{"id":99215,"date":"2023-11-16T00:01:00","date_gmt":"2023-11-15T23:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=99215"},"modified":"2024-05-31T10:56:09","modified_gmt":"2024-05-31T08:56:09","slug":"che-clima-ci-attende-ce-lo-dice-il-mare-profondo-di-n-lo-bue-e-a-giuntini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/99215","title":{"rendered":"Che clima ci attende? Ce lo dice il mare profondo di N. Lo Bue e A. Giuntini"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: OCEANOGRAFIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANI<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Riscaldamento del mare<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Il riscaldamento del mare \u00e8 un processo noto e largamente monitorato a livello globale nel suo strato pi\u00f9 superficiale. Conoscere i fenomeni che avvengono nelle parti pi\u00f9 profonde dell\u2019oceano per\u00f2 rimane ancora una grande sfida. L\u2019installazione di una <strong><span style=\"color: #008000;\">catena correntometrica (mooring)<\/span><\/strong> nel Mar Ionio permetter\u00e0 di avere informazioni sui processi locali profondi per capire come possano influenzare nel lungo termine anche le dinamiche pi\u00f9 superficiali. L\u2019oceano ha un ruolo determinante nella regolazione del nostro clima agendo come un trasportatore di calore grazie alle correnti marine che lo attraversano da un polo all\u2019altro.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Le misure raccolte negli ultimi 50 anni dimostrano inequivocabilmente che l\u2019oceano sta subendo un continuo e progressivo riscaldamento, assorbendo circa il 90% dell\u2019eccesso di calore accumulato nel sistema climatico a causa di attivit\u00e0 antropiche (Figura 1)<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/OCEANOGRAFIA-INGV-temperatura-superficiale.webp\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 OCEANOGRAFIA-INGV-temperatura-superficiale.webp\" width=\"833\" height=\"383\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Figura 1: Andamenti di temperatura superficiale degli oceani (Sea Surface Temperature) misurati negli oceani globali e nei mari regionali europei dal 1993 al 2018. Da Copernicus Marine Ocean State Report 04 (2020).<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Questo accumulo di energia termica, di fatto sottratta all\u2019atmosfera, \u00e8 tale da creare un enorme sbilanciamento energetico a livello globale. Di conseguenza, il calore che si sta immagazzinando negli oceani verr\u00e0 rilasciato nuovamente in atmosfera. La modalit\u00e0 e la tempistica sono ancora lontane dall\u2019essere note, ma il fenomeno comporter\u00e0 un futuro certamente pi\u00f9 caldo per tutta la Terra.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Quali sono i dati sul riscaldamento dell\u2019Oceano?<\/span><\/strong><\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%;\">\n<h5><span style=\"color: #0000ff;\">[wpedon id=17555]<\/span><\/h5>\n<h5 align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\"> Questo articolo ti interessa? Su OCEAN4FUTURE, il portale del Mare e della Marittimit\u00e0, troverai numerosi articoli sull&#8217;ambiente e sulla necessit\u00e0 della sua protezione. Se hai suggerimenti o domande puoi lasciarci un commento in calce all\u2019articolo oppure scriverci alla nostra mail: <a style=\"color: #0000ff;\" href=\"mailto:infoocean4future@gmail.com\">infoocean4future@gmail.com<\/a><\/span><\/strong><\/h5>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\">Grazie all\u2019avvento della tecnologia satellitare a partire dagli anni \u201970, gli esperti eseguono un monitoraggio continuo della parte superficiale dell\u2019oceano su scala globale. Questo ha permesso di calcolare che del calore totale assorbito, pi\u00f9 del 60% \u00e8 accumulato effettivamente negli strati superficiali (0-700m). La restante parte, circa il 30%, viene invece immagazzinata negli strati pi\u00f9 profondi, sebbene la mancanza di una copertura ben distribuita di dati profondi non riesce ancora a dare un quadro complessivo del reale accumulo di tale energia. In ogni caso i dati che abbiamo ci dicono che negli ultimi 50 anni le temperature sono aumentate di circa 0.014\u00b0C\/anno, 0.7\u00b0C in mezzo secolo, impattando in modo significativo (e spesso irreversibile) su moltissimi ecosistemi (dati <a href=\"https:\/\/marine.copernicus.eu\/access-data\/ocean-state-report\/ocean-state-report-4th-issue\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Copernicus Marine Ocean State Report 04, 2020<\/span><\/strong><\/a>).<\/p>\n<p align=\"justify\">Allo stato attuale il riscaldamento dell\u2019oceano sta gi\u00e0 contribuendo ad accelerare i processi connessi al cambiamento climatico, come nel caso dell\u2019innalzamento del livello globale del mare dovuto all\u2019espansione termica (e quindi all\u2019aumento di volume) che l\u2019acqua subisce quando si riscalda. E\u2019 probabile che il riscaldamento dei primi 700 m degli oceani abbia contribuito con una media di 0.6 mm\/anno all\u2019innalzamento del livello del mare dall\u2019inizio degli anni \u201870, a cui dobbiamo aggiungere ulteriori contributi relativi al calore accumulato anche negli strati pi\u00f9 profondi sottostanti. Se poi consideriamo anche l\u2019effetto indotto dallo scioglimento dei ghiacciai terrestri, queste stime crescono ulteriormente. Il rapporto del 2019 degli esperti del <strong><span style=\"color: #008000;\">Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (Intergovernmental Panel on Climate Change, IPCC<\/span><\/strong>) riporta che se il riscaldamento dovesse continuare con i ritmi finora registrati, entro il 2100 l\u2019aumento del livello marino globale sarebbe di 0.6-1.1 m (<a href=\"https:\/\/www.ipcc.ch\/sr15\/chapter\/chapter-1\/\">https:\/\/www.ipcc.ch\/sr15\/chapter\/chapter-1\/<\/a>).<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">I punti caldi<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">In questo scenario di riscaldamento globale la regione mediterranea \u00e8 considerata un \u201cpunto caldo\u201d (Hot-Spot). I punti caldi sono regioni geografiche con una significativa riserva di biodiversit\u00e0 particolarmente sensibile al cambiamento climatico. Il bacino Mediterraneo \u00e8 quindi esposto, pi\u00f9 di altre regioni, ad impatti importanti dovuti al riscaldamento globale che potrebbero portare importanti rischi ambientali. L\u2019importanza di studiare gli hot-spot non risiede solo nella necessit\u00e0 di caratterizzare il cambiamento climatico a livello regionale, ma costituisce un elemento cruciale nella comprensione dei meccanismi e delle tempistiche che governano il cambiamento climatico su scala globale. L\u2019INGV ha partecipato ad <a href=\"https:\/\/link.springer.com\/article\/10.1007\/s00376-021-0447-x\">un importante studio internazionale<\/a> che ha ricalcolato gli accumuli di calore nell\u2019oceano, integrando i dati pi\u00f9 recenti e dando uno scenario al 2020. Da questo e da altri recenti studi emerge inequivocabilmente che la tendenza del Mar Mediterraneo al riscaldamento \u00e8 molto pi\u00f9 alta di quella globale. Il tasso di incremento medio \u00e8 di 0.041\u00b0C\/anno a partire dall\u2019inizio degli anni \u201880 con un aumento complessivo di oltre 1.5\u00b0C con un progressivo interessamento degli strati pi\u00f9 profondi.<\/p>\n<p align=\"justify\">Sebbene i dati siano ancora pochi e non ben distribuiti, si \u00e8 calcolata una tendenza continua all\u2019aumento della temperatura degli strati profondi negli ultimi tre decenni. Il clima \u00e8 un sistema altamente complesso. I processi che lo governano, come in un \u201ceffetto domino\u201d, sono connessi tra loro da sofisticati rapporti di azione e reazione che mitigano o amplificano le tendenze al cambiamento. \u00c8 necessario quindi avere uno scenario climatico quanto pi\u00f9 preciso possibile tenendo conto di tutte le variabili del sistema che devono essere tenute in considerazione. In questo quadro la variabilit\u00e0 riscontrata negli strati pi\u00f9 profondi \u00e8 molto importante poich\u00e9 potrebbe, nel lungo termine, avere forti ripercussioni sulle caratteristiche termoaline delle masse d\u2019acqua, modificandone temperatura e salinit\u00e0. Il cambiamento delle propriet\u00e0 chimico-fisiche di una massa d\u2019acqua a sua volta potrebbe influenzare la circolazione inizialmente a livello locale. Uno dei motori principali della circolazione \u00e8 infatti costituito proprio dai gradienti di temperatura e salinit\u00e0. La variabilit\u00e0 della circolazione locale potrebbe, in un secondo momento, estendersi su scala spaziali maggiori contribuendo ad accelerare i processi che governano il cambiamento climatico.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Un Mooring a supporto dell\u2019infrastruttura di ricerca EMSO Western Ionian Sea<\/strong><\/span><br \/>\nNegli ultimi 20 anni l\u2019INGV ha sviluppato osservatori di alta tecnologia capaci di lavorare a grandi profondit\u00e0. Una volta deposti a fondo mare, questi osservatori forniscono alla comunit\u00e0 scientifica lunghe serie temporali di dati multi parametrici che consentono lo studio dei processi responsabili della variabilit\u00e0 delle caratteristiche delle masse d\u2019acqua profonde. Uno di questi osservatori, il <a href=\"https:\/\/roma2.ingv.it\/index.php\/infrastrutture-di-ricerca\/infrastruttura-emso\">NEMO-SN1<\/a>, dal 2016 \u00e8 parte dell\u2019Infrastruttura di Ricerca Europea <strong><span style=\"color: #008000;\">EMSO<\/span><\/strong> (<a href=\"https:\/\/ingvambiente.com\/2018\/11\/13\/emso-una-rete-di-osservatori-nel-profondo-dei-mari-per-comprendere-eventi-estremi-e-cambiamenti-climatici\/\">https:\/\/ingvambiente.com\/2018\/11\/13\/emso-una-rete-di-osservatori-nel-profondo-dei-mari-per-comprendere-eventi-estremi-e-cambiamenti-climatici\/<\/a>) e contribuisce a monitorare i processi marini misurando parametri fisici, chimici e dinamici in modo continuo e a lungo termine.<\/p>\n<p align=\"justify\">In questo quadro un mooring, realizzato in collaborazione tra <strong><span style=\"color: #008000;\">INGV e CNR-ISMAR<\/span><\/strong>, \u00e8 stato installato il 16 luglio 2021 nel Mar Ionio ad una profondit\u00e0 di circa 2000 metri. Un mooring (ormeggio NdR) \u00e8 un insieme di strumenti disposti lungo un cavo ancorato sul fondale marino che costituisce un punto fisso di misura, permettendo di registrare nel tempo differenti parametri chimico-fisici e dinamici a diverse profondit\u00e0. Il punto di osservazione \u00e8 stato collocato a 25 km davanti la costa orientale siciliana ed a circa 1,5 km a Nord dell\u2019osservatorio Western Ionian Sea, nodo dell\u2019infrastruttura di ricerca europea EMSO, Figura 2.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/OCEANOGRAFIA-INGV-deposizione-mooring.webp\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 OCEANOGRAFIA-INGV-deposizione-mooring.webp\" width=\"1024\" height=\"554\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Figura 2: Posizione del mooring (rombo rosso) rispetto all\u2019osservatorio a fondo mare Western Ionian Sea (cerchio nero) nel bacino ionico (EMODnet Digital Bathymetry (DTM))<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Perch\u00e9 il mar Ionio?<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Il Mar Ionio \u00e8 un bacino \u201cstrategico\u201d nella circolazione generale del Mar Mediterraneo. Presenta una morfologia peculiare ed \u00e8 qui che risiedono le profondit\u00e0 maggiori del Mediterraneo (circa 5.267 m). Masse d\u2019acqua con caratteristiche molto diverse e provenienti da differenti parti del Mediterraneo si incontrano in questo bacino che funziona da vero e proprio collettore. Le acque mediterranee orientali calde e salate, quelle fredde e dense dell\u2019Adriatico, quelle di origine Atlantica fredde e meno salate, fluendo nel bacino ionico si mescolano a seguito di complessi processi dinamici che costituiscono un ingranaggio cruciale della circolazione dell\u2019intero Mediterraneo. Negli ultimi decenni l\u2019Osservatorio Western Ionian Sea ha registrato un&#8217;interessante variabilit\u00e0 delle propriet\u00e0 delle masse d\u2019acqua profonde, registrando una tendenza all\u2019aumento di temperatura e salinit\u00e0 e confermando il crescente accumulo di calore negli strati pi\u00f9 profondi del Mar Ionio (vedi dati acquisiti con l\u2019osservatorio Western Ionian Sea).<\/p>\n<figure style=\"width: 843px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/OCEANOGRAFIA-INGV-mooring-sn1-1.webp\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 OCEANOGRAFIA-INGV-mooring-sn1-1.webp\" width=\"843\" height=\"1288\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Figura 3: Schema del mooring SN1<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p align=\"justify\">Il mooring installato nel bacino ionico ha l\u2019obiettivo di registrare le variazioni a lungo termine dell\u2019intera colonna d\u2019acqua integrando cos\u00ec le misure che dal 2001 vengono acquisite dall\u2019osservatorio multi parametrico profondo (2100 m) del Western Ionian Sea dell\u2019INGV. Questo permetter\u00e0 di connettere le variabilit\u00e0 osservate negli strati profondi con ci\u00f2 che accade negli strati pi\u00f9 superficiali e meglio comprendere come queste possano influenzare i processi che governano le tendenze climatiche.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #008000;\"><b>N. Lo Bue e A. Giuntini<\/b><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><b>originariamente pubblicato da INGVambiente &#8211; <\/b><\/span><a style=\"color: #008000; font-weight: bold;\" href=\"https:\/\/ingvambiente.com\/2021\/07\/30\/osservare-il-mare-profondo-puo-contribuire-a-capire-meglio-che-clima-ci-attende\/\">Che clima ci attende? ce lo dice il mare profondo &#8211;&nbsp;<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">[wpedon id=17555]<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Ti \u00e8 piaciuto questo articolo? 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Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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