelli che godevano della migliore reputazione<sup>11<\/sup>. E\u2019 probabile che proprio in seguito agli eventuali contatti avuti con il console italiano Webb abbia inviato al governo di Torino l\u2019offerta di costruire una o pi\u00f9 navi. Inizialmente le trattative furono probabilmente condotte da un agente di Webb, in quanto quest\u2019ultimo si imbarc\u00f2 per l\u2019Italia solo a luglio del 1861, dopo la morte di Cavour <sup>12<\/sup>.&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Fine I parte &#8211; continua<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Aldo Antonicelli<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Estratto da <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>La Pirofregata corazzata Re d\u2019Italia<\/em><\/span><\/strong> di Aldo Antonicelli &#8211; NAM anno 4 (2023), Fascicolo n. 16 Storia Militare contemporanea (novembre) ch epu\u00f2 essere letto nella sua interezza seguendo questo <a href=\"https:\/\/www.academia.edu\/108755759\/La_pirofregata_corazzata_Re_dItalia?email_work_card=abstract-read-more\">https:\/\/www.academia.edu\/108755759\/La_pirofregata_corazzata_Re_dItalia?email_work_card=abstract-read-more<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Note<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">1 <span class=\"a\">William <span class=\"l\">H. <\/span><\/span><span class=\"a\">W<\/span><span class=\"a\">ebb<\/span><span class=\"a\">,<\/span><span class=\"a\">&nbsp;Plans of&nbsp;W<span class=\"l8\">ooden&nbsp;V<span class=\"l9\">essels built by William H. Webb in the City of New&nbsp;<\/span><\/span><\/span><span class=\"a\">Y<span class=\"l8\">ork, 1840-1869<\/span><\/span><span class=\"a\">, 2 vol., 1895<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">2 <span class=\"a\">Il&nbsp;<span class=\"l9\">20&nbsp;<span class=\"l7\">luglio&nbsp;<span class=\"l8\">2016,&nbsp;<span class=\"l6\">in&nbsp;occasione&nbsp;della&nbsp;commemorazione organizzata dal&nbsp;<span class=\"l\">governo croato&nbsp;<span class=\"l12\">per <\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><span class=\"a\">ricordare il 150\u00b0 anniversario della battaglia, alla quale in rappresentanza del Ministero <\/span><span class=\"a\">della Difesa italiano partecip\u00f2 il capitano di fregata Fabrizio Rossi, un team di subacquei&nbsp;<\/span><span class=\"a\">croati ha nuovamente ispezionato e filmato il relitto e ha collocato su una delle piastre della nave.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">3 <span class=\"a\">\u00ab<\/span><span class=\"a\">Soiree on Board the Italian Frigate Re d\u2019Italia<\/span><span class=\"a\">\u00bb. New Y<span class=\"l6\">ork Times, 3 dicembre 1863.<\/span><\/span><span class=\"a\">4&nbsp;<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">4 E. <span class=\"l\">L. <\/span><span class=\"a\">Dunbaugh<\/span><span class=\"a\">,<\/span><span class=\"a\">&nbsp;W<span class=\"l8\">. <\/span><\/span><span class=\"a\">Dubarry<\/span><span class=\"a\"> Thomas<\/span><span class=\"a\">, <\/span><span class=\"a\">Will<span class=\"l6\">iam H.&nbsp;W<span class=\"l8\">ebb: Shipbuilder<\/span><\/span><\/span><span class=\"a\">, W<span class=\"l6\">ebb Institute&nbsp;of<\/span><\/span><span class=\"a\">&nbsp;Naval Architecture, New Y<span class=\"l11\">ork, 1989, p.&nbsp;81. Un incontro&nbsp;tra W<span class=\"l8\">ebb e Cavour&nbsp;ad agosto del<\/span><\/span><\/span><span class=\"a\">1859 sembra d\u2019altronde alquanto improbabile in quanto in quel periodo, per protesta con<\/span><span class=\"a\">tro le condizioni dell\u2019armistizio concluso dall\u2019Imperatore Napoleone III con l\u2019Austria, ar<\/span><span class=\"a\">mistizio che pose \ue000ne alla II Guerra di Indipendenza, il conte di Cavour si era dimesso da<\/span><span class=\"a\">&nbsp;presidente del&nbsp;<span class=\"l6\">Consiglio e&nbsp;<span class=\"l7\">si era&nbsp;<span class=\"l8\">ritirato nelle&nbsp;<span class=\"l9\">propriet\u00e0 di famiglia nel vercellese. Ritorner\u00e0 <\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><span class=\"a\">alla guida del Regno di Sardegna solamente a gennaio del 1860.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">5 Le prime grandi navi corazzate furono classificate fregate in quanto avevano l\u2019armamento disposto, oltre che in coperta, su un unico ponte di batteria; in seguito saranno pi\u00f9 generalmente definite con il termine anglosassone \u201cironclads\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\">6 A questo proposito si veda Aldo Antonicelli, \u00ab<strong><span style=\"color: #008000;\">Un pirovascello o una fregata corazzata?<\/span><\/strong>\u00bb, Bollettino d\u2019Archivio dell\u2019Ufficio Storico della Marina, Roma, settembre 2012; pp 31-73.<\/p>\n<p align=\"justify\">7 A Nino Bixio, deputato al Parlamento italiano da febbraio 1861 a novembre 1870, che era contrario alle navi corazzate, Cavour molto pragmaticamente rispose che \u00abgli altri fanno, e bisogna fare anche noi . Atti del Parlamento Italiano &#8211; Discussioni della Camera dei Deputati, Sessione del 1861 &#8211; 1\u00b0 periodo dal 18 febbraio al 23 luglio, p 1841.<\/p>\n<p align=\"justify\">8 Proprio per evitarne la requisizione da parte del Governo britannico, l\u2019ariete corazzato Affondatore, costruito in Inghilterra, allo scoppio della III guerra d\u2019Indipendenza lasci\u00f2 le acque inglesi anche se il suo allestimento non era ancora ultimato e si rec\u00f2 nel porto di Cherbourg in Francia, dove furono terminati i lavori.<\/p>\n<p align=\"justify\">9 Atti del Parlamento Italiano &#8211; Discussioni della Camera dei Deputati, Sessione del 1861 cit, seduta dell\u20191\/5\/1871, pag. 1.845; Rendiconti del Parlamento italiano, discussioni del senato del Regno (XI Legislatura), Sessione del 1870-71 dal 5 novembre 1870 al 5 novembre 1871, seduta del 6 giugno 1871, p 1.052.<\/p>\n<p align=\"justify\">10 Rendiconti del Parlamento Italiano &#8211; Discussioni della Camera dei Deputati, Sessione del 1870-1871 dal 22 marzo al 20 maggio 1871, seduta del 2 maggio 1871, p. 1.878<\/p>\n<p align=\"justify\">11 . Archivio di Stato di Torino, Sezioni Riunite, Ministero della Marina, Materiale, registro n. 343, 20 febbraio 1861 n. 2.822, dal Ministro della Marina al Comandante Generale della Marina. Delle tre navi, solamente la Partenope fu effettivamente trasformata in bastimento a vapore dalla Forges et Chantiers de la Mediterranee.<\/p>\n<p align=\"justify\">12 DunBaugh, du Barry Thomas, cit., p. 91.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/99438\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/99442\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/99574\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/100204\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-17 maxbutton maxbutton-parte-v\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/100205\"><span class='mb-text'>PARTE V<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-18 maxbutton maxbutton-parte-vi\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/99575\"><span class='mb-text'>PARTE VI<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&nbsp; . 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